Immobiliare, Nomisma prevede un forte calo del fatturato


Per il residenziale stimate perdite fino a 22 mld

Per il 2020 il centro studi Nomisma prevede un forte calo del fatturato del mercato immobiliare a causa del coronavirus. In particolare, la perdita prevista per il comparto residenziale è compresa in forbice dche va da 9,2 miliardi a 22,1 miliardi., mentre per il comparto corporate si parla di una perdita compresa tra i 2,6 miliardi di euro e i 5,8 miliardi. Per il biennio 2020-2021 le flessioni dovrebbero essere comprese tra il -1,3% e il -4%.


Demanio in vendita


Si è chiuso il primo dei tre bandi nazionali di vendita di immobili dello Stato pubblicati dall’Agenzia del Demanio il 18 luglio scorso. Secondo i numeri pubblicati dall’Agenzia sono 18 su 50 gli immobili aggiudicati provvisoriamente, per un valore totale di 18.387.940,77 euro, pari a circa il 40% del prezzo totale a base d’asta. L’operazione di vendita rientra nell’ambito del piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dal governo gialloblu nella legge di Bilancio 2019 ed ha riguardato un portafoglio variegato ed eterogeneo di tipologie di beni: edifici residenziali, commerciali, ex caserme, terreni, immobili storici, strutture industriali e direzionali.


Abitazioni, prezzi in crescita


Stando alle ultime stime dell’Istat nel secondo trimestre i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie (che sia per fini abitativi o di investimento) sono aumentati dell’1,3% rispetto al trimestre precedente, diminuendo però di due decimi rispetto allo stesso periodo del 2018. L’aumento congiunturale rilevato dall’Istituto nazionale di statistica è legato in positivo ai prezzi delle abitazioni esistenti, per i quali si rileva un aumento dell’1,5% (la variazione maggiore dal secondo trimestre 2011), mentre quelli delle abitazioni di nuova costruzione hanno registrato un calo dello 0,1%. Per quanto riguarda invece il confronto annuo, l’andamento del secondo trimestre considerato è stato influenzato negativamente dalle abitazioni già esistenti, per le quali i prezzi hanno registrato un -0,4% (in miglioramento rispetto al -1,3% del primo trimestre), mentre le case di nuova costruzione hanno riportato un aumento delle quotazioni dello 0,1% (contro il +1,5% tendenziale del trimestre precedente). Secondo l’Istat la variazione acquisita per il 2019 è pari a +0,1%: la prima variazione positiva dopo un lungo periodo di flessioni. Questo risultato in particolare smentisce in parte l’allarme lanciato solo ieri da Standard & Poor’s, secondo cui l’Italia sarà l’unico dei dieci paesi europei monitorati a registrare ancora flessioni dei prezzi sia nel 2019 che nel 2020. In particolare l’agenzia di rating prevede un -0,9% quest’anno e un -0,4% il prossimo. Per quanto riguarda invece l’indice europeo dei prezzi, secondo le previsioni del S&P Global Ratings si verificherà una nuova discesa alla fine dell’anno in corso e un’inversione dei prezzi alla fine del 2020.


S&P: prezzi case ancora giù nel 2020


L’Italia sarà l’unico dei dieci Paesi europei analizzati da Standard&Poor’s che nel corso del 2019 e del 2020 registrerà ancora diminuzioni dei prezzi degli immobili ad uso residenziale, mentre nel resto d’Europa le quotazioni continueranno ad aumentare, seppure lievemente. L’agenzia di rating ha poi immaginato due scenari riguardo la Brexit: in caso di accordo con l’Ue i prezzi potrebbero frenare quest’anno per poi risalire dal prossimo, in caso di “No deal” l’agenzia si aspetta una riduzione piuttosto marcata delle quotazioni.


Immobiliare, compravendite su del 2%


Nel I trimestre del 2019 le compravendite di immobili sono aumentate del 2%, riflettendo il +2% del settore abitativo e il +2,5% di quello economico. La crescita è trainata soprattutto dalle dinamiche delle regioni settentrionali e in misura più lieve dal Centro. Il Mezzogiorno, sebbene risulti in crescita, non ha ancora recuperato i livelli medi del 2010. In calo dello 0,8% le convenzioni notarili per mutui, con il Sud che riporta la flessione maggiore. Bene il centro con un 0,6%


Abitazioni, prezzi in calo dello 0,6% nel 2018


Nel quarto trimestre del 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni è diminuito dello 0,2% su base congiunturale e dello 0,6% su base annua. Il calo tendenziale è legato principalmente alla flessione dei prezzi delle case esistenti (-0,7%), mentre per quelle di nuova costruzione sono rimasti stabili. Nell’intero 2018 i prezzi sono scesi dello 0,6%, sintesi di un calo dell’1% di quelli delle case già esistenti e della crescita della stessa entità rilevata per quelle di nuova costruzione.