Iva agevolata sulle cessioni di beni anticovid-19


Via libera all’Iva agevolata, prevista dall’articolo 124 del Dl Rilancio, sui beni necessari a fronteggiare l’emergenza Covid. Il regime di favore, che prevede l’esenzione dall’imposta fino al 31 dicembre 2020 e l’aliquota ridotta al 5% a partire dal 2021, si applica all’acquisto di tutti i termometri per la misurazione della temperatura corporea, inclusi quindi i termoscanner. Beneficiano, inoltre, del trattamento agevolato non solo gli acquisti delle mascherine “chirurgiche” e di quelle “Ffp2 e Ffp3”, ma anche di ”ricaricabili”. È quanto rende noto l’Agenzia delle Entrate.

 


Lo specchietto dell’IVA


Stati Generali, Conte propone il taglio dell’Iva. Ma è solo un’ipotesi. Il taglio di circa un punto, praticamente inutile, costerebbe intorno ai 4 miliardi di euro

In conclusione degli Stati Generali, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lanciato, tra le tante, l’ipotesi più suggestiva di tutte e cioè un taglio dell’Iva. «Abbassarla un po’ per dare una spinta ai consumi», questa l’intenzione del premier. L’ipotesi, perché è di questo che si parla, ha già scatenato reazioni nella stessa maggioranza, Pd e IV, che sembrano non gradire, così anche nelle opposizioni ma con dei distinguo e la Lega favorevole «a qualsiasi taglio di tasse». Che vuol dire «abbassarla un po’»? Di dettagli non se ne hanno molti, non si sa su quali prodotti e/o servizi o come potrebbe essere rimodulato il taglio sulle varie aliquote, 4%, 5%, 10% (su uova, pesce e carne, ma anche cavalli, muli e asini) e 22%, che si applica sui beni più diffusi. Si sa però che intenzione del Governo sarebbe quella di un taglio di un punto percentuale. Alessio Rossi, vice presidente di Confindustria e presidente dei Giovani industriali, intervistato oggi dal quotidiano La Stampa ha detto che: «Il taglio di 1 o di 2 punti dell’Iva non mi sembra che possa far ripartire l’economia. È una misura che ha degli scarsi effetti ma degli alti costi. Non è possibile continuare ad andare a debito». Va detto che un taglio dell’Iva di 1 punto costa circa 4 miliardi di euro. Molto cauto anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che prima di prendere decisioni vuole attendere l’assestamento di bilancio a fine mese. Dietro l’angolo ci sono il debito da tenere sotto controllo, le entrate, l’esistenza di fondi non utilizzati e di altri che a luglio potrebbe essere necessario stanziare. Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, non ci ha girato intorno: «Serve una riforma fiscale molto ampia, non so se partire dall’Iva o da altro. Bisogna avere una visione ampia, non imposta per imposta». Dall’Europa, il Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che «valutiamo proposte dei Paesi membri, quando ci vengono formulate nei bilanci o nei piani di Recovery. Faremo lo stesso con una proposta di questo genere quando ci verrà presentata». L’augurio è che Conte sappia davvero cosa fare e come farlo. La speranza è che non abbia utilizzato uno specchietto per le allodole, poiché «il un carico fiscale è molto, molto pesante per coloro che le tasse le pagano». Ma sono parole di Ignazio Visco.


Manovra, Gualtieri positivo sull’IVA


«Quattro sono i pilastri della nostra strategia: gli investimenti; la riduzione del carico fiscale su lavoro e impresa; più risorse alle famiglie e welfare; e Sud, che va rimesso al centro», così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando all’evento “Sindaci d’Italia” di Poste Italiane in riferimento alla manovra. Il titolare del dicastero di via XX settembre «è positivo essere riusciti a disinnescare i rialzi Iva senza aver percorso la strada più facile: non abbiamo tolto un euro a sanità, scuola, trasporti, ricerca, enti locali».


IVA, per Conte le risorse ci sono


Qualche ora prima del Consiglio dei Ministri – al cui ordine del giorno c’è la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza – e qualche ora dopo le polemica nate da una dichiarazione del premier Giuseppe Conte riguardo l’ipotesi di una rimodulazione dell’IVA, lo stesso presidente del Consiglio ha assicurato che i 23 miliardi necessari alla sterilizzazione dell’incremento dell’Imposta sul Valore Aggiunto sono stati trovati. «Oggi portiamo la NADEF in Cdm – ha detto Conte parlando ai giornalisti fuori Palazzo Chigi -. E’ il primo documento ufficiale che preannuncia la manovra di bilancio e la prima buona notizia è che sterilizziamo l’Iva. I 23 miliardi ci sono: ora stiamo completando perché c’è ancora qualche copertura che ci manca ma siamo molto ambiziosi». «Il mio obiettivo – ha spiegato il presidente del Consiglio – è consentire di abbassare l’iva e stiamo lavorando per far scendere l’Iva sulle bollette dal 10% al 5% così come abbassare all’1% l’Iva su prodotti come il pane, il latte e la frutta». Ma per fare questo, ha aggiunto, «bisogna incrementare l’utilizzo di mezzi alternativi al contante e per fare questo il piano è dare a tutti la possibilità di accedere a mezzi elettronici di pagamenti a costo zero». Sul cuneo fiscale ha invece ribadito che uno degli obiettivi di governo è «più soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti, lo abbiamo scritto nel programma».


Evasione dell’IVA: Italia prima


In termini assoluti l’Italia, cin 33,6 miliardi di euro è prima nell’Unione europea per le perdite dello Stato legate all’evasione fiscale dell’IVA. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Commissione europea sul Vat gap nell’Ue, ovvero il divario tra il gettito IVA atteso e le entrate effettivamente riscosse. In termini di gap il nostro Paese è il quarto nell’area dove, con il 35,5% svetta la Romania, seguita da Grecia, con il 33,6%; Lituania, con il 25,3%; e appunto l’Italia, con il 23%. In generale, stando ai dati della Commissione, nel 2017 l’IVA persa nell’Ue è stata pari a 137,5 miliardi di euro, l’11,2% del gettito IVA totale previsto.


Iva, Tria: «Con aumento clausole serve grande sforzo»


«L’aumento delle clausole Iva richiederà sforzi molto più grandi al Governo nella legge di bilancio del prossimo anno. Per gli anni 2020 e 2021 era già previsto un forte aumento dell’Iva», Così il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in un’intervista rilasciata a Radio 24. «Certamente adesso le clausole di salvaguardia sono state aumentate – ha aggiunto il titolare di via XX settembre – e significa che si dovrà fare uno sforzo molto maggiore rispetto a quello che si è fatto quest’anno. Poi si vedrà, ma oggi era necessario cercare di rientrare con i conti per evitare una procedura di infrazione».