Pronti a un “crono-programma”


Per una volta, sono tutti d’accordo. In difficoltà su molti dossier – tanto per citarne alcuni: manovra, Alitalia, ex Ilva… –, Movimento 5 stelle e Partito democratico sostengono la necessità di lavorare insieme (con quali risultati vedremo) a un “crono-programma” da seguire fino alla scadenza della legislatura fissata nel 2023. «Stare appeso non è nel mio carattere e la forza ci viene dai risultati. Più che di una verifica si tratterà di un rilancio», ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Proprio il premier ha proposto alle forze di governo di sedersi intorno a un tavolo per lavorare ad un programma, dopo l’approvazione della manovra.
Il presidente del Consiglio cerca di serrare i ranghi, dopo le ultime (accese) discussioni tra i due alleati. Non è detto che ci riuscirà: non è escluso che Pd e M5s possano trovarsi nuovamente in disaccordo su qualcosa. Fino a mettere nuovamente in discussione la stabilità del governo. Un rischio che il premier sembra disposto a correre, perché «il Paese chiede chiarezza, non possiamo proseguire con dichiarazioni o differenti sensibilità, sfumature varie e diversità di accento». Su questa strada, il target posto da Conte – tenere unito il governo fino alla sua naturale scadenza nel 2023 – diventa quasi impossibile da centrare. L’idea del premier è piaciuta tanto al segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti quanto al capo politico del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio. «Sul contratto di governo, che vogliamo fare dal prossimo anno, è arrivato il momento di mettere nero su bianco tempi e temi. Siamo tutti d’accordo di lavorarci appena si approva la legge di bilancio», ha detto il secondo. «Credo che sia utile che, subito dopo, il premier convochi i capi delegazione del governo. Ci facciamo una giornata di pianificazione e poi mettiamo i gruppi parlamentari a lavorare per dire come, quando e dove faremo le cose nei prossimi tre anni», ha proseguito il ministro degli Esteri.

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Lo ha reso noto il deputato Paolo Parentela.