Tria: «Stabilità finanziaria obiettivo imprescindibile»


«Le previsioni di crescita prevedono una performance per il secondo trimestre simile all’andamento dei primi tre mesi. Ci aspettiamo che nel prossimo semestre si dispiegheranno gli effetti delle principali misure adottate con la legge di bilancio, non solo sui consumi». A dirlo è stato il ministro dell’Economia Giovanni Tria nel corso del suo intervento all’assemblea Assonime. «Ho più volte ribadito – ha aggiunto – che le stime fornite dal Governo sono caratterizzate da un elevato grado di prudenza quanto mai opportuno in un quadro economico di incertezze». Il titolare del MEF ha poi spiegato che «la stabilità finanziaria è un obiettivo imprescindibile», assicurando che «il Governo è determinato a centrare gli obiettivi adottando la dove necessario le iniziative adeguate per il loro raggiungimento». Sul confronto con la Commissione europea il ministro Tria ha detto che l’esecutivo «continuerà a lavorare per rafforzare un dialogo costruttivo per chiarire la nostra posizione e fornire rassicurazioni circa i programmi che intendiamo seguire». Durante l’assemblea ha preso la parola anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ha garantito che il governo è «massimamente determinato a evitare la procedura d’infrazione», concordando «con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive, che sarebbero in contraddizione con l’agenda di rilancio della crescita adottata sin dallo scorso anno».


BRI, Tria: «Tempesta in un bicchier d’acqua»


«Si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo, è un Memorandum of understanding», così il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, parlando a margine dell’Ecofin con i giornalisti riguardo la nuova via della seta della Cina. «Si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei», ha puntualizzato il ministro spiegando che «nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata» e che «questo non sarebbe neanche nelle competenze italiane, dato che il commercio internazionale è una competenza europea; credo che si stia facendo un po’ una tempesta in un bicchier d’acqua». Sempre ai cronisti il titolare del dicastero economico ha espresso la sua opinione sulla questione, dicendo che per lui la via della seta «è una grande visione di cooperazione economica e di connessione attraverso infrastrutture fra l’Europa e l’Asia. Di per sé è chiaro che è una visione positiva; poi ognuno interpreta come vuole». Sulla questione sono intervenuti anche i due vicepremier. Per il leader del M5s «la via della Seta non è assolutamente l’occasione per noi per stabilire nuove alleanze a livello mondiale e geopolitico, ma è il modo, per dire che dobbiamo riequilibrare le esportazioni di più sul nostro lato, un rapporto ora sbilanciato sulla Cina». Il ministro Salvini, invece, ha precisato che «non abbiamo pregiudizi, ma molta prudenza. Siamo favorevoli al sostegno e all’apertura dei mercati per le nostre imprese. Altre però sono le valutazioni, sempre attente, che occorre fare in settori strategici per il nostro Paese come telecomunicazioni e infrastrutture».


Manovra, Tria: «Non mette in pericolo i conti pubblici»


«L’obiettivo di questo governo è ridurre il debito di 4,5 punti percentuali nel prossimo triennio per avere un indebitamento pari al 126,7% a fine triennio», così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso del suo intervento all’Assemblea generale di Assolombarda. Durante la sua audizione il ministro Tria ha poi ribadito il suo punto di vista, ovvero che a un risultato simile «non si potrà giungere con una politica di austerity, ma con una strategia espansiva che porti risultati sulla crescita del Pil. La riduzione programmata del debito nel rapporto debito/Pil non ci soddisfa ma è la prima volta che avverrebbe, perché fino ad ora non è mai accaduto».  Il titolare di via XX settembre ha poi spiegato che l’esecutivo vuole ridurre e in seguito eliminare il divario che ci divide dal resto dell’Europa da oltre un decennio. Vogliamo ridurre pressione fiscale e aumentare l’inclusività». Fino ad ora, ha poi detto, «le scelte messe in campo non hanno consentito di ridurre debito pubblico o aumentare la crescita del Pil». Rassicurando la platea il ministro ha poi spiegato che «le scelte messe in campo dal governo con il Def e con la manovra sono maturate in un quadro di responsabilità e «non mettono in nessun modo in pericolo la tenuta dei conti pubblici. Il deficit nel triennio è pensato per dare la spinta iniziale necessaria e per vederlo rientrare negli anni successivi. Sono convinto della riuscita e della solidità del nostro impianto».