Mercati, prosegue il sali-scendi delle borse europee


Sui segni “più” ha influito l’accordo sul pacchetto di aiuti USA

Dopo un’apertura piuttosto tonica – con Milano in rialzo di 1,7 punti percentuali, Francoforte vicino al +3%, Parigi con un +2,3% e Londra intorno al +1,5% – prosegue il sali-scendi delle principali piazze finanziarie europee. Intorno a metà mattina, per esempio, Piazza Affari è stata la migliore in Europa, registrando un +4,9% sulla scia dell’intesa raggiunta dal Congresso statunitense sul pacchetto di aiuti da 2.000 miliardi di dollari. A metà seduta si è invece osservato un indebolimento dei listini, con Piazza Affari che è arretrata di due decimi, facendo meglio solo di Francoforte (-1,3%). Poco mosso il petrolio, che continua a muoversi intorno alla soglia dei 25 dollari al barile. Giù lo spread.


FINANZA IN TILT


Martedì 17 marzo, secondo giorno consecutivo di mercati finanziari come montagne russe: sprofondano di molto e si rialzano a fatica lasciando sul terreno le ceneri di miliardi di valute diverse andate in fumo, nonostante alcune banche centrali importanti (la Fed in primis,  Bce meno, Bank ok England, Bank of Japan) abbiano deciso di combattere la crisi economica scatenata dall’emergenza sanitaria, già attesa nel 2019 più che altro come effetto congiunto della guerra dei dazi e dei conflitti tra produttori petroliferi, con cannonate di Quantitative Easing e di acquisti in massa di titoli azionari in pochi giorni. Più di 800 sono miliardi di euro utilizzati rispetto a prima, 1500 miliardi quelli distribuiti alle banche. Ma i mercati non ci sono cascati e le montagne russe continuano. Come ieri, anche oggi sui mercati finanziari si manifestano gli effetti «devastanti» dell’epidemia di coronavirus soprattutto in Europa. È fallito il tentativo di cosiddetto rimbalzo di Milano (recupero momentaneo nell’ambito di un trend calante), la piazza è rimasta piatta con Fca che ha perso il -7%; giù anche l’euro sotto 1,10 dollari. Le Borse europee a metà seduta si sono rivelate le più negative, forti le vendite sui titoli del settore viaggi, assicurazioni e costruzioni. L’indice Zew tedesco, che raccoglie il sentiment degli investitori istituzionali sull’economia, è crollato oltre le attese a -49,5 punti a marzo. Anche se sempre oggi a Wall Strett, a inizio seduta, il tentativo di rimbalzo è riuscito, Il Sole 24 Ore ha sentenziato che è «caduto il castello di carta della finanza». Quanto la situazione sia diventata ingestibile e imprevedibile lo dimostrano anche le parole di Giulio Tremonti, ex ministro dell’economia nei governi Berlusconi: «Lagarde ha detto una cosa che magari corrisponde alla realtà: la Bce non serve più a fare nulla». Gli analisti sostengono che stavolta è diverso, non si tratta di una crisi finanziaria qualsiasi, ma di un’emergenza sanitaria per risolvere la quale è necessario fermare tutto. Ecco cosa manda in tilt la finanza. Sostiene Il Sole24Ore che non funziona più quella formula che ha imperato per un decennio: tassi bassi, liquidità abbondante e assuefazione ai rischi. È proprio vero, la salute viene prima di tutto.


Coronavirus, le borse cinesi perdono l’8%


Bruciati 420 miliardi di dollari. Effetto virus anche in Italia, la ristorazione perde 2,5 milioni al giorno

Il giorno tanto atteso è arrivato: le borse cinesi hanno riavviato le contrattazioni dopo la pausa legata al prolungamento delle festività del Capodanno, voluto da Pechino per tentare di affievolire l’effetto Coronavirus sui mercati. L’impatto è stato comunque dirompente: all’avvio degli scambi le Borse cinesi hanno perso circa otto punti percentuali – con Shangai che ha registrato un crollo del 7,72% Shenzen dell’8,41% – bruciando 420 miliardi di dollari e provocando un effetto domino sugli altri listini asiatici: Tokyo, all’avvio, ha riportato un -1%, Taiwan un -1,2%. Bangkok -0,3% e Singapore un -1,2%. Neanche Giacarta è rimasta immune, registrando un -0,6%, mentre Hong-Kong ha aperti vicino alla parità, con un +0,1%. Intanto la banca centrale cinese è corsa hai ripari iniettando nel sistema quasi 20 miliardi di euro. Per la PBC l’impatto del Coronavirus «è limitato e non cambierà i fondamentali solidi a lungo termine della Cina». Ripercussioni anche sul mercato del petrolio a causa delle misure di contenimento utilizzate dal gigante asiatico, con la domanda cinese di greggio crollata di tre milioni di barili al giorno (-20%). Intanto i campanelli d’allarme suonano anche in Italia. Federmoda, per esempio, si dice preoccupata «per le ricadute dell’allarme coronavirus ed un possibile rallentamento del turismo cinese verso l’Italia perché uno ‘scontrino medio’ di un turista cinese è ormai pari a 1.200 euro», mentre l’ufficio studi Fipe–Confcommercio spiega che tra ristoranti cinesi deserti e spesa per mangiare dei turisti cinesi in drastico calo, il settore della ristorazione sta perdendo 2,5 milioni di euro al giorno.


Borse giù e petrolio in crescita dopo raid Iraq


Mercati europei in ribasso e strappo del petrolio verso l’alto dopo l’aggravarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran (questa notte un drone americano ha ucciso in Iraq il generale iraniano Qassam Soleimani). L’andamento peggiore nell’arco della prima metà della giornata ha interessato Francoforte, arrivata a perdere quasi il 2%, male piazza affari con cali superiori all’uno percento, mentre fanno leggermente meglio Londra e Parigi con flessioni di circa mezzo punto. In Italia positivi i petroliferi sulla scia dell’incremento dei prezzi del petrolio, male banche e titoli legati all’automotive. Per quanto riguarda il greggio, per il WTI e il Brent si sono registrati aumenti delle quotazioni di oltre il 3%.


Borse europee in rosso. In Italia male le banche


Dall’apertura di questa mattina i principali listini europei hanno registrato una serie di perdite, riflettendo i timori per un inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il presidente statunitense Donald Trump ha infatti annunciato nuovi dazi su prodotti cinesi per 200 miliardi di dollari. Milano, Parigi, Madrid e Francoforte girano infatti – chi più, chi meno – intorno al -2% (chiusa per festività Londra). Male anche Shanghai, -5,5%, e Shenzen, -7%. In Italia pesano particolarmente le banche, con Banco Bpm, Ubi , Unicredit e Bper che perdono oltre il 2% e Intesa con un -1,5%. Male anche Pirelli (-3,4% a metà giornata), Brembo (-3,2%) ed FCA (-2,6%). Sale di qualche punto rispetto alla chiusura di venerdì lo spread tra Btp e Bund.