Salvini: «Misure a livello locale per situazioni a rischio»

Replica Zingaretti, che chiede di rispettare la «linea indicata dal governo»

«La parola al buon senso: misure a livello locale per situazioni a rischio». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, chiedendo al governo di sposare una linea, che non preveda chiusure indiscriminate in tutto il Paese, in questa fase dell’emergenza sanitaria. «Se ci sono situazioni locali a rischio, si intervenga a livello locale», questa è la soluzione offerta da Salvini, osservando che «i sindaci di tutta Italia e di tutti i colori politici chiedono di riavviare alcune attività economiche, sociali, imprenditoriali che non comportano alcun rischio» per la salute. Al ministro della Salute, Roberto Speranza, che ieri in Parlamento ha escluso un allentamento delle misure restrittive anti-Covid, Salvini ha promesso la collaborazione della Lega per cambiare passo: «Lo aiuteremo a offrire questa discontinuità. Siamo già al lavoro per aiutarlo». A Salvini, ha replicato il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, chiedendo di rispettare la «linea indicata dal governo». Qualche piccolo cambiamento, in meglio, rispetto alla precedente gestione dell’emergenza sanitaria si può già osservare: «Per rendere più agevole la programmazione delle attività economiche, le chiusure non entreranno più in vigore di domenica, ma di lunedì», ha annunciato la ministra della Autonomie, Maria Stella Gelmini, durante la video-conferenza Governo-Regioni.

Governo, Salvini: «Con Draghi, ho parlato di riaperture»

Il leader della Lega a colloquio con il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi

«Abbiamo parlato di riaperture». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, al termine di un incontro con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a palazzo Chigi. Durante il vertice, durato circa mezz’ora e voluto dal premier – «Mi ha chiamato il presidente del Consiglio», ha spiegato Salvini ai cronisti che lo hanno intercettato all’uscita –, i due si sono confrontati come affrontare questa fase dell’emergenza sanitaria: «Siamo per la tutela della salute, ma con interventi mirati e in questo c’è sintonia con il presidente Draghi e son contento», ha detto Salvini, osservando che «se c’è un problema in quella zona, in quella provincia, come ad esempio a Brescia, intervieni in provincia di Brescia, non è che fai il lockdown nazionale da Bolzano a Catania». Esplicito il riferimento al bresciano dove, con un’ordinanza del presidente della Regione Lombardia, è stata istituita una zona arancione rafforzato che, oltre alle normali misure della zona arancione, prevede anche la chiusura delle scuole d’infanzia, elementari e medie, il divieto di recarsi nelle seconde case, l’utilizzo dello smart working dove possibile e la chiusura della attività in presenza. «Se si può pranzare tranquilli, allora si può cenare tranquilli», ha concluso Salvini, sintetizzando quella che a breve potrebbe diventare la linea governativa. L’esecutivo sarebbe al lavoro per permette alla ristorazione, uno dei settori più colpiti dall’emergenza sanitaria, di poter ripartire in totale sicurezza. A confermarlo è stato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenendo in streaming al Consiglio nazionale della Coldiretti: «Attraverso il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute stiamo lavorando al protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza», ha annunciato. La linea proposta da Salvini – chiusure mirate laddove necessario e allentamento delle misure restrittive dove possibile – trova d’accordo anche alcuni esponenti del Partito democratico: «È ragionevole», ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, commentando, a “L’aria che tira” in onda su La7, le dichiarazioni del leader leghista. Secondo il governatore, l’obiettivo deve essere «dare ossigeno a qualche attività».

Dalla Lega a Italia viva, le reazioni dei partiti al discorso di Draghi

Soddisfatte tutte le forze politiche, ad eccezione di FdI che non voterà la fiducia

«Ottimo punto di partenza, nel nome dell’efficienza, della trasparenza e del cambiamento. La Lega c’è!». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta il discorso del presidente del Consiglio, Mario Draghi, in Senato. «Vedremo di essere la parte concreta di questa maggioranza: le liti le lascio agli altri», ha aggiunto l’ex vice-premier che, ovviamente, non è stato l’unico esponente di spicco della politica italiana a commentare le parole pronunciate da Draghi a Palazzo Madama. «Il presidente Draghi ha pronunciato un discorso dettagliato di alto profilo, che guarda al futuro, che delinea un’Italia capace di rialzarsi e ripartire», ha osservato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sottolineando che «quello delineato oggi non è il programma di una maggioranza politica, è un “comune denominatore” nel quale si possono ritrovare forze politiche diverse e alternative fra loro». Altrettanto soddisfatte le altre forze politiche che compongono il resto della maggioranza. «Bene il presidente Draghi. Dalle sue parole una conferma: l’Italia è in buone mani. Il Pd farà la sua parte in questa sfida», ha commentato il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti.«Ha dato una visione, puoi amarla o non amarla, apprezzarla o non apprezzarla, ma ha dato una visione», ha detto invece il leader di Italia viva, Matteo Renzi, conversando con i cronisti in Transatlantico in Senato. Commento di tenore opposto, invece, quello di Giorgia Meloni: «Dopo aver ascoltato da Draghi un intervento di generica visione politica, che evita però di calarsi nelle scelte concrete da effettuare, confermiamo il nostro “no” a questo Governo».

