Manovra, Gualtieri positivo sull’IVA


«Quattro sono i pilastri della nostra strategia: gli investimenti; la riduzione del carico fiscale su lavoro e impresa; più risorse alle famiglie e welfare; e Sud, che va rimesso al centro», così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando all’evento “Sindaci d’Italia” di Poste Italiane in riferimento alla manovra. Il titolare del dicastero di via XX settembre «è positivo essere riusciti a disinnescare i rialzi Iva senza aver percorso la strada più facile: non abbiamo tolto un euro a sanità, scuola, trasporti, ricerca, enti locali».


Gualtieri annuncia politiche espansive


Nella serata di lunedì il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di Aggiornamento al DEF. Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al termine della riunione, il premier Giuseppe Conte ha assicurato che con la manovra l’esecutivo ha trovato le risorse per sterilizzare «l’aumento dell’Iva, ma non ci accontentiamo di questo. Non ho avuto la fiducia del Parlamento solo per questo. Vogliamo ridurre il cuneo fiscale, è il nostro obiettivo, come abbassare le aliquote dell’Iva, tutto non possiamo fare nel primo anno, ma abbiamo impostato le riforme». «Dobbiamo inasprire le pene per gli evasori ha poi aggiunto il presidente del Consiglio -. Ma dobbiamo anche incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, ma lo vogliamo fare senza penalizzare nessuno. Stiamo lavorando a tante simulazioni per scegliere quella giusta. Non vogliamo penalizzare i commercianti, ma aiutare i consumatori». Dopo Conte ha preso la parola il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. «Con la NaDEF – ha detto – definiamo uno scenario di finanza pubblica per la prossima manovra solido e volto alla crescita». «La manovra è di 29-30 miliardi – aggiunge snocciolando qualche numero -. Abbiamo individuato 2,2% deficit programmatico che definisce una manovra espansiva pari a 0,8% del Pil, che comporta un utilizzo significativo dei margini di flessibilità previsti dalle regole europee e sono fiducioso che il dialogo costruttivo con la commissione europea consentirà di confermare questo obiettivo». Per quanto riguarda invece le previsioni macroeconomiche, il governo stima che nel 2019 il Pil aumenti dello 0,1%, per poi risalire al +0,6% alla fine del 2020 e al +0,8% nel 2021. Il rapporto deficit/Pil dovrebbe essere pari al 2,2% alla fine di quest’anno e del 2020, mentre scenderà all’1,8% nel 2021. Per quanto riguarda i consumi le previsioni indicano una crescita debole anche nella seconda parte dell’anno, mentre le esportazioni nel corso del biennio 2019-2020 recupereranno in parte il forte rallentamento del 2018. Ci si attende, si legge nelle previsioni, che le esportazioni nette forniscano un contributo positivo nel 2019 dello 0,6% nel 2020 dello 0,1% per poi annullarsi nel biennio 2021- 2022. Guardando invece al mercato del lavoro, le stime indicano una diminuzione del tasso di disoccupazione al 10,1% nel 2019 dal 10,6% del 2018, riflettendo il miglioramento che si è osservato nei primi mesi dell’anno. L’inflazione si manterrà debole quest’anno, allo 0,8%, per effetto della caduta dei prezzi dei beni energetici e del rallentamento della domanda interna.


Cessione Alitalia, possibile slittamento


Il MEF deciderà la quota in Alitalia dopo che sarà presentato il piano industriale, «che ancora non c’è». A dirlo è il ministro dell’Economia Giavanni Tria che parla di un possibile slittamento del termine per la cessione della compagnia, che al momento è fissato per il 15 luglio. Il ministro ha poi puntualizzato che «l’ingresso dello Stato è per un rilancio di Alitalia, non per un salvataggio».


