Sanità privata, stop il 20 settembre


Un ritardo non più tollerabile che finisce per penalizzare pesantemente il personale dipendente, con ricadute negative sugli utenti che si ritrovano per un giorno senza servizi. La sanità privata si ferma il 20 settembre con uno sciopero generale che avrà momenti di mobilitazione, sicuramente molto partecipati. Cgil, Cisl e Uil stanno organizzando un corteo, mentre l’Ugl sarà dalla mattina davanti al ministero della salute, proprio a sollecitare un intervento sulle associazioni datoriali Aris e Aiop. Sciopero generale che sarà preceduto da una serie di iniziative locali, volte ad assicurare la massima mobilitazione di tutto il personale. In gioco, il rinnovo di un contratto collettivo che ritarda addirittura da dodici anni, un record assoluto dopo la firma sui contratti del pubblico impiego fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. A conti fatti, si tratta di quasi quindici punti di inflazione da recuperare, una cosa enorme che ha riflessi concreti sul potere d’acquisto degli stipendi di migliaia di lavoratori e lavoratrici. Oltre alla questione economica, vi sono altri temi aperti sui quali il sindacato sta sollecitando da tempo un confronto. Uno di questi è sicuramente la questione delle continue aggressioni nelle strutture sanitarie che riguardano indistintamente pubblico e privato convenzionato, settore nel quale è peraltro cresciuto esponenzialmente l’impiego di lavoratori con contratti esteri.


Contratto di espansione salva-lavoro


Con una circolare, la numero 16/2019, il ministero del lavoro ha chiarito un passaggio importante: per la validità del contratto di espansione l’impresa deve comunque prevedere nel piano il riassorbimento di almeno il 70% dei lavoratori sospesi. Detto riassorbimento può anche essere presso altre aziende e non necessariamente nella propria. Si tratta di un chiarimento atteso che dà nuova forza ad uno strumento che è stato appena introdotto nella nostra legislazione in sostituzione della cosiddetta solidarietà espansiva che finora aveva trovato un impiego parziale. Il contratto di espansione, frutto di una iniziativa legislativa sostenuta dal sottosegretario al lavoro uscente, Claudio Durigon, si rivolge ad aziende con oltre 1000 dipendenti nell’ambito di processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale che comportano delle modifiche alle competenze professionali, un fatto oggi sempre più impellente, stante la rivoluzione digitale in corso.


Salario minimo orario sospeso fra legge e contrattazione


Una riunione tecnica che è servita soprattutto al sottosegretario al lavoro, Claudio Cominardi, e alla presidente della commissione lavoro del Senato, Nunzia Catalfo, per illustrare gli emendamenti che il Movimento 5 Stelle intende presentare al disegno di legge della stessa Catalfo sull’introduzione del salario minimo orario per legge. Dopo l’audizione parlamentare ed il primo tavolo tecnico di marzo, il nuovo incontro ha segnato un ulteriore momento di approfondimento, anche se molti nodi rimangono di fatto ancora in piedi, come hanno fatto notare, pur con sfaccettature diverse, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Confsal ed Usb presenti. La riformulazione del testo oggi pone la contrattazione collettiva come punto di riferimento; rimane, però, l’indicazione di una soglia minima che ha incontrato numerose critiche anche da parte delle organizzazioni datoriali, perché non sarebbe economicamente sostenibile in alcuni settori, in particolare nei servizi. Il rischio, neanche troppo velato, è che soprattutto le imprese del multiservizi e del mondo cooperativo possono ridurre il personale dipendente per restare comunque in determinati parametri di costo; uno scambio, quindi, fra salario un poco più alto ed occupazione. Come ha assicurato Cominardi in chiusura, la partita è comunque ancora aperta, anche se il ministro del lavoro, Luigi Di Maio, ha manifestato la volontà di arrivare all’approvazione del testo entro settembre.


