Covid-19, BCE: «Triplo shock per l’economia mondiale»


Colpiti in modo particolare i consumi privati. Ancora necessari stimoli

Nel bollettino pubblicato oggi, la Banca centrale europea spiega che «la crisi legata al Covid ha rappresentato un triplice shock per l’economia mondiale» e che «a differenza delle crisi passate, questa crisi ha colpito in modo particolarmente grave i consumi privati nel primo semestre del 2020». Tutto sommato, comunque, secondo l’Eurotower i dati fin qui emersi sembrano indicare una ripresa forte, anche se non completa, «dell’economia, sostanzialmente in linea con quanto ci si attendeva, benché il livello dell’attività rimanga ben al di sotto dei livelli antecedenti la pandemia di coronavirus». «La perdurante incertezza circa le prospettive economico-sanitarie continuerà a gravare sui consumi, frenando così una ripresa più vigorosa dell’attività economica» e per questo «permane la necessità di un ampio grado di stimolo monetario».

 


BCE: Prospettive economiche incerte e rischi al ribasso


Le stime sugli USA: nel secondo trimestre Pil giù del 32,9%

Permane la necessità di un ampio grado di stimolo monetario per dare impulso alla ripresa economica e salvaguardare la stabilità dei prezzi nel medio termine. È quanto si legge nell’ultimo bollettino economico della Banca centrale europea in cui l’Eurotower parla di prospettive economiche caratterizzate ancora da elevata incertezza e soggette a rischi al ribasso dicendosi pronta a tutto il necessario per sostenere i cittadini dell’area dell’Euro. Intanto dal Bureau of Economic Analysis arrivano stime shock sul PIL degli Stati Uniti, visto in contrazione del 32,9% su base annuale: si tratta della performance peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale. Su base trimestrale il calo è stato invece del 10%.


La BCE ha aumentato di 600 miliardi il “Pepp”


Invariati i tassi di interesse. Borse europee in crescita

Il consiglio direttivo della Banca centrale europea ha potenziato di 600 miliardi il programma di acquisti mirati a fronteggiare le conseguenze dell’emergenza pandemica – il programma di acquisti “Pepp” – di 600 miliardi, che aggiungendosi ai 750 miliardi iniziali, portando il totale a 1.350 miliardi di euro. Tali acquisti, fa sapere Francoforte, proseguiranno almeno fino alla fine di giugno 2021. Invariati i tassi di interesse, con quello principale che rimane quindi fermo a zero, quello sui depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali allo 0,25%. Reazione positiva dei principali listini europei, che invertono la rotta rispetto alle perdite della prima mattinata. Lo spread tra Btp e Bund subito dopo la diffusione delle decisioni di politica monetaria è sceso sotto i 180 punti.


BCE, la Corte Ue risponde ai giudici tedeschi


«La competenza sul diritto comunitario spetta alla Corte di Giustizia Ue»

Dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca, che lunedì scorso ha imposto alla BCE di giustificare entro tre mesi l’intervento di acquisto di titoli pubblici dei Paesi membri, è arrivata la risposta della Corte di Giustizia europea, secondo la quale solo la Corte Ue può giudicare se l’operato dell’Eurotower è stato giustificato o meno. «Per garantire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione – si legge in un comunicato redatto dall’istituzione – solo la Corte di Giustizia, istituita a tal fine dagli Stati membri, è competente a constatare che un atto di un’istituzione dell’Unione è contrario al diritto dell’Unione». La nota poi prosegue: «Eventuali divergenze tra i giudici degli Stati membri in merito alla validità di atti del genere potrebbero compromettere l’unità dell’ordinamento giuridico dell’Unione e pregiudicare la certezza del diritto».


SCONTRO FRONTALE


Spiazzante sentenza della Corte costituzionale tedesca che oggi ha accolto, in parte, i ricorsi contro l’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce avvenuti a partire dal 2015. I ricorsi provengono da alcuni accademici ed economisti tedeschi nella convinzione che il QE, negli acquisti dei titoli di Stato, abbia contrastato le competenze della stessa Bce e quindi essendo le azioni della Bce «non sono coperte dalle competenze europee» potrebbero «non avere validità in Germania». La convinzione dei ricorrenti, la stessa dei “falchi” Ue, è che il QE abbia incoraggiato gli Stati a non seguire un percorso virtuoso di consolidamento dei conti sapendo di poter contare sulla rete di sicurezza della Bce. Per molti invece il QE, che ha caratterizzato l’”era Draghi” alla Bce, ha salvato l’euro e indirettamente Paesi in grande difficoltà come l’Italia. Ma, allo stesso tempo, la Corte tedesca ha stabilito che il programma di acquisti dei titoli di Stato (Pspp) della Bce relativo al QE1 e QE2 non finanzia gli Stati e quindi rispetta il divieto del Trattato contro la monetizzazione dei debiti pubblici nazionali, altro tabù che agita i falchi. Si tratta di una sentenza che sembra voler salvare capra e cavoli con l’accoglimento solo parziale del ricorso. Ma il problema c’è, eccome: anche se secondo alcuni la sentenza mette al riparo il programma di acquisti pandemico da 750 miliardi di euro lanciato dalla Bce il 18 marzo per contrastare l’impatto del coronavirus sull’economia dell’eurozona, è evidente che mettere sotto una lente di ingrandimento quanto stato fatto dal 2015 non equivale a salvare il QE. In più, l’organo principale della giustizia della Germania nell’affermare che le misure prese da un organo europeo «non sono coperte dalle competenze europee» ha chiesto alla Bce di giustificare le proprie scelte, assegnandole l’onere di provare che non c’è stata violazione del principio di proporzionalità rispetto agli effetti di bilancio degli acquisti di debito pubblico. Conseguenze? Lo spread tra Btp e Bund è tornato a salire, la Bce ha disposto per oggi alle 18.00 una convocazione dichiarando che «si esprimerà a tempo debito», assist dalla Commissione Ue che ha dichiarato di rispettare l’indipendenza della Bce, promettendo comunque di «studiare la sentenza in dettaglio». Ma non finisce mica qui.


Lagarde: «Faremo qualunque cosa per aiutare l’Eurozona»


La Banca centrale europea farà «qualunque cosa necessaria, nel suo mandato, per aiutare l’Eurozona a uscire da questa crisi» sanitaria. Così la presidente della Bce Christine Lagarde durante la riunione di primavera del Fondo monetario internazionale. Cosa intende esattamente con «qualunque cosa necessaria», Lagarde? A spiegarlo è lei stessa: «La Bce è pronta ad aumentare le dimensioni dei suoi programmi di acquisti titoli e aggiustare la loro composizione, nella misura necessaria e per tutti il tempo necessario».