Maturità 2021, anche quest’anno non ci saranno prove scritte


Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione, Paolo Bianchi

Niente prove scritte. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha annunciato cosa prevede il prossimo esame di Maturità, mantenendo la promessa fatta qualche giorno fa: «Sulla Maturità, decidiamo in settimana», aveva assicurato il ministro, parlando a La Repubblica. Detto, fatto. Niente prove scritte, dunque. Confermata anche la commissione interna. «I maturandi sono ragazzi e ragazze alla fine del loro percorso scolastico di cinque anni: dovranno preparare un elaborato ampio, personalizzato, sulle materie di indirizzo concordandolo con il consiglio di classe. Lo discuteranno con la commissione, composta dai loro insegnanti. Da qui comincerà l’esame che si svilupperà poi anche sulle altre discipline», ha spiegato il ministro, aggiungendo gli studenti non saranno ammessi automaticamente alla prova, come invece avvenuto lo scorso anno scolastico, a causa dell’emergenza sanitaria. «L’ammissione sarà disposta in sede di scrutinio finale, dal consiglio di classe», ha detto, scontentando una grossa fetta degli studenti – quest’anno, sono circa 480mila i maturandi –, che chiedono di non sostenere la prova: secondo un sondaggio realizzato da skuola.net, è il 47% degli alunni iscritti all’ultimo anno, la maggior parte dei quali sostiene che la didattica a distanza non permette una preparazione adeguata ad una prova così importante.


Scuola, Bianchi: «Sulla Maturità decidiamo in settimana»


Un paio le ipotesi: maxi-orale oppure una prova scritta con colloquio rinforzato

«Sulla Maturità, decidiamo in settimana». Ad annunciarlo il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in un’intervista rilasciata a Repubblica. «Il lavoro è tanto e bisogna farlo in fretta. Bisogna dare certezze agli studenti, ai docenti», ha aggiunto il successore di Lucia Azzolina, ex rettore dell’Università di Ferrara e capo della task force per la riapertura delle scuole a settembre. Di sicuro, c’è la data: le prove inizieranno il 16 giugno 2021. Tra quattro mesi, dunque. Al momento, le ipotesi sul tavolo sono un paio. O un’unica prova maxi-orale, basata sul modello adottato l’anno scorso, da sostenere dinanzi ad una commissione composta da soli docenti interni oppure una prova scritta (anziché due) con colloquio rinforzato. Non è esclusa una terza via. Vedremo. Diversamente dall’anno scorso, però, non ci sarà un ammissione generalizzata degli studenti alla prova finale, autorizzata per la Maturità 2020 a causa dell’emergenza sanitaria. Cosa ne pensano gli studenti? Un sondaggio, condotto da skuola.net su un campione di 1.500 maturandi e diffuso qualche settimana fa, ha rivelato che il 53% vorrebbe una Maturità sul modello dello scorso anno. E quindi: maxi-orale su tutte le materie, commissione interna e con un punteggio che valorizzi principalmente la carriera scolastica. C’è anche una grossa fetta di studenti – il 47% – che chiede di non sostenere l’esame. La didattica a distanza, questa la posizione prevalente tra i “no-Mat”, non consente ai maturandi di prepararsi adeguatamente ad una prova così importante.