Pressione fiscale: Italia settima


Stando alle ultime rilevazioni dell’Eurostat, l’Italia è il settimo Paese europeo per la pressione fiscale: si è attestata al 42%, in lieve calo rispetto al 42,1% dell’anno precedente. È invece la Francia il Paese dove la pressione del fisco risulta essere più elevata, con il 48,4% contro il 48,3% di un anno fa. Seguono il Belgio con il 47,2% (era al 47% nel 2017), la Danimarca con il 45,9% (46,8% nel 2017), la Svezia con il 44,4% (in calo dal 44,7%), l’Austria con il 42,8% (in crescita dal 42,4%), la Finlandia con il 42,4% (contro il 43,1% di un anno prima) e appunto l’Italia. Ferma al 40,3% la pressione fiscale media in Europa.


Pil, per Ref un lieve aumento


Dopo Standard&Poor’s anche Ref ha aggiornato le stime di crescita dell’Italia per il biennio 2019-2020, ma, al contrario dell’agenzia di rating, l’istituto di ricerca – come spiega Reuters che ha ripreso i dati – le stime le ha riviste leggermente al rialzo. Questo perché tre mesi fa Ref era stato più pessimista sull’andamento economico dell’Italia, avanzando un -0,1% contro il +0,3% ipotizzato invece da S&P’s. Fatto sta che per il 2019 entrambi prevedono un +0,1%. Limate invece le previsioni per il 2020, dal +0,5% indicato a luglio al +0,4%. Gran parte delle stime avanzate dai vari istituti per quest’anno risultano essere quindi in linea con quelle indicate dal governo nella NaDef. Solo il FMI al momento sembra essere più pessimista, prevedendo un Pil fermo a fine anno.


Manovra, Gualtieri positivo sull’IVA


«Quattro sono i pilastri della nostra strategia: gli investimenti; la riduzione del carico fiscale su lavoro e impresa; più risorse alle famiglie e welfare; e Sud, che va rimesso al centro», così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando all’evento “Sindaci d’Italia” di Poste Italiane in riferimento alla manovra. Il titolare del dicastero di via XX settembre «è positivo essere riusciti a disinnescare i rialzi Iva senza aver percorso la strada più facile: non abbiamo tolto un euro a sanità, scuola, trasporti, ricerca, enti locali».


Manovra: ecco cosa prevede


«La manovra è espansiva, siamo soddisfatti, anche in un quadro di finanza pubblica particolarmente complesso siamo riusciti a evitare l’incremento Iva e realizzare vari punti del programma di governo», ha detto fiero il premier Giuseppe Conte al termine di una riunione durata circa sei ore, durante la quale il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla manovra, approvando – “salvo intese” – il decreto Fiscale e il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per il 2020 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. «Le coperture sono solide, i numeri particolarmente robusti», ha invece spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi, tra i punti principali dei provvedimenti si legge che «gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote» e che già dal 2020 si riduce il cuneo fiscale a carico dei lavoratori. Via libera anche all’introduzione di un super bonus (Piano Cashless), da riconoscersi all’inizio del 2021, in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante. Prevista la cancellazione del superticket in sanità a partire dalla seconda metà del prossimo anno e un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda gli investimenti, nella nota si legge che verranno istituiti due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal, mentre si stanzieranno le risorse necessarie a proseguire il programma “industria 4.0”. Verranno inoltre destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti privati nel Mezzogiorno. Al punto relativo alle detrazioni si legge invece che «vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione». Introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici. Capitolo lotta all’evasione: tra le varie cose, si prevede, oltre all’inasprimento delle pene per i grandi i evasori, anche il rafforzamento delle misure contro le frodi nel settore dei carburanti e dei giochi.