Rilancio, prosegue l’iter parlamentare


Oggi sentite le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dell’agricoltura

Prosegue a ritmo serrato l’attività delle diverse commissioni parlamentari, investite dagli oltre 260 articoli del decreto Rilancio. Terminato il ciclo di audizioni, che ha visto la partecipazione anche di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la commissione Bilancio della Camera dei deputati, titolare del provvedimento, ha fissato per il prossimo 4 giugno il termine per la presentazione degli emendamenti: se ne annunciano migliaia, tanti pure dalla stessa maggioranza di governo, alle prese con il nodo scuola. Verosimilmente, alla fine, l’esecutivo porrà per l’ennesima volta la questione di fiducia. Intanto, nella mattinata, la commissione Agricoltura ha audito i rappresentanti delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per approfondire i tanti aspetti che riguardano un settore che occupa direttamente ben oltre 900mila addetti. Fra le varie cose emerse, la definizione di un ammortizzatore stabile per la pesca e le indennità per gli stagionali.


Rilancio indietro


Il dl Rilancio scontenta le imprese, sparate inutilmente tante risorse. Il provvedimento continua a raccogliere critiche dalle imprese

Più passano i giorni e più il decreto Rilancio raccoglie critiche sul suo incerto e ritardatario cammino. Sarà anche un bazooka di risorse, come sostiene il Governo, che, tuttavia, oltre a essere insufficienti e non distribuite, rischiano di essere sparate nel vuoto. «Abbiamo accolto con sorpresa, delusione e, soprattutto, grande preoccupazione, la scelta del Governo, nel recente Decreto Rilancio, di limitarsi al rifinanziamento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni. Si tratta di un intervento poco significativo per un’effettiva ripartenza del settore automotive nel nostro Paese», hanno scritto oggi in una nota congiunta i costruttori di auto Anfia, Unrae e l’associazione dei concessionari Federauto. Mentre Confcommercio Mobilità sottolinea la perdita «nel periodo marzo-maggio, di quasi 300.000 vendite di vetture nuove ed almeno altrettante usate». Persino il presidente di Anip-Confindustria, associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati, Lorenzo Mattioli, ha dovuto lamentare che il credito d’imposta portato al 60% (per un massimo di 60mila euro per ciascun beneficiario) nel limite di spesa complessivo innalzato a 200 milioni risulta «insufficiente per i 2 miliardi di metri quadri di superfici da sanificare». Anche l’Ordine degli Psicologi, attraverso il suo presidente, David Lazzari, ha definito il provvedimento «molto negativo», «il Governo si è dimenticato la salute psicologica degli italiani». Scontente anche le principali associazioni di categoria del settore musicale, Anem, Afi, Fem, Fimi e Pmi che si considerano dimenticate. Se l’incentivo per l’acquisto di bici e monopattini è stato scientemente mirato, per Confesercenti «nonostante le tante misure, anche a pioggia, il settore turistico ed il commercio ambulante rimangono all’asciutto». I Commercialisti, e non soltanto loro, hanno bollato come «incomprensibile» il rifiuto del Governo di rinviare le scadenze fiscali di giugno. La verità in sintesi l’ha detta il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin: «Il Governo sta tamponando l’emergenza mentre serve una visione, servono azioni di rilancio del Paese a fronte dei una emergenza mai vista, di una crisi economica nemmeno paragonabile a quella del 2008». Infine, ciliegina sulla torta, «io avrei fatto interventi ancora più significativi sul terreno del sostegno alle attività», firmato Teresa Bellanova, ministro per le politiche Agricole.


Il Dl Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale


Gualtieri: «Bonus ad autonomi in due/tre giorni»

È stato pubblicato durante la nottata in Gazzetta Ufficiale il Dl Rilancio. Intervistato nella serata di ieri dal TG1, prima della pubblicazione in G.U., il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha assicurato che da oggi le risorse sarebbero state «immediatamente utilizzabili». «Sarà possibile fare domanda per i 1.200 euro per il bonus per la baby sitter – ha spiegato – e i centri estivi e poi giugno ci saranno i contributi a fondo perduto per le imprese e la terza tranche fino a 1.000 euro per i lavoratori autonomi». Riguardo il Recovery Fund proposto da Germanai e Francia, il titolare del dicastero di via XX settembre ha invece detto che «va nella giusta direzione, che è quella che abbiamo auspicato, per cui ci siamo impegnati».


