A dicembre, recupera la fiducia di imprese e consumatori


Gli indici di fiducia restano lontani dai livelli pre-pandemia

A dicembre, recupera la fiducia di imprese e consumatori. A rilevarlo è l’ISTAT, riferendo un miglioramento del sentiment, dopo che la seconda ondata di contagi da coronavirus aveva contribuito a smorzare l’ottimismo degli italiani. Al netto di questo risultato, gli indici di fiducia restano comunque molto lontani dai livelli pre-pandemia. A dicembre la fiducia delle imprese imprese è risalita a 87,7 punti da quota 83,3 – la performance è trainata sopratutto dal settore manifatturiero e in parte dai servizi –, quella dei consumatori è passata da 98,4 a 102,4 punti. Migliorano le aspettative sulla situazione economica generale e su quella familiare.


FIDUCIA IN BLACK


Altro che Black Friday: crolla la fiducia di consumatori e imprese. Da una parte il grande esodo delle vendite verso l’online, dall’altra le aspettative su clima economico e clima futuro registrano le maggiori flessioni

Sarà anche Black Friday, quest’anno Black Week, considerato nel mondo anglo-americano, ormai anche in Italia, il “Natale” degli amanti dello shopping, grazie alle promesse non disattese di grandi sconti e vendite promozionali , sarà anche che le vendite on line sono le uniche a guadagnarci in questa epoca dei lockdown ma l’Istat, proprio nel mese di novembre, stima una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, da 101,7 a 98,1, sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che cade da 92,2 a 82,8 per effetto del forte peggioramento dei servizi di mercato. Le singole componenti del clima di fiducia dei consumatori raccontano meglio la situazione. Il clima economico e il clima futuro registrano le flessioni maggiori, passando, rispettivamente, da 87,2 a 79,3 e da 104,0 a 98,8. Il clima personale scende da 106,4 a 104,7 e quello corrente diminuisce da 99,9 a 97,4. Per le imprese, il clima peggiora in tutti i settori: l’industria e il commercio al dettaglio registrano cali più contenuti, ma per i servizi di mercato è crollo. Nel settore manifatturiero l’indice scende da 94,7 a 90,2, nelle costruzioni da 142,5 a 136,8. Secondo Confesercenti la chiusura obbligata dei negozi nelle zone rosse e arancioni e di centri commerciali, gallerie e grandi magazzini nel week end anche in Regioni gialle, spinge verso lo shopping online. Sono stati calcolati ben 83 milioni di euro di vendite al giorno che stanno passando dai negozi fisici al web. Il calcolo è sui giorni dell’intera settimana perché nel 2020 è stata inaugurata la Black Week, sperimentata in passato e diventata d’obbligo quest’anno, per diluire il più possibile nel tempo le occasioni di acquisto. Black Friday o Black Week, esodo delle vendite sulle piattaforme online – Amazon stanzia in Italia 500 milioni di dollari come gratifica natalizia per tutti i dipendenti della logistica a causa del «lavoro straordinario» di quest’anno – fiducia di consumatori e imprese in calo potrebbero apparire in contraddizione e invece possono coesistere, perché i colossi delle vendite on line non sono italiani. E così nel commercio al dettaglio l’indice della fiducia diminuisce da 98,9 a 95,2 mentre nei servizi di mercato crolla da 87,5 a 74,7. Nel commercio al dettaglio, in particolare, la diminuzione dell’indice è dovuta al forte calo delle aspettative sulle vendite future. Il cerchio si chiude con il circuito distributivo, dove la fiducia aumenta nella grande distribuzione mentre è in marcata flessione nella distribuzione tradizionale.


Bankitalia: imprese più pessimiste rispetto a marzo


Domanda corrente in forte calo

Peggiora la fiducia delle imprese italiane. Secondo l’indagine condotta da Bankitalia tra la fine di marzo e la terza settimana di giugno i giudizi delle imprese – con almeno 50 addetti – sulla situazione economica in generale sono peggiorati rispetto all’indagine condotta da via Nazionale a marzo. Tra le motivazioni il forte calo della domanda corrente, mentre risultano meno pessimistiche le stime sulle vendite nel breve termine. Bankitalia spiega poi che «le attese sull’inflazione al consumo sono lievemente diminuite su tutti gli orizzonti temporali».


