G20: la crescita è solida, ma non mancano i rischi


Nel comunicato finale della terza riunione dei ministri dell’Economia e dei governatori delle Banche centrali del G20 si legge «che la crescita economica globale rimane solida e che la disoccupazione è ai livelli più bassi dell’ultimo decennio». Allo steso tempo però, il documento sottolinea come il G20 riconosca «l’esistenza di rischi a breve e medio termine, come l’aumento delle vulnerabilità finanziarie, le tensioni geopolitiche e commerciali, gli squilibri globali e la disuguaglianza». Pertanto, alla luce di questi scenari, i 57 delegati hanno assicurato di continuare a utilizzare «tutti gli strumenti per sostenere una crescita robusta, sostenibile, equilibrata e inclusiva».


Cosa resterà di questo G20


Il presidente russo Valdimir Putin e il presidente americano Donald Trump, insieme
Il presidente russo Valdimir Putin e il presidente americano Donald Trump

 

Al di là delle polemiche sugli scontri per le strade di Amburgo, il dissenso politico verso questi incontri tra i Grandi della terra e sullo ‘scandalo’ che sta monopolizzando il ‘racconto’ del G20 appena celebrato ad Amburgo, ovvero i 5 minuti in cui la figlia Ivanka ha sostituito il padre Presidente Usa Donald Trump al tavolo di trattativa, il succo del vertice sembrerebbe abbastanza controverso, nonostante i complimenti di circostanza scambiati sempre tra gli stessi Grandi.

Sul clima non si è riusciti a far capitolare gli Usa, l’accordo infatti c’è stato ma fra 19, non fra 20. Sul tema, il vero risultato è stato evitare che Trump abbandonasse il tavolo, dando il via libera ad altre defezioni. Si è vero, è stata messa nero su bianco – sembrerebbe in extremis e per bilanciare le richieste degli Usa sui combustibili fossili – “l’irreversibilità” dell’accordo di Parigi sul clima ed è stato elaborato anche un ‘action plan’ da seguire per contrastare i cambiamenti climatici, ma è difficile immaginarlo davvero strategico ed efficace senza il contributo dell’economia più importante del campo occidentale. Se Emmanuel Macron, presidente francese fresco di elezione e ancora in ‘luna di miele’ con il suo Paese, ha annunciato un nuovo vertice sul clima a Parigi per il prossimo 12 dicembre, ci sarà qualche altra valida ragione da discutere ancora.

Veri e propri boomerang pronti ad entrare in azione, soprattutto in materia di dazi, potrebbero rivelarsi gli accordi commerciali. Il compromesso sul riconoscimento del libero commercio e il parallelo impegno a evitare qualsiasi forma di “protezionismo”, nel quale sono comprese le pratiche di commercio sleale, mantenendo salvo lo spazio ad eventuali “legittimi” strumenti di difesa, appare un compromesso ancora più molto complesso e difficile da realizzare.

C’è anche l’impegno a sostenere Basilea 3, a favorire il mercato del lavoro promuovendo la digitalizzazione e così ampliare, secondo i sottoscrittori dell’accordo, i benefici della globalizzazione. Ma in realtà tutti sappiamo cosa vuol dire realmente digitalizzazione ovvero cancellazione massiccia di posti di lavoro, i quali non necessariamente riusciranno a trovare nuovi sbocchi.

Quasi nullo il risultato per l’Italia sui migranti: la proposta dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk sulle sanzioni Onu agli scafisti è stata bloccata da Cina e Russia e non è entrata nel documento finale. A poco vale il principio preteso da Trump sul diritto sovrano degli Stati di gestire e di controllare i loro confini e determinare politiche nell’interesse della difesa nazionale, visto che l’Italia non è davvero sovrana essendo parte integrante, poco ascoltata e in minoranza, di un sistema sovranazionale.

Ma i veri protagonisti di questo vertice sono stati il presidente Usa Donald Trump e il presidente della Russia, Vladimir Putin, nel loro storico incontro durato 90 minuti, ma non è sicuro che altrettanto storici saranno gli effetti. Troppo spinose le questioni ancora da affrontare.

Ciò che resta, quindi, sembra essere ben poco.


Amburgo, il G20 si apre tra gli scontri: 111 agenti e diversi manifestanti feriti


di Claudia Tarantino

Alle 10 di questa mattina è iniziato il G20 di Amburgo, con il benvenuto ufficiale della cancelliera Angela Merkel ai leader delle potenze mondiali che hanno raggiunto la città tedesca per il summit.
Secondo il programma, la prima riunione all’Atlantic, un albergo circondato da agenti in tenuta antisommossa, è dedicata alla lotta al terrorismo, mentre nel pomeriggio si affronteranno le tematiche riguardanti sviluppo sostenibile, clima ed energia.

Ad Amburgo, però, si respira aria di tensione. E non è solo quella relativa alle decisioni che verranno prese nel corso del vertice o all’atteggiamento che mostrerà il presidente americano Donald Trump nei confronti del leader russo, Vladimir Putin.

Dopo i disordini di ieri tra manifestanti anti-G20 e forze dell’ordine, che hanno causato anche numerosi danni materiali ad auto parcheggiate, negozi e alla sede della procura del quartiere di Altona, nuovi scontri sono scoppiati questa mattina, con i dimostranti che hanno incendiato le auto della polizia tedesca.
Gli agenti sono dovuti intervenire con gli idranti per disperdere un blocco di manifestanti sulle rive del lago Outer Alster, a poca distanza dal luogo che ospita il vertice. Ed è la stessa polizia a comunicare che “è aumentato a 111 il numero dei poliziotti feriti negli scontri con i manifestanti no-global di ieri sera”, alla vigilia del vertice, mentre “ventinove persone sono state arrestate e per quindici di loro è scattata la custodia cautelare”.

A quanto pare, i tafferugli di ieri sarebbero partiti dal rifiuto di molti dimostranti di rimuovere le maschere con cui avevano coperto i volti. Ai lati della strada si sono accumulati fumogeni, spray al pepe, petardi, oggetti di ogni tipo e su Twitter la polizia dice di essersi “difesa dai black block che lanciano sassi, petardi e bottiglie”.

Ed è proprio la presenza dei black block e i gravi problemi all’ordine pubblico che possono provocare a far tremare le autorità tedesche, tanto da aver già schierato 20mila agenti in assetto antisommossa.

Il capo della polizia di Amburgo avverte: “Sono arrivati anarchici scandinavi, svizzeri e italiani”, mentre gli organizzatori della protesta riferiscono della presenza di 12 mila manifestanti.
C’è il serio rischio, insomma, di ‘attacchi di massa’ dei no-global che stanno tentando in tutti i modi di entrare nella ‘zona rossa’ di massima sicurezza della città.

Secondo i media tedeschi, c’è stata anche un’irruzione sui binari della stazione centrale, che però ha provocato solo il ritardo di un treno. Il quotidiano tedesco Bild aggiunge che “personale sanitario sta medicando per strada alcuni dimostranti” e su uno striscione si legge “Benvenuti all’inferno”.