Coronavirus, Germania: 962 decessi in 24 ore


Si tratta del nuovo massimo storico

Mentre nel mondo, secondo i dati della Johns Hopkins University, i casi di coronavirus hanno superato la soglia dei 79 milioni, in Germania si registrano nelle ultime 24 ore 962 decessi, valore che si colloca al massimo storico da inizio pandemia. Il numero complessivo delle vittime sale perciò a 27.968, stando alle comunicazioni oggi dell’istituto Robert Koch di Berlino.

 


Coronavirus, scontro tra il governo e la Regione Abruzzo


I ministri Speranza e Boccia chiedono al governatore Marsilio di revocare l’ordinanza che decreta il passaggio della regione da zona rossa ad arancione

Quello tra il governo e le Regioni è un rapporto tutt’altro che idilliaco. Di momenti di tensione tra le parti, se ne sono registrati parecchi in questi mesi. L’ultimo, solo qualche giorno fa, con le Regioni che hanno criticato duramente il modus operandi del governo nella stesura dell’ultimo dpcm, contenente le misure restrittive per le festività natalizie, decise senza consultare i governatori locali. Ad aprire l’ennesimo caso, questa volta, è stato il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, che, con un’ordinanza ha anticipato di un paio di giorni il passaggio da zona rossa ad arancione della regione. «Non sono un irresponsabile», ha detto il governatore a Rai Radio 1, difendendo così la sua scelta. «Non cerco uno scontro istituzionale», ha assicurato. «Collaboro con il governo ma credo che il governo abbia interpretato in modo sbagliato le norme e le tempistiche che non tengono conto dei dati reali e della necessaria sintesi tra emergenza sanitaria e necessità di far ripartire il Paese», ha concluso. «La invitiamo e la diffidiamo a revocare ad horas l’ordinanza regionale ricordandole le gravi responsabilità che potrebbero derivare dalle misure da lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini», hanno scritto in una lettera il ministro della Salute, Roberto Speranza, e quello per gli Affari regionali, Francesco Boccia. Oltre a difendere la decisione di Marsilio – «Può riaprire le attività in sicurezza perché i dati epidemiologici lo consentono» –, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha espresso «solidarietà per le inaccettabili minacce ricevute dal Governo». Secondo Meloni, «ignobile l’accusa di irresponsabilità e di mettere in pericolo la salute dei cittadini: l’Abruzzo è stata, insieme all’Alto Adige, l’unica regione ad aver anticipato l’ingresso in zona rossa prima della decisione del Governo e che ha avviato uno screening massivo per individuare asintomatici e spegnere focolai sul nascere». «I primi responsabili della diffusione del virus sono Conte e i suoi ministri, che pontificano in Tv ma non hanno fatto assolutamente nulla per fermare il contagio e aiutare famiglie e imprese in ginocchio», ha concluso Meloni.


Coronavirus, quanto tempo resiste sulle superfici


Uno studio indiano ha cercato una risposta, scoprendo che può sopravvivervi per molto tempo

 

Il coronavirus è un oggetto ancora misterioso: molte sue caratteristiche ci sono ignote. Quotidianamente, però, gli scienziati aggiungono un “tassello” che ci permette di saperne qualcosina in più. Uno studio realizzato dagli esperti dell’IT Bombay, l’Indian Institute of Technology di Bombay, ha cercato una risposta ad una domanda che ci siamo posti fin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria: una volta all’esterno di un organismo, quanto può sopravvivere il coronavirus? Secondo questo studio, può farlo per molto tempo. Per diversi giorni, addirittura. Gli esperti sostengono che il coronavirus si trasforma in una sottile pellicola, a seguito dell’evaporazione dell’acqua nelle particelle, il che si traduce in un arco di tempo di contagiosità più duraturo di quanto ritenuto precedentemente, e che potrebbe protrarsi per diversi giorni. «Le particelle contenenti coronavirus possono restare infettive per diversi giorni quando atterrano su una superficie l’acqua evapora nel giro di pochi minuti, ma il virus sopravvive sotto forma di una pellicola protettiva, che si deteriora in tempi diversi, a seconda del materiale su cui si posa», ha osservato Rajneesh Bhardwaj dell’Indian Institute of Technology di Bombay  . Durante lo studio, gli esperti hanno analizzato il “comportamento” del virus su diversi materiali, scoprendo che sull’acciaio inossidabile la pellicola protettiva resta inalterata per 24 ore. Un giorno, in pratica. In altri casi, può restare inalterata per meno tempo – sul rame per circa 16 ore, ad esempio – o per molto di più: 80 ore sul vetro 80, 150 sul polipropilene.