Dl Rilancio, Gualtieri: «Aiuterà l’economia»


«Il Mes? Importante rete di sicurezza»

Il dl Rilancio farà ripartire l’economia italiana. Ad assicurarlo è stato il ministro dell’Economia,
Roberto Gualtieri, aggiungendo che il Mes «costituisce un’importante rete di sicurezza». In un’intervista a La Repubblica, Gualtieri ha osservato «che le legittime preoccupazioni di una situazione senza precedenti possano generare anche rabbia». «Lo capiamo e per questo il governo è impegnato a sostenere imprese e famiglie, a evitare un aumento delle diseguaglianze, ad aiutare i più deboli», ha aggiunto.


Dl Rilancio, le misure a sostegno delle imprese e dell’economia


Il Consiglio dei Ministri nella serata di mercoledì ha approvato il Dl Rilancio, contenente, tra le altre cose, misure a sostegno alle imprese e all’economia. Nella nota diffusa da Palazzo Chigi si legge che il Decreto introduce un contributo a fondo perduto a favore delle attività agricole o commerciali, anche se svolte in forma cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a cinque milioni di euro e a quei soggetti per i quali l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato lo scorso anno. Confermata l’esenzione dal versamento del saldo IRAP dovuta per il 2019 e della prima rata dell’acconto dovuto per il 2020 per le imprese con ricavi inferiori ai 250 milioni, mentre per i soggetti che abbiano subito nei mesi interessati dalla pandemia una diminuzione annua del fatturato di almeno il 50%, il dl istituisce un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività. Il credito, anche in questo caso, spetta ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro. Alle strutture alberghiere spetta indipendentemente dal volume di affari registrato. L’esecutivo ha poi stabilito l’abolizione del versamento della prima rata dell’IMU in scadenza a giugno per i possessori (che siano anche gestori però) di alberghi, pensioni e stabilimenti balneari. Nel dl figurano poi la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, il rafforzamento patrimoniale delle Pmi – con la previsione della detraibilità del 20% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più Spa, Sapa e Srl (per un massimo di due milioni) che non operino nel settore bancario, finanziario o assicurativo – e l’autorizzazione a CDP alla costituzione di un patrimonio destinato, denominato “Patrimonio Rilancio”, a cui sono apportati beni e rapporti giuridici dal MEF, che potrà essere articolato in comparti e le cui risorse saranno impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano. Tra le varie misure, si legge poi che presso il MEF sarà poi costituito il “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa”, con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2020, e la costituzione, presso il MISE, di un “Fondo per il trasferimento tecnologico”, finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale.


Dl Rilancio, centrodestra all’attacco del decreto


Da Salvini a Meloni, i leader dell’opposizione hanno criticato le misure

Il dl Rilancio, varato ieri dal governo, non piace alle forze di centrodestra. «I primi messaggi ricevuti sono di italiani fra il preoccupato e l’arrabbiato», ha osservato il leader della Lega, Matteo Salvini, commentando le misure del decreto a TeleLombardia. Qualche critica anche sulle lacrime del ministro per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, al momento dell’annuncio della regolarizzazione di migliaia di lavoratori stranieri: «Ha pianto per i problemi immigrati da regolarizzare, ci si sarebbe aspettati impegno e sofferenza per cittadini italiani in difficoltà», ha commentato Salvini. Nel testo sono previsti 55 miliardi di euro da destinare a famiglie e imprese. Ancora non è chiaro, però, quando questi soldi saranno a disposizione dei destinatari. Dovrebbero esserlo il prima possibile, ha commentato il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ad Agorà su Rai Tre. «I soldi devono arrivare rapidamente ai cittadini che non riescono ad andare avanti: non basta elencare i soldi che si investiranno, i soldi devono arrivare rapidamente altrimenti siamo alle chiacchiere e alle promesse», ha osservato. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, la pensa allo stesso modo: «Il Parlamento ha autorizzato il Governo a spendere in deficit 80 miliardi per fronteggiare l’emergenza. Conte non dovrebbe raccontarci quante risorse spenderà, ma quando arriveranno a famiglie e imprese», ha scritto su Facebook.