La BCE ha aumentato di 600 miliardi il “Pepp”


Invariati i tassi di interesse. Borse europee in crescita

Il consiglio direttivo della Banca centrale europea ha potenziato di 600 miliardi il programma di acquisti mirati a fronteggiare le conseguenze dell’emergenza pandemica – il programma di acquisti “Pepp” – di 600 miliardi, che aggiungendosi ai 750 miliardi iniziali, portando il totale a 1.350 miliardi di euro. Tali acquisti, fa sapere Francoforte, proseguiranno almeno fino alla fine di giugno 2021. Invariati i tassi di interesse, con quello principale che rimane quindi fermo a zero, quello sui depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali allo 0,25%. Reazione positiva dei principali listini europei, che invertono la rotta rispetto alle perdite della prima mattinata. Lo spread tra Btp e Bund subito dopo la diffusione delle decisioni di politica monetaria è sceso sotto i 180 punti.


BCE, la Corte Ue risponde ai giudici tedeschi


«La competenza sul diritto comunitario spetta alla Corte di Giustizia Ue»

Dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca, che lunedì scorso ha imposto alla BCE di giustificare entro tre mesi l’intervento di acquisto di titoli pubblici dei Paesi membri, è arrivata la risposta della Corte di Giustizia europea, secondo la quale solo la Corte Ue può giudicare se l’operato dell’Eurotower è stato giustificato o meno. «Per garantire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione – si legge in un comunicato redatto dall’istituzione – solo la Corte di Giustizia, istituita a tal fine dagli Stati membri, è competente a constatare che un atto di un’istituzione dell’Unione è contrario al diritto dell’Unione». La nota poi prosegue: «Eventuali divergenze tra i giudici degli Stati membri in merito alla validità di atti del genere potrebbero compromettere l’unità dell’ordinamento giuridico dell’Unione e pregiudicare la certezza del diritto».


SCONTRO FRONTALE


Spiazzante sentenza della Corte costituzionale tedesca che oggi ha accolto, in parte, i ricorsi contro l’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce avvenuti a partire dal 2015. I ricorsi provengono da alcuni accademici ed economisti tedeschi nella convinzione che il QE, negli acquisti dei titoli di Stato, abbia contrastato le competenze della stessa Bce e quindi essendo le azioni della Bce «non sono coperte dalle competenze europee» potrebbero «non avere validità in Germania». La convinzione dei ricorrenti, la stessa dei “falchi” Ue, è che il QE abbia incoraggiato gli Stati a non seguire un percorso virtuoso di consolidamento dei conti sapendo di poter contare sulla rete di sicurezza della Bce. Per molti invece il QE, che ha caratterizzato l’”era Draghi” alla Bce, ha salvato l’euro e indirettamente Paesi in grande difficoltà come l’Italia. Ma, allo stesso tempo, la Corte tedesca ha stabilito che il programma di acquisti dei titoli di Stato (Pspp) della Bce relativo al QE1 e QE2 non finanzia gli Stati e quindi rispetta il divieto del Trattato contro la monetizzazione dei debiti pubblici nazionali, altro tabù che agita i falchi. Si tratta di una sentenza che sembra voler salvare capra e cavoli con l’accoglimento solo parziale del ricorso. Ma il problema c’è, eccome: anche se secondo alcuni la sentenza mette al riparo il programma di acquisti pandemico da 750 miliardi di euro lanciato dalla Bce il 18 marzo per contrastare l’impatto del coronavirus sull’economia dell’eurozona, è evidente che mettere sotto una lente di ingrandimento quanto stato fatto dal 2015 non equivale a salvare il QE. In più, l’organo principale della giustizia della Germania nell’affermare che le misure prese da un organo europeo «non sono coperte dalle competenze europee» ha chiesto alla Bce di giustificare le proprie scelte, assegnandole l’onere di provare che non c’è stata violazione del principio di proporzionalità rispetto agli effetti di bilancio degli acquisti di debito pubblico. Conseguenze? Lo spread tra Btp e Bund è tornato a salire, la Bce ha disposto per oggi alle 18.00 una convocazione dichiarando che «si esprimerà a tempo debito», assist dalla Commissione Ue che ha dichiarato di rispettare l’indipendenza della Bce, promettendo comunque di «studiare la sentenza in dettaglio». Ma non finisce mica qui.


