UE-Turchia, scoppia il “sofagate”

Erdogan lascia Von der Leyen senza poltrona

È stato già ribattezzato “sofagate”: si tratta della gaffe diplomatica del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ieri, ricevendo ad Ankara il presidente del Consiglio UE, Charles Michel e la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha fatto accomodare quest’ultima su un divano distanziato dalle poltrone riservate a lui e a Michel. Nel video, divenuto poi virale, si vede Von der Leyen prendere posto sul divano con un mugugno di disappunto.

Erdogan: «Macron un guaio per la Francia»

«Deve liberarsene il più presto possibile»

Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, torna ad attaccare Emmanuel Macron dopo i duri botta e risposta delle scorse settimane. «La Francia sta attraversando un periodo rischioso. Macron è un guaio per la Francia, che deve liberarsene il più presto possibile», ha detto Erdogan all’uscita della preghiera islamica del venerdì nella moschea di Santa Sofia a Istanbul.

Almeno 5 migranti uccisi dai greci

A denunciarlo il presidente turco Erdogan

Almeno cinque migranti sono stati uccisi dalle autorità greche, mentre cercavano di entrare nel Paese, dal confine con la Turchia. Lo sostiene il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Intanto, secondo il ministero dell’Interno turco, sono 142.175 i migranti che si sono diretti verso il confine, dopo aver ricevuto il via libera da Ankara. Atene ha registrato circa 35mila tentativi illegali di attraversamento.

Offensiva turca in Siria

L’iniziativa di Ankara ha l’obiettivo dichiarato di colpire i curdo-siriani delle Ypg – le milizie considerate terroriste da Erdogan, ma in realtà combattenti in prima linea contro l’Isis, alleate degli Usa e artefici, assieme ad altre forze, del ridimensionamento dello “Stato islamico” – per creare una zona cuscinetto nel nord-est della Siria, nella quale trasferire due milioni di rifugiati siriani ora presenti sul territorio turco. Il timore della comunità internazionale è che la Turchia intenda piuttosto approfittare della debolezza e dell’isolamento della Siria, stremata da anni di guerra civile, per creare una vera e propria area ad influenza turca a danno dell’integrità del territorio siriano e per attuare una pulizia etnica nei confronti delle popolazioni curde, anche a causa dello storico conflitto che contrappone curdi e turchi. Già più di 200 vittime e 60mila persone in fuga. Oltre a ciò la minaccia all’Europa, che, se si opporrà alle operazioni di Ankara, potrebbe subire come ritorsione, a detta del presidente turco, l’invio sul proprio territorio dell’enorme numero di rifugiati che ora, anche grazie agli aiuti economici della stessa Ue, sono ospitati sul suolo turco. L’operazione ha preso il via a seguito della decisione del presidente statunitense Trump di ritirare i soldati americani presenti nella zona, ma ora i Paesi occidentali stanno tentando, anche se piuttosto timidamente, di correre ai ripari. Dopo la convocazione dell’ambasciatore turco da parte sia della Francia che dell’Italia, ora sul tavolo della Ue c’è infatti la possibilità di imporre sanzioni alla Turchia e la prossima settimana ne dovrebbe discutere il Consiglio europeo. Anche gli Usa stanno valutando la stessa ipotesi.