Visco: «Condizioni pre Covid non prima di due anni»


Secondo il governatore di Bankitalia dipende da sviluppo contagi

Per almeno due anni l’economia italiana non tornerà ai livelli pre covid. A dirlo è stato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg TV. «È molto difficile fare stime in questo periodo – ha precisato -. Le previsioni dipendono da alcune supposizioni, che noi verifichiamo ogni giorno, ma certo non possiamo cambiare il nostro scenario ogni giorno». E queste supposizioni, ha aggiunto Visco, «confermano che ci sarà una ripresa il prossimo anno, ma anche che non torneremo alla situazione precedente il Covid per almeno due anni. C’è una questione di fiducia, ma c’è anche una questione che riguarda il modo in cui i contagi si svilupperanno».


Visco: «Da crisi conseguenze gravissime»


«Le Conseguenze di questa crisi globale sono gravissime e dipendono dalla diffusione del coronavirus, sono difficili da valutare. La portata dell’evento senza precedenti è evidente nei costi di vite umane nel mondo». Così il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, parlando nel corso dell’Esecutivo Abi  aggiungendo che «le Prospettive sono incerte e questo incide negativamente su spesa famiglie e imprese». «Nel complesso – ha poi detto Visco -, anche grazie alle misure di stimolo della domanda, monetarie e di bilancio, il rafforzamento della congiuntura nel trimestre in corso potrebbe essere lievemente migliore di quanto delineato nelle nostre previsioni di luglio».


Prestiti garantiti, Bankitalia invita gli istituti a velocizzarsi


«Rimuovere eventuali cause di ritardo»

La Banca d’Italia, attraverso un’audizione del responsabile della vigilanza Paolo Angelini alla commissione d’Inchiesta, ha fatto sapere di aver inviato una comunicazione agli istituti di credito, che presentano un numero di erogazioni di prestiti garantiti di molto inferiore alle richieste, di velocizzare il processo e di «attivarsi rapidamente per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze». I ritardi, ha assicurato Angelini, non «sono legati al capitale o alla liquidità».


Ritorno a Keynes


Bankitalia: dati e suggestioni nella relazione illustrata oggi dal Governatore Ignazio Visco. Da Keynes a Rousseau, considerazioni sulla «crisi più grave di sempre»

Per l’Italia, dopo il lock down, c’è davvero un abisso da recuperare come dimostrano oggi i dati Istat («nel primo trimestre del 2020 il Pil dell’Italia è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del primo trimestre del 2019») e le considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, («la flessione dell’attività produttiva nel 2020 sarebbe pari al 9%», nell’ipotesi peggiore «il prodotto si ridurrebbe del 13% quest’anno»). Forse bisognava arrivare a questo punto, a questo abisso, affinché si potessero recuperare “vecchie” idee che sono il fondamento di un’economia sana e soprattutto solidale. Lo ha fatto oggi Ignazio Visco e vale la pena riportarne le parole: «Lo sconvolgimento causato dalla pandemia ha natura diversa da quello di una guerra mondiale ed è arduo confrontarne gli effetti. Possiamo partire però da un pensiero maturato proprio immaginando come si sarebbe potuto gestire una grande guerra». «Ottant’anni fa John Maynard Keynes scriveva: “… la migliore garanzia di una conclusione rapida è un piano che consenta di resistere a lungo … un piano concepito in uno spirito di giustizia sociale, un piano che utilizzi un periodo di sacrifici generali” – verrebbe da dire, come quelli di questi nostri giorni – “non come giustificazione per rinviare riforme desiderabili, ma come un’occasione per procedere più avanti di quanto si sia fatto finora verso una riduzione delle disuguaglianze”». Il passaggio citato da Visco si trova nella «Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta». Non è l’unico messaggio forte e suggestivo contenuto nella relazione di Visco. Quest’ultimo citando Rousseau ha invitato a trovare «un nuovo rapporto tra Governo, imprese dell’economia reale e della finanza, istituzioni, società civile; possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo “contratto sociale”, ma anche in questa prospettiva serve procedere a un confronto ordinato e dar vita a un dialogo costruttivo». Il Governatore rivolge all’Italia e soprattutto al Governo un monito: «Ogni Paese deve utilizzare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee con pragmatismo, trasparenza e, soprattutto in maniera efficiente». «L’Italia è chiamata ad uno straordinario sforzo per sfruttare le opportunità offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni», perché questa «è la crisi più grave di sempre».


Lockdown, Bankitalia: «A rischio la tenuta delle famiglie»


Prolungamento acuirebbe disagio economico

La diffusa sospensione dell’attività economica per le misure di contenimento inciderà significativamente sulla capacità delle famiglie europee di fare fronte autonomamente alle proprie esigenze economiche nelle settimane a venire. È quanto sia legge in un articolo redatto da tre ricercatori della Banca d’Italia in riferimento agli effetti del Covid-19. Il prolungarsi delle misure, si legge, «acuirebbe situazioni di disagio economico preesistenti e ne creerebbe potenzialmente di nuove».