Germania, ancora giù gli ordini all’industria


Calo del 2,1% mensile e dell’8,7% annuo

Ancora segnali negativi dall’economia tedesca e in particolare dalla manifattura. A Dicembre, infatti, gli ordini al settore manifatturiero tedesco sono diminuiti del 2,1% congiunturale e dell’8,7% tendenziale. Gli economisti si aspettavano, a livello mensile, una variazione opposta di mezzo punto. Pesano in particolare gli ordini esteri, calati del 4,5%, contro il -1,4% che ha interessato quelli nazionali. Rivisto leggermente il dato di novembre: il confronto mensile è stato corretto a -0,8% dal -1,3%.

 


Germania: nel 2020 nuovo rallentamento Pil


La previsione dell’Associazione degli industriali tedeschi (BDI)

La Germania potrebbe non aver toccato ancora il fondo e in assenza di miglioramenti del comparto manifatturiero l’economica tedesca quest’anno potrebbe registrare un nuovo rallentamento della crescita. A dirlo è la BDI, la Confindustria tedesca, secondo cui, appunto, «l’industria rimane bloccata in recessione, non ci sono segnali che indicano che il settore abbia toccato il fondo». Per l’anno in corso l’Associazione degli industriali tedeschi prevede un +0,5% (dal +0,6% diffuso ieri per il 2019) e un +0,1% corretto per effetti di calendario.


Germania: più produzione, meno export


Produzione oltre le attese a novembre, giù l’export

A novembre la produzione industriale tedesca ha registrato una crescita superiore a quanto previsto in precedenza. Gli analisti indicavano infatti un +0,8% Dopo due mesi di flessioni, la produzione ha infatti registrato un aumento dell’1,1%, realizzando il miglior risultato dell’ultimo anno e mezzo. A trainare il risultato è stato soprattutto l’andamento delle attività manifatturiere e quello delle costruzioni. Rivisto al rialzo anche il dato relativo al mese di ottobre, dal -1,7% al -1%. Al contrario per le esportazioni di registra una nuova flessione: -2,3%. In calo a 18,3 miliardi di euro il surplus commerciale.


Germania: crescita debole nel IV trimestre


Le stime della Bundesbank

Dopo aver sfiorato la recessione nel terzo trimestre (registrando un +0,1% congiunturale, dopo il -0,2% registrato alla fine del secondo trimestre), per gli ultimi mesi dell’anno la Bundesbank prevede che l’economia tedesca rimanga debole. «Il rallentamento dell’economia tedesca probabilmente continuerà nel quarto trimestre del 2019 – si legge nel bollettino mensile diffuso dalla banca centrale tedesca -, tuttavia è improbabile che si intensifichi in modo marcato. Stando così le cose, la produzione economica complessiva potrebbe più o meno ristagnare».


La Germania sfiora la recessione, +0,1% per il Pil


Il ministro Altaimer: «Numeri ancora troppo deboli»

Secondo le stime preliminari dell’Eurostat, nel corso del terzo trimestre del 2019 il Prodotto interno lordo dell’Eurozona è aumentato dello 0,2% (+0,3% nell’Ue) rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+1,3% nell’Ue). Fanalino di coda risultano essere le economie italiana, tedesca, austriaca e lituana, tutte con una crescita dello 0,1%. In Germania, in particolare, l’andamento del Pil è stato migliore delle attese – le previsioni indicavano una recessione – e ha invertito la tendenza rispetto al trimestre precedente, quando l’economia tedesca ha riportato una contrazione dello 0,2%. A trainare la ripresa sono state la spesa delle famiglie e quella pubblica. In crescita anche le esportazioni che, grazie ad sostanziale stabilità dell’import, hanno influito positivamente sul saldo commerciale con l’estero. Commentando il risultato, il ministro dell’Economia Peter Altaimer ha sottolineato che, nonostante non ci sia stata una recessione tecnica «i numeri sulla crescita sono ancora molto deboli». Qualche settimana fa, infatti, i principali istituti statistici tedeschi – Diw, Iwh, Ifo, Ifw e Rwi – hanno tagliato le stime di crescita della Germania, abbassandole al +0,5% dal +0,8% delle rilevazioni di aprile. Anche le ultime rilevazioni di IHS Markit mostrano un andamento debole per l’economica tedesca, con l’indice PMI composito tedesco che si attesta ancora una volta in al di sotto dei 50 punti che delimitano una fase di contrazione dell’attività economica da una fase di espansione. Come spiega la società londinese, la Germania è l’unico Paese tra quelli monitorati che attualmente si trova in fase di contrazione.