Tria: «Correzione molto forte per evitare procedura»


Per evitare la procedura d’infrazione della Commissione europea «c’è stata una correzione molto forte, una delle più forti con un aggiustamento strutturale, forse il primo degli ultimi anni, condotto in una fase dell’economia abbastanza difficile in cui siamo ancora vicini a crescita zero. L’intervento ci ha messo in sicurezza anche sui mercati finanziari», lo ha detto il ministero dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in audizione al Senato davanti alle commissioni Bilancio e Finanze sugli esiti dell’Ecofin. Il titolare del dicastero di via XX settembre ha però voluto sottolineare che non si è trattato di una manovra correttiva, «perlomeno non nel senso tradizionale del termine», piuttosto c’è stata «correzione del bilancio in base agli andamenti della finanza pubblica. «Ringrazio il governo per aver assicurato lo stop alla procedura Ue sui conti – ha aggiunto -. Si tratta di una correzione molto forte che ha portato ad un aggiustamento strutturale dello 0,3-0,4% il più grosso fatto negli ultimi anni». Per quanto riguarda invece il 2020 – sul quale la Commissione aveva espresso qualche dubbio anche il giorno in cui ha comunicato di non procedere con la procedura d’infrazione – il ministro ha assicurato che «un aggiustamento ‘minimo’ strutturale è stato fatto anche sul 2020, ma non sarà lacrime e sangue. Si lavora per la legge di bilancio per il 2020». «Non è stata fatta una cifra sul 2020 – ha specificato – proprio perché bisognerà rivedere l’andamento dell’economia nella seconda metà dell’anno».


Alitalia, Lufhtansa torna in campo


Secondo quanto spiegato dal Sole 24 Ore, Lufhtansa non ha ancora messo la parola “fine” all’affare Alitalia, tanto da aver rilanciato il suo progetto industriale alternativo a quello vedrebbe Ferrovie dello Stato affiancata dalla statunitense Delta e dal Ministero dell’Economia (a cui però manca almeno un altro socio, visto che il 40% del capitale – pari 300 milioni – rimane ancora da assegnare). Quello che però mette timore sono le pretese del vettore tedesco, che parlerebbe di un ridimensionamento della flotta Alitalia a 74 aerei, dai 117 attuali, e circa tremila esuberi, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri duemila dei comparti handling e manutenzione, visto che Lufhtansa è interessata solo al settore aviation. Intanto da alcune dichiarazioni del presidente della Lazio, Claudio Lotito, traspare la sua intenzione di colmare il gap che avanzerebbe nella cordata FS-Delta-MEF. Secondo alcuni rumors Lotito, avrebbe parlato con chi segue il dossier Alitalia, spiegando che «se Delta mette 100 milioni di euro e io metto 300 milioni dev’essere chiaro che comando io». Sul quotidiano di Confindustria si legge comunque che «non sembra concreta la possibilità di avere altri soci. Dalla riunione preliminare di Fs con Lotito non si può capire, raccontano fonti finanziarie, se il patron della Lazio abbia delle chance per entrare nella complessa operazione o se la sua mossa sia invece destinata ad esaurirsi, come ritengono in molti, come un petardo sparato allo stadio. Peraltro Lotito deve comunicare risposte sulla struttura finanziaria e sul finanziamento dell’operazione».


BRI, Tria: «Tempesta in un bicchier d’acqua»


«Si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo, è un Memorandum of understanding», così il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, parlando a margine dell’Ecofin con i giornalisti riguardo la nuova via della seta della Cina. «Si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei», ha puntualizzato il ministro spiegando che «nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata» e che «questo non sarebbe neanche nelle competenze italiane, dato che il commercio internazionale è una competenza europea; credo che si stia facendo un po’ una tempesta in un bicchier d’acqua». Sempre ai cronisti il titolare del dicastero economico ha espresso la sua opinione sulla questione, dicendo che per lui la via della seta «è una grande visione di cooperazione economica e di connessione attraverso infrastrutture fra l’Europa e l’Asia. Di per sé è chiaro che è una visione positiva; poi ognuno interpreta come vuole». Sulla questione sono intervenuti anche i due vicepremier. Per il leader del M5s «la via della Seta non è assolutamente l’occasione per noi per stabilire nuove alleanze a livello mondiale e geopolitico, ma è il modo, per dire che dobbiamo riequilibrare le esportazioni di più sul nostro lato, un rapporto ora sbilanciato sulla Cina». Il ministro Salvini, invece, ha precisato che «non abbiamo pregiudizi, ma molta prudenza. Siamo favorevoli al sostegno e all’apertura dei mercati per le nostre imprese. Altre però sono le valutazioni, sempre attente, che occorre fare in settori strategici per il nostro Paese come telecomunicazioni e infrastrutture».