Camera, tre deputati di Forza Italia passano alla Lega


Salvini: «Un pezzo di FI pensa agli inciuci insieme a Pd, M5s e Renzi»

«A me interessano i rapporti con gli italiani». Così il leader leghista Matteo Salvini replica a chi gli ha chiesto un commento sui rapporti tra la Lega e Forza Italia, nel giorno in cui tre deputati azzurri sono passati alla formazione leghista: Laura Ravetto, Federica Zanella e Maurizio Carrara. Per l’ex vice-premier, «l’appello» del presidente della Repubblica «Mattarella è alla collaborazione, non all’inciucio e ai rimpasti». Appello accolto dalle forze di opposizione, alcune delle quali hanno deciso di presentare al governo diverse proposte: la Lega ha «presentato un mega taglio dell’IVA da 20 miliardi». «Mi sembra che per PD, M5s, Renzi e anche per qualche pezzo di FI si stia parlando di posti, non di cose da fare», ha attaccato Salvini, che si è interrogato anche sull’agenda delle Camere: «Il Parlamento invece è occupato da 15 giorni sulla cancellazione dei decreti sicurezza. È questa la priorità del Paese?». La stoccata a Forza Italia non è passata inosservata e a stretto giro è arrivata la replica del vice-presidente di FI, Antonio Tajani, che ha ribadito quanto già affermato ieri dal leader azzurro, Silvio Berlusconi – «Forza Italia è e rimarrà all’opposizione» –, sostenendo che «non è un inciucio cercare di far approvare proposte concrete per tutelare lavoratori, imprese, famiglie e liberi professionisti». Tajani ha poi fatto un riferimento ai «37 miliardi del Mes», al cui utilizzo sono contrari Lega, FdI e M5s, da usare per «garantire la salute degli italiani».


Governo, mozione di sfiducia della Lega contro Azzolina


Secondo l’opposizione, la ministra avrebbe dovuto gestire meglio la scuola durante l’emergenza sanitaria

Al Senato, la Lega ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. La mossa era stata annunciata nei giorni scorsi dal leader leghista, Matteo Salvini, trovando il sostegno degli alleati di centrodestra: Fratelli d’Italia (Giorgia Meloni: «Il governo si è mosso male e tardi») e Forza Italia (Anna Maria Bernini: «Il governo paga il virus dell’improvvisazione e dell’inefficienza»). Alla ministra la Lega, e con lei il resto dell’opposizione, contesta la gestione «disastrosa» della scuola durante l’emergenza sanitaria, accusandola di aver «perso molti mesi preziosi in chiacchiere, senza fornire alcuna certezza sul proprio destino a 8 milioni di studenti». Le scuole hanno riaperto, è vero. I problemi da risolvere, però, sono ancora molti, a partire proprio dalla fornitura dei nuovi banchi voluti dalla ministra e ritenuti indispensabili per garantire la sicurezza di studenti, insegnanti e operatori scolastici: dopo aver promesso i nuovi banchi a tutte le scuole per il 14 settembre, il governo ha assicurato che le consegne finiranno entro la fine di ottobre. Vedremo. «Servono risposte immediate, non c’è più tempo», conclude la Lega. Che vuole fare luce anche su un presunto reato di plagio e di violazione del diritto d’autore che la ministra avrebbe commesso, scrivendo la tesi, quando era studentessa. Perché la mozione è stata presentata in Senato? Per un valido motivo: a palazzo Madama la maggioranza è più risicata rispetto alla Camera: circa dieci senatori in più rispetto alla soglia minima di 160. Adesso la mozione dovrà essere calendarizzata dalla conferenza dei capigruppo del Senato, anche se novità rilevanti non sono attese nelle prossime ore: l’attività parlamentare è ridotta a causa delle Regionali e del referendum per il taglio dei parlamentari. Dura la reazione dalla maggioranza: «La mozione di sfiducia è incredibilmente strumentale», ha commentato il capogruppo del Partito democratico in Senato, Andrea Marcucci.


