Disoccupazione, difficile un cambio di tendenza nel 2020


Come era facile prevedere, la carica degli emendamenti al disegno di legge di bilancio è partita decisamente forte, anche all’interno della stessa maggioranza di governo, dalla quale sono arrivate 1.700 delle 4.500 proposte di modifica. In attesa di capire quale sarà la reazione del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che ha proposto una sorta di conclave con i ministri e i leader di partito, trovando peraltro un riscontro a dir poco tiepido, il provvedimento attualmente in Senato non sembra offrire particolari note di entusiasmo per il lavoro dipendente. Detto del taglio del cuneo fiscale, tutto da definire nei modi e nei tempi, si segnala la riproposizione di alcuni incentivi all’occupazione. Trova infatti conferma il bonus per l’assunzione di giovani con meno di 35 anni, utilizzabile in tutta Italia, che nel Mezzogiorno si estende anche ai disoccupati di lunga durata con età superiore. Occorre però ricordare, come ha fatto l’Inapp la scorsa settimana, che le imprese sono scarsamente influenzate dalla presenza o meno di incentivi all’occupazione. In pratica, poco più di 5 assunzioni su 100 sono riconducibili agli incentivi. Considerando che larga parte dei piani di rilancio dell’economia è rimandata alla riconversione verde, che richiede tempo, è evidente che il 2020 non produrrà la necessaria inversione di tendenza nel mondo del lavoro, in particolare sul versante disoccupazione.


Pil, per Ref un lieve aumento


Dopo Standard&Poor’s anche Ref ha aggiornato le stime di crescita dell’Italia per il biennio 2019-2020, ma, al contrario dell’agenzia di rating, l’istituto di ricerca – come spiega Reuters che ha ripreso i dati – le stime le ha riviste leggermente al rialzo. Questo perché tre mesi fa Ref era stato più pessimista sull’andamento economico dell’Italia, avanzando un -0,1% contro il +0,3% ipotizzato invece da S&P’s. Fatto sta che per il 2019 entrambi prevedono un +0,1%. Limate invece le previsioni per il 2020, dal +0,5% indicato a luglio al +0,4%. Gran parte delle stime avanzate dai vari istituti per quest’anno risultano essere quindi in linea con quelle indicate dal governo nella NaDef. Solo il FMI al momento sembra essere più pessimista, prevedendo un Pil fermo a fine anno.


Manovra, Gualtieri positivo sull’IVA


«Quattro sono i pilastri della nostra strategia: gli investimenti; la riduzione del carico fiscale su lavoro e impresa; più risorse alle famiglie e welfare; e Sud, che va rimesso al centro», così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando all’evento “Sindaci d’Italia” di Poste Italiane in riferimento alla manovra. Il titolare del dicastero di via XX settembre «è positivo essere riusciti a disinnescare i rialzi Iva senza aver percorso la strada più facile: non abbiamo tolto un euro a sanità, scuola, trasporti, ricerca, enti locali».


Manovra: ecco cosa prevede


«La manovra è espansiva, siamo soddisfatti, anche in un quadro di finanza pubblica particolarmente complesso siamo riusciti a evitare l’incremento Iva e realizzare vari punti del programma di governo», ha detto fiero il premier Giuseppe Conte al termine di una riunione durata circa sei ore, durante la quale il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla manovra, approvando – “salvo intese” – il decreto Fiscale e il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per il 2020 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. «Le coperture sono solide, i numeri particolarmente robusti», ha invece spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi, tra i punti principali dei provvedimenti si legge che «gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote» e che già dal 2020 si riduce il cuneo fiscale a carico dei lavoratori. Via libera anche all’introduzione di un super bonus (Piano Cashless), da riconoscersi all’inizio del 2021, in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante. Prevista la cancellazione del superticket in sanità a partire dalla seconda metà del prossimo anno e un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda gli investimenti, nella nota si legge che verranno istituiti due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal, mentre si stanzieranno le risorse necessarie a proseguire il programma “industria 4.0”. Verranno inoltre destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti privati nel Mezzogiorno. Al punto relativo alle detrazioni si legge invece che «vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione». Introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici. Capitolo lotta all’evasione: tra le varie cose, si prevede, oltre all’inasprimento delle pene per i grandi i evasori, anche il rafforzamento delle misure contro le frodi nel settore dei carburanti e dei giochi.


Le priorità del governo M5s-Pd


È stato diffuso questa mattina un documento – di poco più di due pagine – contenente le Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo, in cui è specificato che comunque si tratta solamente di una bozza di lavoro che riassume le linee programmatiche che il Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, sta integrando e definendo. Da un punto di vista prettamente economico le intenzioni del nuovo governo sono riassunte nei primi due punti del documento – consultabile anche sul Blog delle Stelle – in cui si legge che «con riferimento alla legge di Bilancio per il 2020 sarà perseguita una politica economica espansiva, senza compromettere l’equilibrio di finanza pubblica e, in particolare: neutralizzazione dell’aumento dell’IVA, sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, deburocratizzazione e semplificazione amministrativa, maggiori risorse per scuola, università, ricerca e welfare». Al secondo punto si ricorda invece che è necessario ridurre le tasse sul lavoro, a vantaggio dei lavoratori; individuare una retribuzione giusta, garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori e individuare il giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti, con l’obiettivo di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a fanno dei giovani professionisti. Tra i punti anche l’introduzione di una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, la realizzazione di un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e l’approvazione una legge sulla rappresentanza sindacale


Legge di Bilancio, Di Maio: «Pronto a farla in deficit»


«Sono pronto a fare la legge di bilancio anche in deficit, se crea centinaia di migliaia di posti di lavoro», è quanto dichiarato dal vicepremier Luigi Di Maio a margine del tavolo istituzionale sull’ex Ilva. «Se abbassiamo il cuneo fiscale per gli imprenditori – ha aggiunto -, cioè se togliamo un po’ di tasse dagli stipendi che pagano gli imprenditori ai lavoratori, aumenteremo i posti di lavoro in Italia. Noi presenteremo la nostra proposta di legge di bilancio, che si può fare domani o tra tre mesi». Sulla questione dei minibot il leader del M5s ha chiarito che è necessario «lo Stato paghi i crediti delle imprese: che si chiamino minibot o in altro modo l’importante è che si paghino, molto importante perché ne va della credibilità dello Stato».