«Il virus SarsCoV2 muta, ma non diventa più contagioso»


Lo dice uno studio coordinato dall’University College di Londra

Pur essendo mutato, il virus SarsCoV2 non dovrebbe essere diventato più contagioso per l’uomo. A sostenerlo è uno studio coordinato dall’University College di Londra pubblicato sulla rivista Nature Communications. I ricercatori sono arrivati a questa conclusione, dopo aver analizzato i genomi virali prelevati da oltre 46.000 pazienti positivi al coronavirus, sparsi in 99 Paesi del mondo. Lo studio ha certificato 12.706 mutazioni, indotte per lo più dall’azione del sistema immunitario dell’uomo. Nessuna di queste, però, appare aver dato un particolare vantaggio evolutivo al coronavirus. Tra le mutazioni, 398 si sono sviluppate in più occasioni e in maniera indipendente. In particolare, ne sono state analizzate 185 che nel corso della pandemia sono comparse in almeno tre occasioni in maniera indipendente. Collocandole nell’albero evolutivo del virus, sono riusciti a osservare che nessuna di queste ha dato un particolare vantaggio ai virus portatori: nessuna mutazione ha aumentato la trasmissibilità, neppure la famosa mutazione D614G della proteina Spike. Gli esperti hanno chiesto di «restare vigili», spiegando che il vaccino potrebbe incrementare la pressione selettiva sul virus, favorendo lo sviluppo di nuove forme mutanti. Niente di allarmante, però: «Siamo convinti che riusciremo a individuarle prontamente in modo da adattare i vaccini per tempo, se necessario», ha affermato il coordinatore dello studio, Francois Balloux dell’Ucl.


Coronavirus, avviati colloqui UE-Moderna


Pre-accordo per 160 milioni di dosi

Forse si comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel, a livello mondiale ed europeo. Con l’arrivo delle prime dosi dei vaccini anti-Covid – attese a breve, ma i tempi sono ancora da stabilire con precisione – si potrà tornare gradualmente alla normalità. La Commissione europea, infatti, ha avviato gli accordi con Moderna, la casa farmaceutica che ieri ha annunciato un’efficacia del 94,5% del vaccino che sta testando. La trattativa, fa sapere il portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker, riguarda «la fornitura di 160 milioni di dosi ma ora continuiamo con le negoziazioni e dobbiamo vedere come tradurre questa intenzione in contratto». Negli Stati Uniti sono già stati prodotti «diversi milioni di dosi», ha riferito il ceo di Moderna, Stéphane Bancel. Una boccata di ottimismo, comunque, come sembra suggerire anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, intervenendo ad un evento dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung: «Credo che il prossimo anno riusciremo a trovare una via d’uscita» dall’emergenza sanitaria. Ottimismo che però si scontra anche con i numeri di oggi. Nel mondo si registrano oltre 55 milioni di contagi, mentre i decessi da inizio pandemia sono 1.328.685, secondo il bollettino aggiornato della Johns Hopkins University. Negli Stati Uniti la situazione resta preoccupante. Nel paese si è superata la soglia delle 247 mila vittime da Covid-19 (a fronte di più di 11 milioni di casi), nel dettaglio sono 247.202 i decessi secondo i dati della Johns Hopkins University. L’area che registra il maggior numero di vittime è quella di New York, seguita da Los Angeles.


Coronavirus, Salvini: «Governo ci ascolti, da soli non si va da nessuna parte»


Anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha invitato il premier Conte ad aprire un dialogo con i partiti d’opposizione

«Chiediamo ascolto, collaborazione, coinvolgimento perché mi sembra che Conte con questo governo abbia dimostrato che da soli non si va da nessuna parte». Il leader della Lega, Matteo Salvini, tende la mano al governo, offrendo la propria collaborazione, dopo che nei giorni scorsi c’è stato il varo di un paio di dpcm, messi a punto senza coinvolgere nessuno all’infuori del governo e per di più scatenando anche qualche malcontento (si veda Matteo Renzi) nella maggioranza. In cambio, la Lega non ha niente da chiedere: «Ci ascolti, non chiediamo posti e poltrone». Qualche cosa nella gestione dell’emergenza sanitaria deve essere andato storto: «Penso che il governo abbia perso 6 mesi di tempo, stavano festeggiando la vittoria sul virus e purtroppo stanno ricominciando a chiudere tutto», introducendo alcuni provvedimenti che stanno scontentando un po’ tutti e che presto potrebbero essere sostituiti da misure più stringenti. Del resto, quanto dichiarato dai ministri e dal premier – il governo ha ribadito più volte l’intenzione di voler evitare un nuovo lockdown generalizzato – potrebbe valere (davvero) poco di fronte a un’impennata dei contagi. A pesare sono state alcune scelte prese, anche in quel caso, senza coinvolgere l’opposizione: «Penso che se ci avessero ascoltato, se avessero potenziato il trasporto pubblico e gli ospedali invece di perdere tre mesi dietro ai banchi con le rotelle della Azzolina e i monopattini elettrici della De Micheli…», ha commentato Salvini. Non è detto, però, che dagli errori del passato il governo possa imparare qualcosa: questa volta, il presidente del Consiglio ascolterà anche le proposte provenienti dai partiti di opposizione? Ad augurarselo non sono soltanto Salvini, Berlusconi e Meloni, che oggi ha attaccato nuovamente Conte – «La responsabilità della situazione, visti i metodi, è UNICAMENTE DI GIUSEPPE CONTE E DEL SUO GOVERNO», ha scritto su Facebook –, ma anche il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, che con una lettera inviata al quotidiano La Repubblica ha chiesto al governo di aprire un «dialogo», con «le persone, le forze produttive e sociali, il tessuto associativo e sul coinvolgimento e confronto con le forze di opposizione».