Brexit, Johnson: «Voto PE passo finale di un lungo viaggio»

Così il premier britannico dopo il sì all’accordo Londra-Bruxelles

«È il passo finale di un lungo viaggio, in grado di assicurare stabilità alle nostre nuove relazioni con l’UE come reciproci partner commerciali vitali, alleati stretti ed entità sovrane uguali. Ora è tempo di guardare avanti verso il futuro e di costruire una Gran Bretagna più globale». Così il premier britannico, Boris Johnson, riguardo il voto del Parlamento europeo di ratifica dell’accordo sottoscritto da Londra e Bruxelles.

E’ FATTA

Brexit: firmato oggi l’accordo commerciale, inizia una nuova epoca. Von der Leyen in un tweet: «È stato un lungo percorso ma ora è tempo di lasciarsi la Brexit alle spalle. Il nostro futuro si decide in Europa»

Brexit, regalo di fine anno. Ma per chi? I presidenti del Consiglio europeo e della Commissione Ue, Charles Michel e Ursula von der Leyen, hanno firmato stamattina l’accordo commerciale post Brexit, più di 2000 pagine, con il Regno Unito. Davanti alle telecamere del Consiglio Michel ha detto: «È un accordo equilibrato e giusto, che protegge pienamente gli interessi fondamentali della Ue e crea stabilità e prevedibilità per cittadini e imprese». Trionfanti le parole del primo ministro britannico Boris Johnson di fronte al Parlamento riunito oggi per discutere l’accordo: «Diventeremo un vicino amichevole, il migliore amico e alleato che la Ue potrebbe avere, lavoreremo mano nella mano quando i nostro valori e interessi coincidono e rispettando il desiderio sovrano del popolo britannico di vivere sotto le proprie leggi». Più malinconiche quelle di von der Leyen in un tweet: «È stato un lungo percorso ma ora è tempo di lasciarsi la Brexit alle spalle. Il nostro futuro si decide in Europa», ha proseguito. Sempre oggi – in queste ore è in corso il dibattito – si attende il voto della Camera dei Comuni sull’accordo. Il leader del partito, Kier Starmer, ha dichiarato che i laburisti voteranno in favore dell’accordo negoziato dal governo di Boris Johnson con l’Unione europea perché «un accordo è meglio di un No Deal». Il Parlamento Europeo lo farà nella sessione plenaria di marzo e perciò sarà necessaria una proroga del periodo di applicazione provvisoria. La questione deve essere affrontata congiuntamente da Regno Unito ed Ue nel Partnership Council, l’organismo bilaterale, che sarà copresieduto da un membro della Commissione e da un ministro britannico. La proroga è necessaria per consentire di completare le procedure interne dell’Ue, come la revisione giuridico-linguistica dei testi, le pagine del trattato andranno tradotte nelle 24 lingue ufficiali dell’Ue. Veniamo ai contenuti. 1100 funzionari in più alle dogane e all’immigrazione in Gran Bretagna. I controlli doganali saranno applicati dal 1° luglio 2021, mentre nei Paesi europei dal 1° gennaio. Gli studenti europei per l’Erasmus avranno bisogno del visto, le rette universitarie aumenteranno. Per lavorare occorre un visto che si ottiene con un impiego, già concordato, da 28 mila euro l’anno. I turisti europei, per entrare in Gran Bretagna, avranno bisogno del passaporto e non potranno rimanervi per più di 3 mesi. Il nuovo regime doganale comporterà un aumento dei costi. Molte aziende della City di Londra hanno già spostato attività e personale in Europa. Ma i veri sviluppi li conosceremo soltanto con il tempo.

Brexit, via libera all’accordo degli ambasciatori UE

Intesa in vigore provvisoriamente dal 1 gennaio 2021

Arriva l’ok degli ambasciatori UE (Coreper), che all’unanimità hanno dato il via libera all’accordo sulle future relazioni con il Regno Unito, annunciato da Bruxelles e Londra nel pomeriggio di giovedì 24 dicembre. L’accordo entrerà in vigore provvisoriamente dal 1 gennaio 2021, in attesa del via libera del Parlamento UE.

Brexit, PE: difficile approvazione di un accordo entro l’anno

Ma la premier scozzese chiede di estendere il periodo di transizione

Se da una parte diversi eurodeputati fanno sapere che difficilmente il Parlamento europeo riuscirà ad analizzare ed approvare l’eventuale accordo tra Londra e Bruxelles sulla Brexit entro fine anno, dall’altra la premier scozzese, Nicola Sturgeon, sul proprio profilo Twitter, afferma che Boris Johnson dovrebbe trovare «un accordo per estendere il periodo di transizione della Brexit» a causa della variante inglese del coronaviru

Brexit, Barnier: «Buoni progressi, ma restano ostacoli»

«Firmeremo solo un accordo a tutela dell’UE»

«Buoni progressi, ma rimangono gli ultimi ostacoli». Così su Twitter il capo negoziatore dell’UE per la Brexit, Michel Barnier, il quale ha informato oggi la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo sui negoziati con il Regno Unito. «In questa ultima fase dei colloqui, la trasparenza e l’unità sono importanti come sempre. Firmeremo solo un accordo a tutela degli interessi e dei principi dell’UE», ha tuttavia aggiunto Barnier.

Brexit, von der Leyen: «Non posso dire se ci sarà accordo»

«Risolti problemi su governance, non su pesca»

«Non posso dire se vi sarà un accordo, ma c’è una strada stretta verso un accordo, adesso è nostra responsabilità continuare, siamo molto vicini, ma nel contempo molto lontani gli uni dagli altri». A delineare il quadro che si prospetta, in previsione di un possibile “no deal” tra Londra e Bruxelles, è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento europeo. Le distanze, ha quindi ricordato, comprendono soprattutto il level playing field e la pesca. «Il nostro obiettivo è garantire un’equa concorrenza sui nostri mercati, ma sono lieta di dire che i problemi che riguardano la governance sono stati largamente risolti», ha però sottolineato. E se è vero che «i prossimi giorni saranno decisivi», già nelle ultime ore è apparso evidente come le parti intendano scongiurare una Brexit senza accordo – a ricordarlo era stata, tra gli altri, anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel –, tuttavia non a qualsiasi costo. Al tempo stesso, infatti, Regno Unito e Unione europea si stanno preparando allo scenario peggiore. Il premier britannico lo aveva ribadito soltanto pochi giorni fa: «Noi ci prepariamo con fiducia a essere pronti al primo gennaio». Tradotto: volendo la soluzione c’è già (una relazione regolata dalle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio), anche se non è quello il traguardo che si vuole raggiungere. «Sulla pesca – ha ammesso oggi von der Leyen – la discussione è ancora molto difficile. Non mettiamo in discussione la sovranità dei britannici sulle loro acque, ma chiediamo prevedibilità e stabilità per i nostri pescatori. In tutta onestà, sembra a volte che non riusciremo a risolvere questa questione. Ma dobbiamo provare a trovare una soluzione».