PA, faro su contratto ed efficienza


La disponibilità è stata di certo apprezzata, ma rischia di essere soltanto un palliativo nel caso in cui le risorse indicate nella legge di bilancio fossero assolutamente insufficienti per assicurare un rinnovo del contratto collettivo di lavoro del pubblico impiego in linea con le aspettative dei circa 3,6 milioni di dipendenti. Inevitabilmente, l’incontro di ieri con la neo ministra della funzione pubblica, Fabiana Dadone, è scivolato sulla grande questione della valorizzazione economica e normativa dei dipendenti pubblici. Le organizzazioni sindacali, dalla Cgil alla Ugl più diverse altre sigle minori, erano state convocate per parlare di semplificazione della macchina pubblica, un tema sicuramente vasto, più volte dibattuto nel corso degli anni. Al di là dei singoli provvedimenti che possono essere presi per ridurre il peso della burocrazia e per rendere più efficiente l’intero sistema, è di tutta evidenza che se non si mette il dipendente pubblico in condizioni di ben operare, tutto il castello rischia di venire giù in maniera fragorosa. Ed allora, accanto alla questione salariale, si aprono altri campi di gioco, dalla formazione alla strumentazione messa a disposizione degli operatori, passando per la digitalizzazione e il ruolo degli organismi intermedi, in particolare il sindacato attraverso il patronato e i centri di assistenza fiscale, quale trait d’union fra amministrazione e cittadino.


Sicurezza, l’incontro per conoscersi


Appuntamento alle prossime settimane. È con questo auspicio che i ministri Catalfo e Speranza hanno congedato i segretari generali e i rappresentanti di una ventina di associazioni sindacali, dalla Cgil alla Ugl, e datoriali, da Confindustria al mondo cooperativo, nel corso dell’incontro al ministero del lavoro sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Alle anticipazioni dei giorni scorsi, si è aggiunto un ulteriore tassello. L’intenzione del governo è quello di procedere ad una revisione mirata del testo unico in materia. Il decreto legislativo 81/2008, nonostante siano passati più di dieci anni dalla sua entrata in vigore, è ancora inattuato in diverse sue parti, anche in settori particolarmente a rischio, come la pesca e il trasporto pubblico. Soprattutto da parte datoriale si è insistito molto sulla semplificazione e sul passaggio dalla forma alla sostanza, mentre le organizzazioni sindacali hanno ribadito la centralità della formazione.