Il presidente Mattarella ha firmato il decreto fiscale


Dopo l’ok della Ragioneria di Stato il decreto Fiscale è arrivato al Quirinale, dove il presidente Sergio Mattarella ha dato il via libera. Nel documento, spiega l’Ansa, «c’è il mini condono su quanto dichiarato, che si realizza con una dichiarazione integrativa che, novità dell’ultima ora, sarà a tetti ben precisi ma sarà più ampia – fino a 30.000 euro – per i contribuenti che fanno ‘nero’ ma hanno dichiarato meno di 100mila euro». Nel decreto c’è anche il cosiddetto«’saldo e stralcio’ sulle cartelle di chi ha avuto difficoltà economiche, i cui contenuti saranno presto formalizzati in Parlamento. Ci sono poi la cancellazione per le mini cartelle sotto i 1.000 euro, la rottamazione Ter per tutte le cartelle, e due sanatorie ad hoc per le liti e per chi ha avuto solo un verbale di accertamento».


Calma e gesso


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

In queste ore ricche di tensione, l’invito è a mantenere la barra dritta. Il progetto di cambiamento messo in piedi dal governo gialloblu e sostenuto dall’entusiasmo di una popolazione italiana che da tempi immemorabili non era così in sintonia con una compagine governativa è oggetto di resistenze interne ed internazionali. Resistenze prevedibili, data la sua essenza profondamente innovatrice che si propone di sovvertire i dettami politici ed economici che hanno imprigionato l’Italia sotto il giogo di un’austerity europea controproducente dal punto di vista economico e sociale e peraltro, nella sua attuazione pratica portata avanti a livello nazionale nella scorsa legislatura, incapace di concentrarsi sui reali sprechi e sulle scelte improduttive e sconvenienti, come dimostra la tragedia del Morandi. La “letterina” europea di queste ultime ore è solo l’ultima tappa di un attacco costante di cui il nuovo governo è stato bersaglio, già prima di entrare in carica. Da parte di tecnici o presunti tali, dagli scranni di istituzioni europee ed internazionali, apparentemente superpartes ma evidentemente schieratissimi, tutti o quasi di rigorosa provenienza ed osservanza di sinistra, che di questi tempi vuol dire ultra-liberisti. Dai mass-media mai così compatti, determinati ed inflessibili nel sottolineare qualsivoglia manchevolezza della maggioranza, con un rigore che, se fosse stato rispettato anche negli anni passati, ci avrebbe forse risparmiato tanti scandali e tante inefficienze. E poi dall’oracolo dei nostri tempi, il mercato, ovvero i risparmiatori impauriti dagli allarmismi e gli speculatori a caccia di affari. Nonostante tutto ciò, il progetto di cambiamento è andato avanti ed ha prodotto una manovra sicuramente perfettibile, ma sostanzialmente condivisibile, per la prima volta da molti anni orientata in favore dei bisogni delle classi popolari, dei disoccupati, dei lavoratori, dei pensionati, delle piccole e medie imprese. Una manovra che vuole innescare un processo espansivo di crescita e sviluppo nel segno dell’inclusione sociale. Ed ecco arrivare, puntuale ed attesa, la lettera della Commissione Ue. Non è questo il momento delle divisioni: è necessaria la massima compattezza per portare a casa un risultato che moltissimi italiani stanno aspettando impazientemente da troppo tempo. Per questo l’auspicio è che le ombre che si sono addensate attorno al decreto fiscale – un decreto che i contribuenti in difficoltà a causa della crisi attendono per rimettersi in carreggiata – vengano dissipate quanto prima nel segno della massima collaborazione. Una vicenda complessa, che avrebbe dovuto essere gestita con maggiore prudenza, che va chiarita, ma che comunque va superata per non infrangere le grandi speranze che il nostro popolo ripone, finalmente, nella nuova classe politica al governo.


Tutti, o quasi, i capitoli del decreto fiscale


di Fiovo Bitti

In attesa di sapere quale sarà la portata del bonus occupazionale sul quale, il governo pone larga enfasi per convincere i cittadini che si tratta di una buona manovra, una prima riflessione, seppur parziale e sempre su documenti non ufficiali, si può fare sul decreto legge fiscale, destinato a viaggiare in parallelo con la legge di bilancio. Il provvedimento, approvato nel consiglio dei ministri di venerdì, ma non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, in quanto oggetto di ulteriore limatura, dovrebbe contenere una ventina di articoli, fra le quali l’estensione della definizione agevolata dei carichi fiscali e contributivi e del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva sull’acquisto di beni e servizi, quest’ultimo con finalità di contrasto all’evasione fiscale. Altre norme interessano gli investimenti pubblicitari di imprese e lavoratori autonomi, l’estensione al 30 aprile 2018 del termine per l’espletamento delle procedure di cessioni dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia e ad altre società del medesimo gruppo in amministrazione straordinaria. Nel provvedimento, anche delle disposizioni che il ministro Padoan ha definito anti-scorrerie, la revisione della disciplina della Golden power ed un sostegno alle grandi imprese in crisi. Impatto mediatico avrà sicuramente la norma sulla liberalizzazione in materia di diritti d’autore; nei mesi scorsi, diversi artisti, fra i quali Fedez, si erano schierati contro il monopolio Siae.