Green economy: investe un’impresa su tre


Sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito nel periodo 2015-2018, o prevedono di farlo entro la fine del 2019 in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. In pratica quasi un’azienda italiana su tre, il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. E nel manifatturiero sono più di una su tre (35,8%). È quaSono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito nel periodo 2015-2018, o prevedono di farlo entro la fine del 2019 in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. In pratica quasi un’azienda italiana su tre, il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. E nel manifatturiero sono più di una su tre (35,8%). È quanto emerge dall’ultimo Rapporto stilato da Unioncamere e Fondazione Symbola, presentato oggi a Roma.nto emerge dall’ultimo Rapporto stilato da Unioncamere e Fondazione Symbola, presentato oggi a Roma.


Alitalia, fra scioperi e rinvii


Si prospetta una giornata molto difficile nel trasporto aereo. Le associazioni professionali di categoria dei piloti e degli assistenti di volo hanno infatti indetto uno sciopero per il 9 ottobre, cosa che ha costretto Alitalia a cancellare preventivamente 230 voli, anche se, ha fatto la compagnia, il 70% dei passeggeri dovrebbe comunque riuscire a partire per le località scelte con altri voli nell’arco della stessa giornata. La decisione di scioperare di piloti ed assistenti di volo cade a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti per rilevare Alitalia. Tutte le opzioni al momento rimangono in campo, compresa quella di una ulteriore proroga, che sarebbe la settima. Stante le incertezze di Delta Airlines, una parte dei piloti sta sponsorizzando Lufthansa, una soluzione, però, giudicata a suo tempo poco garantista per il personale di terra che rischierebbe di essere lasciato in balia degli eventi.


Eurozona, fiducia ai minimi


Ad ottobre la fiducia degli investitori nell’Eurozona – misurata dall’indice sul sentiment curato mensilmente dal gruppo di ricerca tedesco Sentix – è scesa dai -11,1 punti di settembre a -16,8, il livello più basso da oltre sei anni. A dimostrazione che il timore di una recessione è abbastanza diffuso. Le misure adottate dalle banche centrali non hanno sortito gli effetti sperati, dunque. Si tratta di una performance peggiore rispetto alle attese: ad esempio, le previsioni del consensus Reuters stimavano una lettura di -13,0. È peggiorato anche il sentiment sulle condizioni correnti, che è passato a -15,5 punti da -9,5, mentre l’indice delle aspettative si è attestato a -18 punti dai 12,8 punti di settembre. «Non c’è stata una reazione positiva alle misure di sostegno adottate dalle banche centrali, con le valutazioni economiche scese in ottobre su un ampio fronte», ha osservato il direttore generale di Sentix, Patrick Hussy. L’indice Sentix è realizzato tramite interviste relative l’outlook semestrale dell’Eurozona condotte su un campione di 2.800 investitori ed analisti. L’area dello 0.0 separa l’ottimismo dal pessimismo.


Germania, indice Zew oltre le attese


L’indice Zew, relativo alle attese degli investitori sull’andamento dell’economia della Germania, è salito a -22,5 punti dai -44,1 di agosto, registrando un miglioramento superiore alle attese degli economisti che indicavano -37,8 punti. L’outlook rimane però negativo, precisa il presidente dell’istituto tedesco Wambach. Continuano a peggiorare i giudizi sulle condizioni economiche attuali, da -13,5 punti a -19,9 punti.


