La lunga attesa


I ritardi di Roma: dieci anni per un posto

Potrebbe essere uno specchio dei tempi, anche se, più verosimilmente, siamo davanti alle conseguenze pratiche dell’incapacità della burocrazia di dare risposte rapide ai cittadini coinvolti. Nonostante non sia facile trovare un’occupazione, ancora di più se stabile, il comune di Roma sta trovando molte difficoltà a reperire personale da impiegare nelle diverse mansioni, dalla polizia locale (quasi 900 assunzioni) alla gestione della quotidiana amministrazione. Fra il 2018 e il 2019, il Campidoglio ha inserito nei propri organici 2.300 dipendenti, dovendo però sopportare circa 450 rinunce. Il perché è da ricercarsi nel fatto che queste assunzioni sono figlie del concorsone del 2010, un tempo biblico durante il quale, in molti, evidentemente, si sono rivolti ad altri canali, trovando comunque posti di lavoro quanto meno gratificanti. Il tutto mentre sta partire un nuovo concorso.


Tensione in Campidoglio


Sempre più duro il confronto fra la sindaca Raggi e i sindacati

Sale la tensione in Campidoglio con le segreterie di categoria e cittadine di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che decidono di abbandonare il tavolo di confronto con la sindaca Virginia Raggi ed annunciano una nuova manifestazione per il 19 dicembre, dopo quella riuscita del 25 ottobre. Sempre il 19 dicembre è prevista la riconvocazione del tavolo sul quale è destinata a pesare anche tutta la questione rifiuti, ad ogni giorno sempre più critica, oltre allo stato delle partecipate dall’amministrazione capitolina.


Roma imita Amazon sui controlli


Prima l’annuncio, poi il passo indietro, ma, di certo, il sasso lanciato nello stagno ha fatto un grande rumore. Il comune di Roma parla di rivoluzione in corso: il badge, il cartellino da timbrare che attesta la presenza al lavoro, sarà presto sostituito dalla carta d’identità elettronica, facilitando in questo modo il lavoratore. La vera rivoluzione, passateci l’ironia, sarebbe, per i romani, quella di riuscire a fare la carta d’identità elettronica in tempi umani e non con i mesi di attesa che ci vogliono ora. Ma, come al solito, il solito il diavolo si nasconde nei particolari. In questo caso, il particolare sta nel fatto che il nuovo documento elettronico è dotato di un chip che permette la geolocalizzazione. Se attuata in questi termini, la misura permetterebbe al datore di lavoro, il comune di Roma, di controllare, potenzialmente h24, tutto il personale dipendente. Se aggiungiamo il fatto che il Jobs act, modificando l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, oggi rende più facile i controlli a distanza, utilizzabili a tutti i fini del rapporto di lavoro, compreso il licenziamento, quindi, la frittata è fatta. Ma c’è anche un secondo aspetto. La carta d’identità non è cedibile ad altra persona, per cui se un’altra persona viene trovata in possesso di un documento di un altro è perseguibile penalmente, cosa che avrebbe riflessi importanti su tutti quei dipendenti infedeli che provano a timbrare in sostituzione di un collega.