Salvini: «Centrodestra pronto a fare cinque riforme»


«Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia»

«Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un’alternativa ci possa essere e che sia nostro dovere offrirla agli italiani». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando che, se la crisi dovesse risultare fatale al governo – indiscrezioni di stampa riferiscono di un riavvicinamento tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e Italia viva –, le elezioni non sarebbero l’unica via percorribile. Sebbene le urne «in qualunque democrazia sono la via maestra». Di quali riforme parla, Salvini: «Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia». Questi, secondo il leader leghista, sono i «cinque temi su cui rilanciare il Paese», impegnato ad affrontare una crisi sanitaria senza precedenti, cha sta avendo ricadute pesantissime sul fronte economico (migliaia di imprese fallite, centinaia i posti di lavoro bruciati…). «Penso che nei due rami del Parlamento una maggioranza, che metta al centro questi problemi con il centrodestra a fare da guida, sia la soluzione migliore», ha aggiunto Salvini. «Sempre che non ci siano le elezioni che in qualunque democrazia sono la via maestra. Su questo è nato il governo Conte-Renzi, che è miseramente naufragato dopo un anno senza lasciare traccia di sé. Se nascerà il governo Conte-Mastella per tenere fuori la Lega e rimandare il giudizio degli italiani sarebbe squallido. Noi siamo pronti».


Centrodestra, Meloni: «Siamo insieme per scelta»


«Fino ad ora non ci sono state divisioni, ma sfumature diverse»

«Noi del centrodestra, a differenza di M5S-Pd, siamo sempre stati insieme e lo siamo per scelta». Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ribadendo l’unità dello schieramento composto dal suo partito, dalla Lega e da Forza Italia, al netto di alcune recenti vicende. Specialmente quelle legate alle ultime due formazioni politiche appena citate: un colloquio telefonico tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi ha contribuito comunque a stemperare alcune tensioni nate nei giorni scorsi. «Anche in questa fase difficile abbiamo sempre fatto le scelte insieme, nonostante ci fosse un tentativo continuo di dividerci, che è il gioco della tattica della maggioranza…Fino ad ora non ci sono state divisioni, ma sfumature diverse e viva Dio, perché la diversità fa bene», ha sottolineato Meloni. Che, intervenendo in occasione della trasmissione “Fuori dal coro”, ha commentato anche la proposta fatta da Salvini di creare una Federazione tra i partiti di centrodestra: «Francamente non ho capito esattamente di cosa stiamo parlando». «Sono in Europa come in Italia favorevole alla confederazione. Cioè, il mio modello d’Europa è una confederazione di Stati liberali e sovrani che cooperano sulle grandi materie. Diciamo che vedrei lo stesso scenario per il centrodestra. Ovvero, una confederazione di partiti che, però, sulle grandi materie sono capaci di essere compatti. E questa è una sfida che deve essere di tutti», ha concluso Meloni.


Disgelo tra Salvini e Berlusconi


Ieri sera colloquio telefonico tra i due, dopo le ultime vicende che avevano raffreddato i rapporti