A Roma la Terza Conferenza nazionale sulla famiglia


di Annarita D’Agostino

La famiglia come ‘pilastro’ fondamentale del nostro sistema economico e sociale: è questa l’immagine che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sceglie per presentare il tema della terza Conferenza nazionale sulla famiglia, inaugurata oggi in Campidoglio, a Roma. “Non si tratta solo di un omaggio retorico, un riconoscimento generico, il ruolo della famiglia è un fondamento della Repubblica”. Se questo è vero, allora il Paese si aspetta misure concrete a favore dei nuclei portanti della nostra società: “abbiamo un vantaggio temporale sul prossimo confronto sulla Legge di stabilità” ha detto Ornella Petillo, che rappresenta l’Ugl alla Conferenza, “e questo ci permette di chiedere che si mettano al centro del dibattito politiche come il quoziente familiare”.
Un invito a fare di più arriva anche dal presidente della Camera, Laura Boldrini, che avverte: “Se vogliamo uscire dal discorso retorico sulla famiglia dobbiamo partire da questo numero: 474mila, i nuovi nati. Perché i nostri figli non pensano a diventare genitori? Cosa impedisce loro di fare questo progetto? Non lo vogliono? Ritengono che la famiglia sia passata di moda?”. Purtroppo no: “Dietro questa scelta – dichiara Boldrini – non c’è la mancanza di desiderio di genitorialità, ma come si può pensare ad un progetto di coppia, ad avere un alloggio, a crescere dei figli se si vive una vita di precarietà, se si sta attaccati al telefono ad aspettare un sms per il job on call?”.
Servono più investimenti, nell’occupazione, nel welfare, nell’istruzione, nella lotta alla violenza domestica, partendo dalla consapevolezza che sono misure necessarie per creare benessere e ricchezza. Altrimenti, le tante proposte avanzate dalla Conferenza saranno sempre accantonate a causa dei soliti ‘margini finanziari ristretti’.


Fincantieri-Stx: pace fatta, pronto l’accordo


di Annarita D’Agostino

Prove di bon ton alla vigilia del vertice Italia-Francia di Lione sulla vicenda Fincantieri-Stx: dopo l’ottimismo espresso dall’Eliseo “sul fatto che ci sarà un accordo che converrà alle due parti”, oggi è Paolo Gentiloni a dichiarare che ci sono “le premesse” per “portare a un accordo che tenga conto dei nostri interessi legittimi e allo stesso tempo di quelli della Francia”. E’ dunque dato ormai per certo che proprio domani, a Lione, i due presidenti, Paolo Gentiloni ed Emmanuel Macron, annunceranno il raggiungimento dell’accordo.
Intervistato dal quotidiano francese Le Figarò, Gentiloni ha spiegato che “l’esame di una alleanza nelle costruzioni navali è ben avviata. C’è l’ambizione fondamentale dal punto di vista strategico, di costruire un grande ‘player’ globale nel settore navale. L’accordo sui cantieri è una prospettiva a breve termine. Costruire un grande polo civile e militare non è cosa che si fa in un giorno. Si lavorerà quindi con scadenze di tempi differenti”.
Il riferimento è ai diversi ‘capitoli’ nei quali si articolerebbe l’alleanza italo-francese nell’industria navalmeccanica: il primo è quello della realizzazione dell’ “Airbus dei mari”; il secondo riguarda invece la collaborazione nel settore militare, più complessa e quindi con tempistiche più lunghe. Ma già domani dovrebbero essere definiti i singoli temi e i vari dossier da affrontare.
Secondo indiscrezioni di stampa, con l’intesa Fincantieri acquisirebbe il controllo dei cantieri Stx France di Saint-Nazaire, con un pacchetto azionario superiore al 50%, in cambio di garanzie sui livelli occupazionali e della salvaguardia del know how dal rischio di trasferimento verso la Cina.
Insomma, pace è fatta e all’intesa mancano solo le firme. Con l’auspicio che il governo sappia difendere gli interessi nazionali. Sul serio.

L’altra partita: Tim-Vivendi
Sulla vicenda Tim-Vivendi è al lavoro un comitato tecnico che “a breve” elaborerà le sue conclusioni sulla ‘Golden power’, la norma che attribuisce allo Stato poteri speciali di intervento nei processi sugli assetti societari delle imprese operanti in settori strategici e d’interesse nazionale. Al momento il governo non ha ancora deciso se attivarla o meno.
La questione Tim-Vivendi, spiega Gentiloni, è “una partita tra gruppi privati. Ogni Paese ha le sue leggi e i gruppi privati le devono rispettare. E’ chiaro che né Macron né io decidiamo della televisione o delle reti di comunicazione private nell’altro Paese”.