Blutec: c’è la cassa integrazione


Firmato oggi al ministero del Lavoro l’accordo di conversione della cassa integrazione per gli operai dello stabilimento Blutec di Termini Imerese, nel palermitano. Il provvedimento arriva dopo la revoca degli ammortizzatori sociali precedenti e l’inserimento dell’azienda nell’area industriale di crisi complessa. L’accordo permetterà di velocizzare la procedura di erogazione che ha bisogno adesso dell’istanza da parte dell’azienda e dell’autorizzazione definitiva da parte del ministero. Il tavolo, secondo quanto riferito dai sindacalisti Fiom, è stato ottenuto in tempi brevissimi perché è dal mese di giugno che i lavoratori non percepiscono indennità. L’accordo è importante perché permette di traghettare l’azienda verso l’amministrazione straordinaria, in particolare il sito di Termini Imerese. Sfumata giorni fa la possibilità di un concordato preventivo, per la Blutec era rimasta solo la strada dell’amministrazione straordinaria, iniziata per volontà dell’amministratore giudiziario, Giuseppe Glorioso, che ha permesso così di evitare la chiusura del gruppo dell’indotto auto.


Nuovi guai per Blutec


A seguito delle indagini coordinate dalla procura di Torino, la guardia di finanza di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo pari a 16 milioni di euro riguardante il 100% delle azioni Metec, la Spa di Ginatta, proprietaria di vari stabilimenti fra cui la Blutec di Termini Imerese. Sia il presidente Roberto Ginatta che l’Ad Cosimo Di Cursi sono indagati per malversazione a danno dello Stato. I 680 dipendenti dello stabilimento sono in cassa integrazione, recentemente prorogata fino al 31 dicembre. Preoccupati, lavoratori e sindacati chiedono la riconvocazione del tavolo al Mise.


Blutec, Di Maio promette la Cig


Dopo le proteste dei giorni scorsi, il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Luigi Di Maio, ha annunciato l’imminente emanazione di una norma urgente che consenta ai lavoratori della Blutec di Termini Imerese di accedere alla cassa integrazione. Una buona notizia, quando si concretizzerà, che rappresenta una boccata d’ossigeno, anche se rimane il grande punto interrogativo relativo alla reindustrializzazione dell’area produttiva siciliana. Dopo l’uscita di scena della Fiat, gli stabilimenti in provincia di Palermo hanno attirato l’attenzione di diversi investitori, senza però arrivare ad un progetto imprenditoriale capace di dare certezze occupazionali. L’ultima avventura, quella della Blutec, si è conclusa nei tribunali con la conferma del sequestro di 16 milioni di euro nei confronti dei vertici societari. Fra diretti ed indotto, sull’area insistono circa mille lavoratori, numeri importanti per una regione come la Sicilia.


Sciopero dei metalmeccanici in tutta la provincia di Palermo


Dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto, per malversazione di fondi pubblici, di Roberto Ginatta, presidente del Cda, e Cosimo Di Cursi, amministratore delegato di Blutec e al sequestro dell’azienda, ora affidata ad un amministratore giudiziario, gli operai continuano il presidio di fronte allo stabilimento di Termini Imerese. Dopo l’assemblea di ieri con, oltre ai lavoratori, i sindaci del comprensorio, oggi una delegazione sindacale ha incontrato a Palazzo dei Normanni il vice presidente dell’Ars ed esponente del M5S siciliano, Giancarlo Cancelleri, per richiedere la convocazione anticipata, entro la fine del mese, del tavolo al Mise che era in programma per il 9 aprile. Domani, invece, i lavoratori Fiom, Fim, Uilm e Ugl Metalmeccanici della provincia di Palermo sciopereranno per un’ora a fine turno per manifestare solidarietà nei confronti dei colleghi della Blutec. Confermata anche la grande manifestazione prevista per il 22 marzo.


La beffa di Blutec a Termini Imerese


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Le notizie che giungono da Termini Imerese generano un misto di preoccupazione, amarezza e rabbia. Anni di difficoltà e di lotte sindacali, la chiusura dello stabilimento Fiat nel 2011, le tante ipotesi di riconversione e infine il progetto Blutec, su cui erano state riposte molte speranze. Poi, la notizia: l’arresto dell’intero management, accusato dalla Procura di malversazione ai danni dello Stato, e il sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale. L’accusa: i vertici di Blutec avrebbero fatto sparire buona parte degli ingenti fondi pubblici destinati al rilancio dell’azienda, 16 milioni e mezzo di euro su 21. Ora l’amministratore giudiziario nominato dal Gip afferma che l’Azienda seguiterà ad essere operativa, ma c’è grande preoccupazione per la sorte dei lavoratori, settecento di cui 570 ancora in cassa integrazione, con le relative famiglie, che temono per il proprio futuro. Di Maio è intervenuto, assicurando che i dipendenti non saranno abbandonati e che lo Stato è dalla loro parte, ma per tenere alta l’attenzione sulla vicenda ed ottenere risposte il più possibile rapide e certe, nel frattempo è partita la mobilitazione con la richiesta al Ministro di convocare con la massima urgenza il già previsto tavolo al Mise, mentre circolano indiscrezioni in merito all’interessamento della cinese Jiayuan per il rilancio dello stabilimento. L’auspicio è quello di una soluzione, innanzitutto a breve termine, che garantisca serenità ai lavoratori, e poi soprattutto di lungo periodo e ampio respiro, per una reale e concreta riconversione dell’azienda. Restano comunque rabbia ed amarezza in merito all’accaduto. Ferme restando le cautele del caso, l’accusa, ossia utilizzare a fini personali fondi pubblici – ossia di tutti i cittadini – destinati al rilancio di uno stabilimento, quindi a lavoratori e a un territorio che di tutto avevano bisogno tranne che di una simile beffa, è particolarmente odiosa ed infamante. Ci auguriamo non solo una soluzione rapida per i problemi immediati concernenti gli ammortizzatori sociali, ma anche che si riesca a fare completa chiarezza su quanto accaduto, accertando e sanzionando adeguatamente le eventuali responsabilità, per poi voltare pagina e giungere finalmente ad un vero riscatto per Termini Imerese, che si concretizzi attraverso progetti credibili e sani dal punto di vista economico, occupazionale e sociale, per uno sviluppo industriale reale.


Torna in primo piano la vicenda Blutec a Termini Imerese


Si sblocca, quanto meno sotto il profilo istituzionale, la vertenza che coinvolge circa un migliaio di lavoratori, fra diretti, il 70%, ed indiretti. Parliamo della Blutec, l’azienda che ha ereditato ciò che è stato di Fiat a Termine Imerese, in Sicilia. Dopo una giornata di intensi contatti, il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha convocato un tavolo ed ha promesso una discesa in Sicilia il prossimo 23 febbraio. Il primo tema in agenda, gli ammortizzatori sociali scaduti a dicembre.