Colloquio telefonico ieri sera tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. A darne notizia è stato il primo, in un’intervista rilasciata al Gazzettino, confermando il disgelo tra i due leader politici, dopo le ultime vicende – il passaggio di tre deputati da Forza Italia alla Lega, la tiepida accoglienza di Berlusconi alla proposta di Salvini di creare una federazione tra le forze di centrodestra…–, che avevano contribuito a raffreddare un pochino i rapporti. In attesa di un faccia-a-faccia (a breve i leader di centrodestra si incontreranno in un vertice) Berlusconi ha ribadito che non ci sarà «un cambio di governo in questa legislatura»: «Non vedo nessuna prospettiva realistica», ha ammesso al Giornale, confermando che la collocazione naturale di Forza Italia è tra le forze di centrodestra e quindi, per il momento, all’opposizione, con l’obiettivo di cambiare le cose. Ancora scettico sull’idea di federare il centrodestra – «Non servirebbe e non sarebbe utile a nessuno» –, il leader di FI preferirebbe «lavorare insieme fin da adesso con i nostri parlamentari e i nostri esperti, ad un progetto comune per l’Italia in vista delle prossime elezioni politiche». Nell’immediato, però, Forza Italia è disposta a votare lo scostamento di bilancio, «a condizione che si passi dalla consultazione formale dell’opposizione». La stessa cosa è disposta a fare la Lega, purché, si proceda allo scostamento «per ridurre le tasse ai cittadini italiani e aumentare le pensioni in base all’inflazione», ha spiegato ieri il presidente dei Senatori leghisti, Massimiliano Romeo. Nel tracciare un bilancio complessivo della chiacchierata con Berlusconi, Salvini ha ricordato che «il centrodestra è maggioranza nel Paese», rilanciando l’idea di una federazione: «Non è interesse di nessuno perdere altro è far passare alcune nostre idee all’attuale governo: su questo la federazione può essere utile. Nei prossimi giorni bisognerà votare i provvedimenti su ristori, scostamento di bilancio, manovra, decreti Covid. Se ciascuno rinuncia a un pochino del suo e ci mettiamo insieme sia dentro che fuori dal Parlamento abbiamo più forza».


Covid, il centrodestra al governo: «Collaboriamo in Parlamento»


Meloni: «Questo è il luogo nel quale si decidono le cose e non si sta solo per farsi riprendere dalle telecamere»

«Oggi dimostriamo, ancora una volta, di essere sempre presenti quando l’Italia ci chiama». Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un post su Facebook replicando all’appello del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha invitato le forze d’opposizione ha collaborare con il governo sulle nuove misure restrittive da adottare per provare a fermare la curva dei contagi. Un invito alla collaborazione (forse) tardivo: a partire dai primi giorni dell’emergenza sanitaria, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno offerto il proprio aiuto al governo, salvo non essere ascoltati. «Da nove mesi facciamo proposte ma l’unica risposta è no», ha osservato ieri il leader leghista, Matteo Salvini. Adesso, nel pieno della seconda ondata di contagi, l’esecutivo si è rivolto all’opposizione, offrendogli un posto in una cabina di regia presieduta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, per affrontare l’emergenza. Una proposta respinta al mittente: «Non vogliamo commissioni, poltrone, task force. Ce ne sono già tante. Il luogo per discutere, per ascoltare, per proporre e per lavorare insieme c’è e si chiama Parlamento», ha replicato Salvini. Ed è proprio in Parlamento che il centrodestra ha presentato una risoluzione con «oltre 20 punti con altrettante priorità e proposte puntuali per affrontare questa delicata fase», come spiegato da Meloni su Facebook, tra cui «una serie di misure, dal trasporto pubblico al sistema sanitario, per recuperare i ritardi accumulati finora e scongiurare la prospettiva di un nuovo lockdown». A queste misure, se ne aggiungono altre a tutela di imprese, lavoratori e anziani che il centrodestra ha deciso di sottoporre al voto delle camere. «Per noi l’unica collaborazione per noi infatti l’unica collaborazione possibile avviene in Parlamento, perché questo è il luogo nel quale si decidono le cose e non si sta solo per farsi riprendere dalle telecamere», ha ribadito Meloni. «Dispiace, invece, che la maggioranza chieda al Parlamento di votare una risoluzione fumosa e priva di concretezza, come se anche stavolta volesse tenere per sé le misure puntuali che il Governo intende adottare nelle prossime ore», ha concluso.


