Quota 100: governo sempre diviso


Soltanto alla fine del percorso della legge di bilancio, e quindi a dicembre inoltrato, si saprà se a vincere sono stati coloro che hanno continuato a sostenere Quota 100 o se, piuttosto, sono stati coloro che hanno voluto cancellare la norma. L’esecutivo continua, infatti, ad essere molto diviso sull’argomento previdenza, nonostante che, dopo l’Ugl, anche Cgil, Cisl e Uil si sono unite nella difesa della misura che permette un’uscita anticipata dal lavoro almeno fino al 31 dicembre del 2021. I numeri confermano l’impatto positivo che Quota 100 ha avuto sulla platea dei lavoratori, considerando soprattutto che la scelta è assolutamente volontaria. Stanno però avendo un significativo riscontro anche le altre misure previdenziali. Secondo i dati anticipati dal Sole 24 Ore, sono oltre 28mila le domande relative alla pace contributiva e al riscatto agevolato della laurea, due aspetti di cui si parla meno, nonostante gli indubbi vantaggi.


Whirlpool, fra polemiche e rilanci


Il giorno dopo il grave smacco subito dal governo, rappresentato in prima persona dal presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, rimangono le polemiche, mentre il numero di Whirlpool in Italia si dice convinto di riuscire a convincere i sindacati che quella prospettata dall’azienda è l’unica soluzione praticabile per salvare circa 430 posti di lavoro. Se l’europarlamentare Carlo Calenda punta il dito contro il silenzio di Cgil e Cisl, il già sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, se la prende soprattutto con l’inconcludenza dell’esecutivo. Intanto, davanti alle proteste dei lavoratori, il ceo della sezione italiana della multinazionale del bianco, Luigi La Morgia, parla di riconversione dello stabilimento come la sola strada percorribile. Di certo, la vicenda è stata sicuramente gestita male nelle scorse settimane con l’applicazione della logica perdente dei tavoli separati e selettivi nei palazzi del governo a Roma.


Contratto di espansione salva-lavoro


Con una circolare, la numero 16/2019, il ministero del lavoro ha chiarito un passaggio importante: per la validità del contratto di espansione l’impresa deve comunque prevedere nel piano il riassorbimento di almeno il 70% dei lavoratori sospesi. Detto riassorbimento può anche essere presso altre aziende e non necessariamente nella propria. Si tratta di un chiarimento atteso che dà nuova forza ad uno strumento che è stato appena introdotto nella nostra legislazione in sostituzione della cosiddetta solidarietà espansiva che finora aveva trovato un impiego parziale. Il contratto di espansione, frutto di una iniziativa legislativa sostenuta dal sottosegretario al lavoro uscente, Claudio Durigon, si rivolge ad aziende con oltre 1000 dipendenti nell’ambito di processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale che comportano delle modifiche alle competenze professionali, un fatto oggi sempre più impellente, stante la rivoluzione digitale in corso.


Riscatto laurea, è vero e proprio boom di domande


Non solo Quota 100, verrebbe da dire. Mentre Giuseppe Conte prova a mettere insieme un nuovo governo,
non passa giorno che l’Inps non comunichi cosa sta succedendo con le misure previste nel cosiddetto
decretone di inizio anno con il quale si è dato seguito alle previsioni contenute nella legge di bilancio sul
reddito di cittadinanza e in materia previdenziale. Sul reddito di cittadinanza, come noto, si è speso molto il
Movimento 5 Stelle. Ad oggi, sappiamo che le domande presentate sono molto al di sotto del preventivato
e che, fra quelle presentate, circa il 40% non ha avuto il via libera. Il decretone ha avuto sicuramente
maggiore fortuna sul versante previdenziale. Le domande per Quota 100 a fine luglio erano già 165mila,
una progressione costante nel tempo che potrebbe trovare una accelerazione in queste settimane a causa
del rincorrersi delle voci circa la volontà del Partito democratico di portare al tavolo di Conte lo stop
anticipato alla misura. Vi è però un secondo provvedimento, fortemente voluto dal sottosegretario leghista
Claudio Durigon, sul quale si stanno concentrando le attenzioni di migliaia di cittadini. Parliamo della
possibilità di riscattare gli anni del corso di laurea con un costo sicuramente più abbordabile rispetto a
quanto previsto dalla normativa vigente. In soli quattro mesi sono arrivate già oltre 32mila domande, a
fronte delle circa 29mila presentate nel corso di tutto il 2018.


Quota 100, 10mila uscite nel pubblico


Quota 100 è piaciuta ai dipendenti pubblici che hanno approfittato in maniera ragionata della opportunità loro concessa di lasciare il posto di lavoro in anticipo, rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero, usufruendo peraltro della possibilità di accedere al trattamento di fine rapporto in condizioni di maggiore favore. Sono 10.336 le domande di pensionamento con decorrenza agosto 2019, la maggior parte delle quali (5.694) provenienti da comuni, regioni e province. Seguono la sanità (2.023 fra paramedici, amministrativi e tecnici più altri 321 fra medici e veterinari) e il personale civile dei ministeri e delle agenzie fiscali (1.612). Più indietro la scuola (ad agosto andranno in pensione 240 fra dirigenti, docenti e personale Ata) che, verosimilmente, recupererà posizioni a settembre, considerando la specificità del calendario scolastico. Altri comparti del pubblico impiego mettono insieme, infine, 446 accessi al pensionamento.


Contratto di espansione, Tim apripista


Con tutta evidenza, siamo davanti ad un vero e proprio record: mai, forse, è capitato che uno strumento appena introdotto da una legge dello Stato sia stato impiegato così velocemente, come nel caso del contratto di espansione in Tim. Strumenti simili già erano stati adottati da precedenti esecutivi; si pensi, ad esempio, alla solidarietà espansiva, ma questa volta si è andati oltre, in quanto l’elemento veramente qualificante è proprio nel pacchetto di assunzioni – si prospettano 600 nuovi ingressi – e nella annessa formazione, un percorso che sarà certificato, così che i lavoratori stessi potranno essere qualificati in maniera puntuale ed utile. L’accordo, che è stato salutato con grande soddisfazione dal sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, prevede una riduzione dell’orario di lavoro per un massimo di 22 giornate nell’arco di 17 mesi. L’accordo, peraltro, arriva in un settore, quello delle telecomunicazioni, interessato da forti processi di riorganizzazione.