Recovery fund: mercati in rialzo


Bene Piazza Affari. Spread tra Btp e Bund in calo

Reazione positiva dei mercati alla notizia dell’accordo raggiunto sul Recovery fund. I principali listini europei hanno infatti messo a segno crescite, con Francoforte che ha addirittura recuperato le perdite realizzato da inizio 2020. Poco prima di metà seduta Milano era la migliore, con un +2,15%, seguita da Madrid con un +1,85% e da Parigi con un +1,25%. Distanziata Londra, che riportava comunque un +0,6%. Al giro di boa Piazza Affari ha ridimensionato il rialzo, rallentando ad un +0,8%. Il rialzo del greggio non incentiva particolarmente gli acquisti di Eni che si limita ad un +0,1%, mentre prosegue la crescita, seppur più limitata rispetto alle ultime ore, di Intesa e Ubi. In calo TIM, Atlantia e Leonardo. In calo lo spread rispetto a lunedì.


Sull’altalena


Borsa: piazze europee e non solo in fibrillazione in vista della recessione. Dal prezzo del petrolio, alla seconda ondata di contagi fino alla fusione Fca-Psa: tante le variabili che stanno generando instabilità nei mercati finanziari

L’altalena non è una di quelle che si trovano nell’immenso parco che circonda Villa Pamphili, ma è l’andamento dei mercati finanziari che da ieri, soprattutto, preoccupa. Non a caso oggi il Commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: «In Europa non ci sono segni di una seconda ondata, i contagi da coronavirus sono in calo». Ieri le borse, non solo europee, sono andate malissimo: piazza Affari ha chiuso in deciso calo, al termine di una seduta già iniziata con il segno meno. L’indice Ftse Mib ha segnato un -4,81% a quota 18.8068 punti, mentre l’Ftse Italia All Share ha ceduto il 4,66% a 20.539 punti. Milano è stata la piazza peggiore in Europa, perché, come negli altri mercati, ha scontato i timori per un peggioramento legato all’andamento dell’economia globale, con il rischio recessione. Ma non solo, tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori ribassi c’erano quelli di Cnh Industrial (-11,8 punti), Atlantia (in bilico non solo per l’eventuale revoca delle concessioni autostradali ma anche per il calo del traffico autostradale e aeroportuale), Pirelli & C. e Telecom Italia. Anche per le altre principali Borse europee le sedute sono state chiuse in negativo (Parigi -4,71%, Francoforte -4,46%, Londra -3,99%) anche a causa dell’apertura in rosso di Wall Street. Sugli Usa pesano il dato negativo relativo alle domande per i sussidi di disoccupazione e l’aumento dei contagi da Coronavirus. Altri fattori hanno pesato negativamente: la nuova ondata di vendite sul petrolio, con il Brent che ha perso 7 punti percentuali a 38,8 dollari il barile, penalizzando i titoli del comparto energetico, e Pirelli e FCA scesi rispettivamente dell’8,54 e del 7,7%. Sul Gruppo automobilistico hanno pesato le voci che descrivono la Commissione europea orientata ad aprire una valutazione sulle conseguenze dell’aggregazione con Peugeot. Anche oggi le ipotesi di una seconda ondata di contagi negli Usa, e non solo lì, hanno caratterizzato l’estrema incertezza dei mercati finanziari, così si spiegherebbero anche le parole di Gentiloni. Le Borse europee si sono impegnate a superare, in parte riuscendoci (il Ftse Mib alle 11.30 era al +1,27% mentre alle 15.00 al +1), il knock out di ieri e l’apertura in ribasso di oggi: Piazza Affari ha cambiato direzione di marcia tentando il rimbalzo con Atlantia e Fca in risalita, in rimonta anche Londra nonostante i dati del crollo record del Pil al -20,4% di aprile, Parigi è stata la migliore salendo di 2 punti percentuali con Societé Generale, Airbus e i titoli del settore auto. Gli investitori danno comunque segnali di nervosismo: il Vix, l’indice della volatilità azionaria, è balzato di quasi il 50%. Così come quello della volatilità azionaria delle piazze europee, il VStoxx, è tornato ai massimi da un mese, ma resta a circa la metà rispetto ai picchi di marzo. Se proprio qualcuno volesse provare il brivido di salire su un’altalena, sappia che le più pericolose non si trovano nel parco di villa Pamphili ma nelle piazze finanziarie di tutto il mondo.


Mercati, prosegue il sali-scendi delle borse europee


Sui segni “più” ha influito l’accordo sul pacchetto di aiuti USA

Dopo un’apertura piuttosto tonica – con Milano in rialzo di 1,7 punti percentuali, Francoforte vicino al +3%, Parigi con un +2,3% e Londra intorno al +1,5% – prosegue il sali-scendi delle principali piazze finanziarie europee. Intorno a metà mattina, per esempio, Piazza Affari è stata la migliore in Europa, registrando un +4,9% sulla scia dell’intesa raggiunta dal Congresso statunitense sul pacchetto di aiuti da 2.000 miliardi di dollari. A metà seduta si è invece osservato un indebolimento dei listini, con Piazza Affari che è arretrata di due decimi, facendo meglio solo di Francoforte (-1,3%). Poco mosso il petrolio, che continua a muoversi intorno alla soglia dei 25 dollari al barile. Giù lo spread.