Governo, Salvini: «È il momento di lavorare insieme»

Secondo il leader della Lega, che sta dialogando con tutte le forze politiche, l’occupazione e la salute sono i temi più importanti

«C’è un momento in cui bisogna deporre l’ascia di guerra dei partiti, lavorare insieme e parlare di salute e occupazione». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, spiega a Radio Capital – l’ex ministro dell’Interno è intervenuto nel corso del programma “The Breakfast Club” – la nuova linea politica della Lega, che ha deciso di sostenere il presidente del Consiglio, Mario Draghi, rinunciando alle elezioni: una via che, nel pieno della crisi di governo scatenata da Italia viva e prima dell’incarico all’ex presidente della Banca centrale europea, la Lega (e con lei il resto del centrodestra) riteneva una via percorribile. L’appello alla collaborazione lanciato dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, non è rimasto inascoltato: «A emergenza finita, poi, continuiamo a litigare, in questo momento ci si richiede di collaborare e io ci sono», ha proseguito Salvini, invitando gli elettori e i concorrenti politici ad andare «oltre le etichette». Lui lo ha fatto: «Altrimenti io non avrei mai votato Draghi “il banchiere”». È il momento della collaborazione, dunque: «Sto incontrando e sentendo al telefono i responsabili di tutti i partiti, da Forza Italia a Renzi. Con Zingaretti, ieri, abbiamo parlato di lavoro, ci sono 140 crisi aziendali e sono ferme da mesi, il 31 marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti: o si interviene per tempo o sarà il caos».

Governo, Salvini: «Accelerare sulla salute e sul lavoro»

Queste, secondo il leader leghista, devono essere le priorità

Il «tema è accelerare, sulla salute, sul lavoro e sul ritorno alla vita». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, sulle priorità del nuovo governo, aggiungendo di averne «parlato anche con il presidente» del Consiglio Mario Draghi. «Sul questo noi saremo assolutamente leali, coerenti e collaborativi», ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata alla stampa. «Non nomineremo nessun “guardiano”», ha assicurato Salvini, ribadendo la volontà leghista di offrire un contributo al nuovo governo, senza nulla chiedere in cambio. «Abbiamo scelto di esserci, vogliamo dare una mano. Ci sono alcune politiche del passato governo di sinistra che ovviamente con la Lega in maggioranza dovranno cambiare», ha proseguito il leader leghista, sottolineando le necessità di un ‘cambio di passo’ nelle decisioni e nelle scelte di alcuni ministri.

Governo, Salvini: «Con Draghi, a difesa degli interessi nazionali»

In un’intervista al Tempo, il leader della Lega ha ribadito di avere fiducia nel premier incaricato e non ha risparmiato qualche critica al Movimento 5 stelle

«Credo che con Draghi l’interesse nazionale possa essere difeso meglio rispetto a quanto successo nell’ultimo anno». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito in un’intervista al Tempo il sostegno della Lega al presidente del Consiglio incaricato, invitando gli altri partiti a fare altrettanto. A partire dal Movimento 5 stelle, al quale Salvini ha voluto far notare che «dire “no” alla Lega, in questo momento, significa dire “no” al capo dello Stato», Sergio Mattarella. È il momento della responsabilità, secondo Salvini: «Noi siamo il primo partito italiano e abbiamo risposto all’appello del capo dello Stato con senso di responsabilità e senza porre veti». Sostenere un governo Draghi non significa una rinuncia dei temi identitari, però: «Per i temi identitari avremo tempo con un governo di centrodestra voluto dai cittadini», ha assicurato Salvini, lanciando un invito a Giorgia Meloni. «Mi auguro che possa rivedere le proprie posizioni», ha detto, ribadendole la sua stima. «Dopo il governo Conte-Pd-5Stelle servono le buone idee della nostra coalizione per risolvere alcuni problemi. Più siamo, meglio è». Quello che dovrebbe insediarsi nei prossimi giorni – date, al momento, non ci sono –, «è un governo allargato, che dovrà risolvere le emergenze: piano vaccini, Recovery Plan, lavoro, libertà», ha sottolineato Salvini, riconoscendo che adesso non è possibile andare al voto: «Dobbiamo essere pragmatici e lavorare per salvare l’Italia, riempiendo i prossimi mesi di fatti positivi, non di polemiche».