Lagarde: «Faremo qualunque cosa per aiutare l’Eurozona»


La Banca centrale europea farà «qualunque cosa necessaria, nel suo mandato, per aiutare l’Eurozona a uscire da questa crisi» sanitaria. Così la presidente della Bce Christine Lagarde durante la riunione di primavera del Fondo monetario internazionale. Cosa intende esattamente con «qualunque cosa necessaria», Lagarde? A spiegarlo è lei stessa: «La Bce è pronta ad aumentare le dimensioni dei suoi programmi di acquisti titoli e aggiustare la loro composizione, nella misura necessaria e per tutti il tempo necessario».


Giù la testa


Cadono tabù e baluardi del liberismo: ora è la volta degli aiuti di Stato. Rapido “ripensamento” nella notte della presidente Bce. Lufthansa, pur solida, dichiara che il Coronavirus sta «cambiando il trasporto aereo per sempre»

Uno alla volta stanno crollando tabù e baluardi. «Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie. Non ci sono limiti al nostro impegno nei confronti dell’euro», così ha scritto in un tweet la presidente della Bce, Christine Lagarde, commentando il piano d’emergenza anti-coronavirus da 750 miliardi varato nella notte tra ieri e oggi, a pochi giorni cioè dalla sua dichiarata non volontà di intervenire, indirettamente, per abbassare gli spread. Lagarde ha usato parole diverse dallo storico «whatever it takes» del suo predecessore Mario Draghi, ma nella sostanza ci è andata molto vicino. Si poteva fare di più, ma intanto Borse europee e spread hanno reagito bene alla cura: la seduta di oggi è stata fin dall’inizio in territorio positivo, sebbene resti il nervosismo per la forte volatilità degli scambi delle ultime settimane. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito del 3,04% a 15.587 punti, lo spread Btp-Bund è sprofondato a 194 punti. C’è anche di più. Il quotidiano “Franfkurter Allgemeine Zeitung” ha dato oggi la notizia che fino al 19 aprile prossimo Lufthansa, la solidissima compagnia aerea tedesca, effettuerà soltanto il 5 per cento dei collegamenti previsti. Si pensi che, dei 763 aerei del gruppo, circa 700 rimarranno a terra. Per l’amministratore delegato Carsten Spohr la diffusione del coronavirus ha messo «l’economia mondiale e il gruppo in uno stato di emergenza senza precedenti» e, ciò che è peggio, con conseguenze attualmente sconosciute. Al punto che secondo Spohr «quanto più dura la crisi, tanto più è probabile che il futuro del trasporto aereo non possa essere garantito senza aiuti di Stato». Aiuti di stato: lo spauracchio italiano in occasione dei tanti salvataggi aziendali resi necessari dal declino industriale in corso da un decennio e altrettanto difficoltosi proprio dalla eventualità di finire sotto la lente malevola della Ue. Oggi una nazionalizzazione di Alitalia può essere realtà e senza alcun ostacolo da parte della Ue. «Era il momento di nazionalizzare Alitalia ora più che mai – ha detto oggi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in un’intervista su Radio Capital – Lo dico perché abbiamo parlato del tema delle nazionalizzazioni e degli aiuti di Stato alle compagnie aeree ieri al Consiglio europeo dei trasporti. Il punto è questo: il primo discrimine è, noi vogliamo tenere Alitalia? Il Governo ha deciso di sì e anche i governi del passato avevano deciso di si». Liberismo e liberisti: giù la testa!


La BCE ha annunciato un Qe da 750 miliardi


Lagarde: «Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie»

«Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie. Non ci sono limiti al nostro impegno sull’euro. Siamo determinati a usare il pieno potenziale dei nostri strumenti nell’ambito del nostro mandato», con queste poche righe, scritte sul proprio profilo Twitter, la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha commentato le prossime mosse del Consiglio direttivo dell’Eurotower. Questa notte, infatti, la BCE ha annunciato un nuovo temporaneo, bazooka per contrastare gli effetti del coronavirus sull’economia dell’area. In una nota diffusa dalla Banca centrale, il board ha annunciato l’avvio di un nuovo programma di acquisto di attività temporanee del settore pubblico e del settore privato. Questo nuovo programma, denominato PEPP, (Programma di acquisto per l’emergenza pandemica) avrà una dotazione complessiva di 750 miliardi di euro e gli acquisti saranno condotti fino alla fine del 2020. «Con la decisione di ieri abbiamo reso disponibili 1.100 miliardi di euro, una cifra enorme», ha commentato ai microfoni del TG1 Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale europea. Una mossa, ha detto, che mostra «la volontà molto determinata di fornire sostegno all’economia italiana ed europea. La presidente della Bce Christine Lagarde ha chiarito che non c’è un limite ai nostri interventi per far sì che l’economia europea possa proseguire un cammino di crescita».