Salvini: «Non temo per la mia incolumità»


Il leader della Lega è stato aggredito a Pontassieve

«Non temo per la mia incolumità». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, ha commentato l’aggressione subita a Pontassieve, comune toscano vicino Firenze. Durante un incontro elettorale, una donna, che è stata poi fermata dalle forze dell’ordine e denunciata, lo ha strattonato, strappandogli la camicia e il rosario che indossa quotidianamente. Salvini si è detto dispiaciuto «che qualcuno a sinistra sia rimasto fermo al secolo scorso», aggiungendo che «però la Toscana e altro: la Toscana è arte, è cura, è bellezza, patrimonio, artigianato, è il tempio della libertà». Messaggi di solidarietà al leader leghista anche da parte del Pd e degli alleati di Fratelli d’Italia: «Ecco qual è la vera faccia della sinistra, in Toscana e non è permesso far parlare un politico della formazione di centrodestra», ha detto Francesco Torselli, capolista di FdI a Firenze per il Consiglio Regionale.


Centrodestra: Lega, FdI e Forza Italia sottoscrivono patto anti-inciucio


Il centrodestra intende offrire all’elettorato qualcosa di diverso rispetto a Pd e M5s. Sotto ogni punto di vista. Assicurando, inoltre, che non ci saranno accordi con la sinistra. Né adesso, né mai. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno firmato un «patto anti-inciucio». Ad annunciarlo la leader di FdI, Giorgia Meloni, che ha voluto fortemente questo accordo, in una nota che spiega: «Mentre Pd e Cinquestelle litigano per le poltrone e si presentano divisi alle regionali, il centrodestra lancia un altro grande segnale di compattezza e oggi dice con una voce sola: mai al governo con la sinistra». Dopo aver ringraziato i leader alleati, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, per aver sposato l’intesa, ha puntualizzato: «Di fronte alla richiesta del governatore del Veneto di confermare il sostegno all’autonomia, Fratelli d’Italia ha chiesto e ottenuto di aggiungere all’accordo anche quelli che considera essere due punti imprescindibili: il sostegno di tutto il centrodestra al presidenzialismo, elemento fondamentale per rafforzare l’unità nazionale e l’efficienza delle istituzioni centrali, e il patto anti-inciucio per vincolare tutti i partiti della coalizione al rispetto degli impegni programmatici presi con i cittadini».


La Lega all’attacco di Conte e del governo


Lega all’attacco del governo. Le “colpe” dell’esecutivo sarebbero diverse, ad elencarle sono stati sia il leader leghista, Matteo Salvini, che i presidenti dei gruppi di Camera e Senato della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, quest’ultimi due, in particolare, hanno criticato duramente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Un governo che si occupa di far ripartire il campionato di calcio e non le scuole è un governo di capre», ha detto Salvini, incontrando cittadini e ambulanti al mercato di Massa, affiancato da Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana. «Anche questa settimana – ha concluso –, faremo le nostre battaglie in Parlamento», dove la maggioranza è sempre meno stabile. «Da Conte – hanno commentato Molinari e Romeo – il nulla. Solo parole e scatole vuote». Un’accusa sostenuta dai fatti: «Il dl Rilancio, dopo mesi di attesa, è ancora in alto mare e mancano le coperture, il dl Semplificazioni è ancora tutto da approvare». «Conte quindi si presenterà in Europa senza niente in mano ma solo con annunci a cui non sono seguiti i fatti». A pagarne le conseguenze saranno, loro malgrado, i cittadini: «Ancora una volta l’inganno agli italiani è sotto gli occhi di tutti ed emergerà anche in sede europea indebolendo l’immagine e la capacità di trattativa del nostro Paese». «Conte ha fallito e deve avere il coraggio di renderne conto a tutti gli italiani», hanno concluso Romeo e Molinari.


M5s, altri tre senatori pronti a passare alla Lega


Lo sostiene un articolo di Repubblica, aggiungendo qualche dettaglio

A breve, la squadra dei parlamentari leghisti potrebbe allargarsi ulteriormente. A ingrossarne le fila potrebbero essere altri tre senatori del Movimento 5 stelle, dopo il passaggio Alessandra Riccardi. Chi è pronto a seguire lo stesso percorso: a fare i nomi è un articolo di Repubblica – il cronista che lo ha firmato è Carmelo Lopapa –, si tratterebbe di Marianella Pacifico, Tiziana Drago e Mattia Crucioli, anche se quest’ultimo ha prontamente smentito le indiscrezioni. Se, comunque, avverrà anche uno solo dei tre passaggi ipotizzati, il margine di vantaggio del M5s a Palazzo Madama diventerebbe ancora più risicato, mettendo definitivamente a rischio la stabilità della maggioranza. E, quindi, del governo Conte.