Caso Airbus


L’Italia non compare nella lista dei dazi USA

L’Italia è uscita incolume dalla revisione della lista dei prodotti a rischio dazi statunitensi per il  caso Airbus. Dopo la sentenza del WTO l’amministrazione USA promise infatti dazi su vari prodotti europei, tra i quali, per il momento, non compare il Made in Italy.  «Il lavoro fatto in questi mesi ha dato i suoi frutti. L’agroalimentare italiano non compare nella lista dell’Ustr americana appena pubblicata dei prodotti soggetti a dazi. Abbiamo scongiurato il rischio che le nostre eccellenze subissero danni irreparabili». Così, in una nota, la ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

 


Caso Boing-Airbus, scattano i dazi Usa sui prodotti europei


Scattano oggi i dazi degli Stati Uniti sui prodotti europei, dopo il via libera del Wto, nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge la compagnia americana Boeing e quella europea Airbus. Le nuove tariffe saranno applicate su beni europei importati negli Stati Uniti per un valore di 7,5 miliardi di dollari. Un conto salato per l’Italia che vede molti prodotti finire nella black list dell’amministrazione USA. A fare in conti ci ha pensato la Coldiretti secondo cui i dazi aggiuntivi interesseranno «dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori», prodotti che valgono circa mezzo miliardo di euro di esportazioni e che provocheranno «il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi». Di conseguenza l’associazione di categoria prevede un calo delle vendite di prodotti Made in Italy del 20%. A beneficiare della situazione, spiega ancora la Coldiretti, è «la lobby dell’industria casearia Usa (CCFN) che ha esplicitamente chiesto con una lettera di imporre tasse alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy e costringere l’Unione europea ad aprire le frontiere ai tarocchi a stelle e strisce». Le versioni fake dei prodotti caseari nazionali sono cresciute negli ultimi 30 anni raggiungendo i 2,5 miliardi di chili. «In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,97 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 192 milioni di chili».


USA-Cina, prosegue il dialogo


Al via oggi il secondo giorno di colloqui dopo la ripresa delle trattative tra l’amministrazione statunitense e il governo cinese per trovare un accordo che possa raffreddare la guerra commerciale tra i due Paesi. Oggi il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, incontrerà infatti il presidente cinese Liu He direttamente alla Casa Bianca, lasciando trasparire una distensione dei toni tra le parti. Una notizia positiva che si aggiunge al commento che il presidente USA ha rilasciato su Twitter in seguito alla prima tranch di colloqui, avvenuta ieri tra la delegazione guidata dal rappresentate per il Commercio Robert Lighthizer e dal vicepremier He: «I negoziati con la Cina sono andati molto bene», ha scritto infatti il tycoon. Segnali che hanno incoraggiato gli investitori, con le borse asiatiche e europee che in mattinata hanno registrato forti rialzi: Tokyo in chiusura ha registrato una crescita dell’1,15%, mentre Parigi e Milano viaggiavano intorno all’1%. Meglio Francoforte vicina al 2%, mentre Londra continua a pagare le incertezze sulla Brexit, rimanendo intorno al quarto di punto. C’è forte attesa quindi per l’esito dei colloqui, soprattutto ora che le aspettative su un accordo sono leggermente più alte rispetto alla vigilia.


Di Maio difende il Made in Italy


«Difenderemo le nostre imprese, il made in Italy, le nostre eccellenze. Non faremo sconti, metteremo le nostre forze per aumentare la capacità di esportare e non diminuire le esportazioni», così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante la conferenza stampa congiunta con il segretario di Stato Usa Mike Pompeo. «I dazi ci preoccupano molto – ha aggiunto -. Le aziende italiane hanno bisogno di certezze». L’Italia è un paese sovrano, ha invece detto Pompeo, il quale però ha poi spiegato che la Cina ha un approccio predatorio negli scambi commerciali, negli investimenti ed è quindi una minaccia comune».