Irpef, ognuno dice la sua

Poche le risorse stanziate in legge di bilancio; i nodi centrali da sciogliere

I sindacati confederali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, saranno ascoltati soltanto a febbraio inoltrato; nel frattempo, però, si comincia a parlare di riforma dell’Irpef, con gli interventi dei rappresentanti della Banca d’Italia e dell’Agenzia delle entrate. Il Parlamento ha infatti avviato una indagine conoscitiva per capire dai diretti interessati quali sono i limiti della attuale tassazione sul reddito delle persone fisiche. I punti di partenza sono due: l’impatto del sommerso e l’alto peso della attuale Irpef sui redditi da lavoro dipendente e da pensione. È noto che, spesso, si assiste al paradosso di tanti lavoratori dipendenti che finiscono per dichiarare redditi maggiori dei loro datori di lavoro. È, però, altrettanto evidente che, in assenza di una chiara proposta di legge da parte del governo, la discussione rischia di risolversi in un nulla di fatto. Del resto, le poche risorse in legge di bilancio non autorizzano voli pindarici.

Politiche attive, macchina ancora ingolfata

Al via la Garanzia di occupabilità, ma sono tanti i nodi da sciogliere

In attesa di capire come evolverà la crisi di governo e quali effetti potrebbe avere sulle strategie complessive in materia di lavoro, si affaccia una novità con la legge di bilancio. Dopo le tante richieste di rafforzare le politiche attive – la prima, in ordine di tempo, è stata della Ugl, a seguire sono poi arrivate anche Cgil, Cisl e Uil -, è in rampa di lancio la garanzia di occupabilità per i lavoratori, in sigla Gol, lo strumento che dovrebbe assicurare un percorso di riqualificazione professionale alle persone che ne hanno bisogno. E proprio qui si pone un primo problema, in quanto con l’avvento del reddito di cittadinanza alcuni strumenti prima disponibili per l’intera platea di disoccupati sono stati riservati esclusivamente ai percettori del reddito di cittadinanza. La ministra del lavoro, Nunzia Catalfo, ha anticipato alla stampa che l’intenzione è quella di estendere lo strumento in maniera massiva, per cui disoccupati, percettori del reddito di cittadinanza, ma anche lavoratori in cassa integrazione, i quali peraltro, almeno in parte, dovrebbero essere coinvolti nei progetti di riqualificazione finanziati con il fondo nuove competenze. Insomma, la macchina sembra muoversi, però in maniera oggettivamente poco agile, tanto che è complesso pensare a risultati in tempi rapidi, come sarebbe necessario, vista la pesante crisi da Covid-19 con la crescita esponenziale di posti di lavoro a rischio.

DI CORSA

La manovra oggi approda in Senato: è corsa contro il tempo. Oggi alle 16 convocata la conferenza dei Capigruppo per decidere il calendario. Alle 18.30 testo atteso in Commissione Bilancio. Bisogna evitare l’esercizio provvisorio.

È una vera e propria corsa contro il tempo quella che attende in Senato la legge di Bilancio da 40 miliardi di euro, che, ieri sera, ha ottenuto il via libera della Camera con 298 sì e 125 i no, 8 gli astenuti. A palazzo Madama verrà posta la questione di fiducia. Non ci sarà spazio per alcuna discussione, perché ogni modifica obbliga a riportare il provvedimento alla Camera e il Governo non se lo può permettere. Con un solo voto il provvedimento potrà diventare legge entro il 29, massimo 30, dicembre (la dead line è il 31) e entrare in vigore il 1° gennaio 2021, scongiurando così l’esercizio provvisorio. In quest’ultimo caso, infatti, non si potranno adottare variazioni di bilancio, ci si dovrà limitare alle operazioni di ordinaria amministrazione. Ciò, oltre ad una perdita di affidabilità dell’Italia per gli investitori stranieri e i vertici Ue, vorrebbe dire non assicurare incentivi, bonus e ristori economici per lavoratori e famiglie danneggiati dal Covid. Secondo fonti parlamentari in termini numerici, sempre deboli in Senato, la maggioranza tuttavia non correrebbe rischi. Dunque si tratterebbe, sempre secondo queste fonti, di un passaggio pressoché formale. «L’attività in commissione Bilancio – ha spiegato il presidente della Camera, Roberto Fico – si è svolta in un clima propositivo, e produttivo. 307 gli emendamenti approvati, di cui circa il 10% con un consenso unanime. Poco più della metà degli emendamenti approvati viene dalla maggioranza, il 18% dall’opposizione, il 7% è condiviso da ambo le parti, gli altri provenienti da relatori e governo». Per il lavoro vi è un pacchetto di misure pari a quasi 7 miliardi sui totali 40.  Tra i quali, la cassa integrazione d’emergenza allungata di altre 12 settimane, gratuita, per le imprese; le assunzioni under 35, soprattutto al Sud, di donne disoccupate (anche nel resto d’Italia) sostenute da sgravi fiscali. Il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo. Tra le altre principali novità: stop alla patrimoniale, bocciato l’Odg sulla proroga al 30 aprile del contratto dei navigator, incentivi auto, la proroga del Superbonus a tutto il 2022, estensione cedolare secca a immobili commerciali fino a 600 mq, bonus mobili, bonus bagno, nuovo voucher per gli occhiali da vista. Assegno unico per i figli.