Salvini: «Centrodestra compatto, alle regionali andremo bene»


«Conte cresce nei sondaggi? Vero sondaggio si farà il 20 e 21 settembre»

«I sondaggi danno il premier Giuseppe Conte in crescita nei consensi? Il vero sondaggio si farà il prossimo 20 e 21 settembre. Quando saranno gli italiani a votare e a fare la propria scelta». Il leader della Lega, Matteo Salvini, lancia in questo modo la sfida al governo e alla maggioranza in vista delle prossime elezioni regionali, intervistato oggi da SkyTg24. Un Salvini a tutto tondo, che sulla compattezza del centrodestra da 1 a 10, risponde «otto»: «Sono un perfezionista, manca la vittoria alle elezioni politiche, alle regionali andremo bene». Mentre per quanto riguarda chi sarà il leader della coalizione, «le leadership – osserva – le fanno gli elettori, sono i cittadini a deciderle. È il giorno del voto che si decidono i leader». Sul dopo Mattarella, il leader del Carroccio non esclude un accordo con il M5s («Se ci sono nomi di garanzia, assolutamente sì»), ma «l’importante è che non ci sia qualcuno, e penso al Pd, disposto a bivaccare in Parlamento per un anno e mezzo, in attesa di poter incidere sull’elezione del presidente della Repubblica». Sul tema dei migranti, infine, incalza: «Questo governo non è incapace, è complice, ed è molto più grave. Un governo complice dei trafficanti di esseri umani è drammatico. È l’unico governo europeo complice dei trafficanti di esseri umani».


Salvini boccia l’accordo


«Fregatura grande come una casa». Meloni: «Si rischia un inaccettabile commissariamento delle scelte di politica economica di una Nazione sovrana»

«Non c’è nessun  regalo. È una resa senza condizioni alle scelte della Commissione». Il leader della Lega, Matteo Salvini, boccia in questo modo, in conferenza stampa alla Camera, l’accordo raggiunto all’alba a Bruxelles sul Recovery Fund. «Stiamo parlando – ha quindi aggiunto Salvini – di soldi sulla carta prestati che arriveranno se va bene tra un anno, solo se l’Italia farà le riforme sulle pensioni, giustizia, richieste dall’Europa. L’Europa dice “ti presto dei soldi se torni alla legge Fornero e se mi metti una patrimoniale sulla casa e sui risparmi”. Non occorre uno scienziato per capire quale sarà il costo sociale. Noi della Lega – è la promessa – vigileremo. Ci adopereremo per evitare una fregatura che si intravede grossa come un a casa in fondo al tunnel».  La maggioranza, però, festeggia. Su tutti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Il governo italiano è forte. La verità è che l’approvazione di questo piano rafforza l’azione del governo italiano perché ci permette di poterci fidare di consistenti risorse finanziarie per raggiungere quegli obiettivi che abbiamo già individuato e che ora andremo a declinare in modo concreto». Poi, al rientro da Bruxelles, Conte è stato subito ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha espresso apprezzamento per l’esito del Consiglio europeo, ma anche ricordato che adesso l’Italia deve predisporre un programma di interventi concreto ed efficace. «Per l’Italia – è però il commento della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – si conserva un livello accettabile di sussidi a fondo perduto ma in compenso rischiamo di perdere molti altri miliardi su altre voci del bilancio pluriennale. Vengono rinviate a data da destinarsi tutte le tasse sui colossi extraeuropei e la finanza speculativa ma viene introdotta una tassa sulla plastica di 80 centesimi al chilo da gennaio 2021: un salasso per migliaia di imprese. Quello che ci preoccupa di più è che non solo queste risorse arriveranno a primavera 2021 ma che per spenderle dovremo comunque passare dalle forche caudine dei Rutte di turno: non si chiama “diritto di veto” ma il “super freno di emergenza” funzionerà allo stesso modo. Si rischia un inaccettabile commissariamento delle scelte di politica economica di una Nazione sovrana». «Questa volta – è invece la richiesta di Silvio Berlusconi, intervistato dal Tg5 – chiediamo che l’opposizione sia davvero coinvolta nelle decisioni, nell’interesse dell’Italia, a partire da quella imminente sullo scostamento di bilancio, che ci viene chiesto di votare in Parlamento».