Trattativa Fca – Sindacati


Prosegue a ritmo serrato la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo applicato in Fca con Fim, Uilm, Ugl Metalmeccanici, Fismic ed Associazione quadri. Nell’ultimo incontro, si è parlato, in particolare, di welfare con l’aumento delle fasce salariali da un minimo di 250 euro ad un massimo di 1.800, più un contributo aggiuntivo in presenza di determinate condizioni. Intanto, si profila l’ipotesi di mille addetti in uscita volontaria fra i poli di Grugliasco e Mirafiori.


Tendenze contratti


A fronte di 9,8 milioni di lavoratori con il contratto collettivo vigente, ve ne sono oltre tre milioni in attesa di rinnovo, lo stesso ammontare dello scorso mese. A evidenziare il dato, relativo al mese di settembre, è l’Istat. Secondo l’Istituto di statistica l’attesa media per i lavoratori con contratto collettivo scaduto è di 17 mesi, in deciso e significativo calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando i mesi medi di attesa erano addirittura 68,5. Ciò, però, non deve trarre in inganno, in quanto su tale dato vi è una distorsione statistica derivante dal fatto che fra il novembre dello scorso anno e i primi mesi del 2018 sono stati rinnovati, purtroppo con incrementi inferiori a quanto realmente spettante, i contratti collettivi del pubblico impiego che in ritardo dal 2009. Sul versante delle retribuzioni, sempre nel mese di settembre si registra un incremento annuo dell’1,9%, mentre nei primi nove mesi del 2018 l’incremento è dell’1,4%. Proiettando questo dato su tutto il 2018, si dovrebbe stare alla fine sempre al di sotto dei due punti percentuali. Anche in questo caso, però, vi è una distorsione statistica dovuta al rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Nei servizi privati, viceversa, la crescita è di appena lo 0,2%; un poco meglio va nell’industria metalmeccanica e nei servi di comunicazione e di informazione con un incremento dello 0,8%


Bruxelles lancia la ‘svolta sociale’ nel mondo del lavoro


di Claudia Tarantino

E’ prevista per oggi la presentazione del maxi pacchetto della Commissione Ue per la ‘svolta sociale nel mondo del lavoro’. Si tratta di una serie di documenti su salari, contrattazione collettiva, congedo parentale, orario di lavoro e accesso universale al welfare con cui Bruxelles intende da una parte porre fine al dumping tra i Paesi dell’Est e dell’Ovest e dall’altra garantire diritti che si stanno sempre più erodendo.
Come se bastasse un elenco di misure per costruire la tanto invocata ‘Europa sociale’ e per la tutela dei lavoratori, impoveriti dalla crisi economica e da una globalizzazione senza regole, la Commissione si appresta quindi a presentare il frutto di mesi di lavoro e di consultazioni: la “Tripla A sociale”.
Nello stile Ue, non mancheranno le ‘raccomandazioni’ e l’enumerazione di principi, con relative proposte di attuazione pratica, iniziative legislative o implementazione di strumenti già esistenti, che spazieranno dal dialogo sociale ai salari, dalla contrattazione collettiva al reddito minimo, dai sistemi pensionistici a salute e sicurezza sul lavoro.
La Commissione presenterà, inoltre, quattro iniziative specifiche. Una sull’equilibrio vita privata-lavoro con la revisione della direttiva sul congedo parentale, al fine di aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Due misure che riguardano l’estensione degli standard minimi dei diritti sociali, pensione inclusa, a quei lavoratori atipici o autonomi emersi con le nuove forme di lavoro: si tratta della revisione della direttiva esistente sulla forma scritta del contratto di lavoro e della proposta di una nuova sull’accesso universale al sistema di protezione sociale, su cui Bruxelles proporrà linee guida da sottoporre a consultazione pubblica. E un ulteriore provvedimento, uno ‘strumento interpretativo’ per la direttiva sull’orario di lavoro per “rendere più comprensibili e applicabili le varie sentenze della Corte di giustizia”.
Infine, arriverà anche il ‘Reflection Paper’ sulla dimensione sociale, un documento di riflessione già preannunciato con il ‘White Paper’ sul futuro dell’Ue, che intende aprire una discussione che si dovrà concludere a novembre al summit sociale di Goteborg.
Un progetto, insomma, ambizioso nelle intenzioni, ma la cui capacità di applicazione resta tutta da valutare.