FINANZA IN TILT


Martedì 17 marzo, secondo giorno consecutivo di mercati finanziari come montagne russe: sprofondano di molto e si rialzano a fatica lasciando sul terreno le ceneri di miliardi di valute diverse andate in fumo, nonostante alcune banche centrali importanti (la Fed in primis,  Bce meno, Bank ok England, Bank of Japan) abbiano deciso di combattere la crisi economica scatenata dall’emergenza sanitaria, già attesa nel 2019 più che altro come effetto congiunto della guerra dei dazi e dei conflitti tra produttori petroliferi, con cannonate di Quantitative Easing e di acquisti in massa di titoli azionari in pochi giorni. Più di 800 sono miliardi di euro utilizzati rispetto a prima, 1500 miliardi quelli distribuiti alle banche. Ma i mercati non ci sono cascati e le montagne russe continuano. Come ieri, anche oggi sui mercati finanziari si manifestano gli effetti «devastanti» dell’epidemia di coronavirus soprattutto in Europa. È fallito il tentativo di cosiddetto rimbalzo di Milano (recupero momentaneo nell’ambito di un trend calante), la piazza è rimasta piatta con Fca che ha perso il -7%; giù anche l’euro sotto 1,10 dollari. Le Borse europee a metà seduta si sono rivelate le più negative, forti le vendite sui titoli del settore viaggi, assicurazioni e costruzioni. L’indice Zew tedesco, che raccoglie il sentiment degli investitori istituzionali sull’economia, è crollato oltre le attese a -49,5 punti a marzo. Anche se sempre oggi a Wall Strett, a inizio seduta, il tentativo di rimbalzo è riuscito, Il Sole 24 Ore ha sentenziato che è «caduto il castello di carta della finanza». Quanto la situazione sia diventata ingestibile e imprevedibile lo dimostrano anche le parole di Giulio Tremonti, ex ministro dell’economia nei governi Berlusconi: «Lagarde ha detto una cosa che magari corrisponde alla realtà: la Bce non serve più a fare nulla». Gli analisti sostengono che stavolta è diverso, non si tratta di una crisi finanziaria qualsiasi, ma di un’emergenza sanitaria per risolvere la quale è necessario fermare tutto. Ecco cosa manda in tilt la finanza. Sostiene Il Sole24Ore che non funziona più quella formula che ha imperato per un decennio: tassi bassi, liquidità abbondante e assuefazione ai rischi. È proprio vero, la salute viene prima di tutto.


Coronavirus, le borse cinesi perdono l’8%


Bruciati 420 miliardi di dollari. Effetto virus anche in Italia, la ristorazione perde 2,5 milioni al giorno

Il giorno tanto atteso è arrivato: le borse cinesi hanno riavviato le contrattazioni dopo la pausa legata al prolungamento delle festività del Capodanno, voluto da Pechino per tentare di affievolire l’effetto Coronavirus sui mercati. L’impatto è stato comunque dirompente: all’avvio degli scambi le Borse cinesi hanno perso circa otto punti percentuali – con Shangai che ha registrato un crollo del 7,72% Shenzen dell’8,41% – bruciando 420 miliardi di dollari e provocando un effetto domino sugli altri listini asiatici: Tokyo, all’avvio, ha riportato un -1%, Taiwan un -1,2%. Bangkok -0,3% e Singapore un -1,2%. Neanche Giacarta è rimasta immune, registrando un -0,6%, mentre Hong-Kong ha aperti vicino alla parità, con un +0,1%. Intanto la banca centrale cinese è corsa hai ripari iniettando nel sistema quasi 20 miliardi di euro. Per la PBC l’impatto del Coronavirus «è limitato e non cambierà i fondamentali solidi a lungo termine della Cina». Ripercussioni anche sul mercato del petrolio a causa delle misure di contenimento utilizzate dal gigante asiatico, con la domanda cinese di greggio crollata di tre milioni di barili al giorno (-20%). Intanto i campanelli d’allarme suonano anche in Italia. Federmoda, per esempio, si dice preoccupata «per le ricadute dell’allarme coronavirus ed un possibile rallentamento del turismo cinese verso l’Italia perché uno ‘scontrino medio’ di un turista cinese è ormai pari a 1.200 euro», mentre l’ufficio studi Fipe–Confcommercio spiega che tra ristoranti cinesi deserti e spesa per mangiare dei turisti cinesi in drastico calo, il settore della ristorazione sta perdendo 2,5 milioni di euro al giorno.


Borse giù e petrolio in crescita dopo raid Iraq


Mercati europei in ribasso e strappo del petrolio verso l’alto dopo l’aggravarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran (questa notte un drone americano ha ucciso in Iraq il generale iraniano Qassam Soleimani). L’andamento peggiore nell’arco della prima metà della giornata ha interessato Francoforte, arrivata a perdere quasi il 2%, male piazza affari con cali superiori all’uno percento, mentre fanno leggermente meglio Londra e Parigi con flessioni di circa mezzo punto. In Italia positivi i petroliferi sulla scia dell’incremento dei prezzi del petrolio, male banche e titoli legati all’automotive. Per quanto riguarda il greggio, per il WTI e il Brent si sono registrati aumenti delle quotazioni di oltre il 3%.