Il governo delude lavoratori dipendenti e pensionati

Poco o nulla sul versante del potere d’acquisto di stipendi e pensioni

Una conferma per il lavoro dipendente e nessuna novità di rilievo per i pensionati. Volendo semplificare, il messaggio che arriva dalla legge di bilancio sul versante fiscale è questo. Al netto della promessa di introduzione dell’assegno unico per i figli a carico, una misura che andrà valutata compiutamente al termine, in quanto non sarebbe accettabile la semplice somma degli assegni familiari con le attuali detrazioni, la riforma fiscale tanto attesa non fa parte di questa legge di bilancio. Ciò che ritroviamo è soltanto la conferma del bonus Renzi rafforzato ed allargato che ha effetti positivi soprattutto nella fascia di reddito individuale compreso fra 26.600 e 30mila euro, mentre tiene fuori i cosiddetti incapienti, vale a dire chi percepisce un reddito inferiore alla soglia di circa 8mila euro, e regala appena 20 euro in più al mese per la fascia intermedia. Ancora peggio va ai pensionati. Nonostante le promesse del governo, in legge di bilancio invece non vi è nulla sul versante del potere d’acquisto delle pensioni. Considerando che il tasso di inflazione, a cui si aggancia la rivalutazione o perequazione degli assegni, è addirittura sotto zero (-0,3% a novembre), non si annunciano aumenti, dopo che per l’anno in corso l’incremento è stato irrisorio, in particolare per gli assegni compresi fra tre e quattro volte il minimo, nell’ordine di circa quaranta centesimi ogni mille euro.

Manovra, Parti sociali preoccupate per la mancanza di idee

Il governo naviga a vista anche con la legge di bilancio, cosa che allarma

La manovra di bilancio messa in piedi dal governo stenta a trovare una sponda in Parlamento, ma anche nelle stesse parti sociali. L’audizione di oggi, con l’intervento presso le commissioni riunite di Camera e Senato di Cgil, Cisl, Uil e Ugl è stato, in questo senso, illuminante rispetto agli umori che si vivono nel Paese. Se la posizione espressa dal segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, era, per molti versi, attesa, stante le numerose critiche già avanzate nei giorni scorsi, dal fronte rappresentato da Cgil, Cisl e Uil sono arrivati segnali di insofferenza crescente. Soprattutto la Cisl ha criticato diverse misure contenuta nel disegno di legge di bilancio, più ancora di Cgil e Uil che hanno comunque tentato di lanciare un ponte verso il governo, rimandando ad una successiva fase per l’individuazione delle cose da fare per il Paese. Nella lunga audizione, durata due ore, non sono mancate neanche critiche da parte degli esponenti delle forze politiche, comprese quelle di maggioranza che, pur senza alzare i toni, hanno comunque fatto osservare che il Parlamento lamenta il mancato coinvolgimento e non soltanto i sindacati. Da segnalare, fra gli altri, gli interventi di due parlamentari della Lega, Borghi e Garavaglia, che hanno insistito sui rischi connessi al ricorso al Mes. Del resto, la linea che collega gli interventi dei sindacati è la mancanza di idee piuttosto che di risorse.

Bilancio, audizione delle parti sociali

Da lunedì, via al confronto parlamentare; lo spettro del ricorso alla fiducia

La prossima settimana, finalmente, entra nel vivo l’iter parlamentare relativo alla legge di bilancio. Soltanto nella serata di ieri, infatti, il disegno di legge, corredato delle relazioni illustrativa e tecnica e degli allegati, è approdato in commissione bilancio della Camera, commissione che, peraltro, aveva già anticipato alle parti sociali che lunedì mattina sarebbero partite le audizioni di prassi, con Cgil, Cisl, Uil e Ugl ad essere ascoltate per prime. A causa del ritardo che si è accumulato, non potranno essere rispettati i tempi di tradizionali di circa sessanta giorni; del resto, già lo scorso anno l’approvazione della legge di bilancio è avvenuta con il ricorso alla fiducia, cosa stigmatizzata dai presidenti dei due rami del Parlamento. Tanti i temi di confronto, con Cgil, Cisl e Uil che insistono sul Ccnl pubblico impiego e la Ugl a lamentare l’assenza di una visione di Paese, cosa ancora più grave vista la drammatica crisi in atto.