Ammortizzatori e pensioni sul tavolo di Orlando


Il ministro, dopo aver ascoltato le parti sociali, sta lavorando ai dossier urgenti

In attesa del provvedimento urgente di ristoro per le aziende e i loro dipendenti alle prese con il Covid-19, il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, continua a lavorare sul primo dei due dossier, altrettanto pressanti, vale a dire la riforma degli ammortizzatori sociali e il dopo Quota 100. Come anticipato alle parti sociali nel corso delle videoconferenze della scorsa settimana, il ministro ha confermato l’obiettivo di arrivare a fine mese con delle linee guida per la riforma degli ammortizzatori sociali. Si tratta di un tema particolarmente delicato, con una serie di aspetti che si incastrano fra loro, per cui è fondamentale la massima attenzione. Gli ammortizzatori sociali, da ultimo, sono stati rinnovati con il Jobs act, che è intervenuto nel solco della legge 92/2012, meglio conosciuta come riforma Fornero del lavoro. L’esperienza di quasi sei anni, però, conferma la necessità di arrivare a dei correttivi per meglio tarare le due fasi degli ammortizzatori sociali, quella del sostegno al reddito e l’altra delle politiche attive. Intanto, sempre la Fornero torna in scena, ma sul versante delle pensioni. Con la fine della sperimentazione di Quota 100, prevista a dicembre, si apre la fase della riflessione che dovrà portare, secondo il segretario generale della Ugl, Paolo Capone, alla introduzione di meccanismi di flessibilità verso il pensionamento.