Migliora il clima di fiducia a giugno


Ma per le imprese sono lontani i livelli pre-lockdown

Dopo le debacle osservate in precedenza, il clima di fiducia di consumatori e imprese torna a migliorare. In particolare, quello dei consumatori si è riportato al di sopra dei cento punti, attestandosi a 100,6 e riflettendo tutte le componenti dell’indice: il miglioramento risulta più marcato per il clima economico (da 72,9 a 87,2) e per quello futuro (l’indice passa da 93,1 a 105,6), mentre ha riportato un aumento di entità minore per quello personale e per quello corrente (passati rispettivamente da 100,9 a 104,5 punti e da 95,0 a 96,4). Nonostante la rimane, rimane ben lontano dai livelli precedenti al lockdown il clima di fiducia delle imprese, salito a 65,4 punti dai 52,7 del mese precedente. Anche in questo caso il miglioramento appare generalizzato per tutte le tipologie di imprese considerate dall’indagine: nella manifattura si passa da 71,5 a 79,8 punti, nelle costruzioni da 108,4 a 124, nei servizi di mercato da 38,9 a 51,7 e nel commercio da 68 a 79,1. Entrando nel dettaglio, l’Istat spiega come per l’industria manifatturiera si sia registrato un miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese di produzione. Stessa cosa per il settore delle costruzioni, a cui si aggiunge un aumento delle aspettative sull’occupazione. Bene le attese sugli ordini per i servizi di mercato, ma il saldo rimane ancora in negativo. Per quanto riguarda invece il commercio al dettaglio, l’istituto spiega che recuperano decisamente le aspettative sulle vendite future il cui saldo torna positivo per la prima volta dall’inizio degli effetti della pandemia.


Forte peggioramento della fiducia a marzo, pesa il virus


Quella delle imprese crolla di oltre dieci punti

«L’emergenza sanitaria e le conseguenti misure di contenimento adottate dal Governo per limitare il contagio hanno pesantemente influenzato il clima di fiducia degli operatori economici», lo scrive l’Istat nella nota di commento alle ultime rilevazioni sul sentiment dei consumatori e delle imprese. A marzo si è infatti registrato un crollo di entrambi gli indicatori, tale da riportarli rispettivamente al livelli più bassi dal 2015 e dal 2013. Nel dettaglio, si può osservare dalle tabelle, la fiducia dei consumatori è scesa a 101 punti dai 110,9 di febbraio, riflettendo la flessione che ha interessato tutte le componenti, con il clima economico e quello futuro che hanno registrato la contrazione più marcata: da 121,9 punti a 96,2 e da 112 a 94,8. Di minore intensità, invece, i cali che hanno riguardato il clima personale (da 107,8 a 102,4) e quello corrente (da 110,6 a 104,8). Peggiorano, in particolar modo, i giudizi e le attese sulla situazione economica dell’Italia (rispettivamente da -54,6 a -70,2 e da -27,8 a -82,6) e le attese sulla situazione economica della propria famiglia (da -8 punti a -20,7). Per quanto riguarda invece le imprese, l’Istat ha registrato un calo dell’indice generale di oltre dieci punti: da 97,8 a 81,7, variazione che riporta l’indicatore, appunto, a livelli che non si vedevano dal 2013. In questo caso il calo più drastico è stato rilevato per il clima di fiducia del settore dei servizi, per il quale l’indice è sceso a 79,6 punti dai 97,6 del mese precedente. Nel commercio al dettaglio si è passati invece da 106,9 punti a 97,4%, mentre nella manifattura da 98,8 a 89,5. Più contenuta, invece, il peggioramento della fiducia delle imprese di costruzione, scesa a 139 punti dai 142,3 del mese precedente.


Francia, fiducia imprese stabile


A febbraio la fiducia delle imprese francesi è rimasta stabile, nonostante la diffusione del nuovo coronavirus: in Francia, al momento, sono stati confermati 12 casi (11 persone che erano state contagiate sono guarite, una è morta). L’indicatore delle fiducia è risultato infatti fermo a quota 102 punti, lo stesso livello raggiunto a gennaio. I leader aziendali si sono infatti mostrati ottimisti nonostante le paure del coronavirus. Il risultato diffuso oggi è al di sopra delle attese di un consensus di economisti che prevedeva una cifra di 99 punti.

Germania, nel quarto trimestre 2019 il Pil fermo su base congiunturale
Tuttavia l’economia è in crescita su quella tendenziale (+0,4%).