Autostrade, è sciopero ad agosto


Cgil, Uil, Ugl e Cisal annunciato uno stop unitario e chiedono un confronto

Che non siano i lavoratori e le lavoratrici del comparto a pagare le enormi tensioni che si muovono intorno alle concessioni autostradali. È questo, in sintesi, l’appello che i segretari nazionali di categoria di Cgil, Uil, Ugl e Cisal hanno avanzato nel comunicare lo sciopero nazionale del 9 e del 10 agosto. I sindacati hanno voluto ribadire un concetto: l’autostrada non è semplicemente un nastro trasportatore che si alimenta attraverso il pagamento di un pedaggio. È un sistema molto più complesso nel quale un ruolo decisivo lo hanno i dipendenti che, in questi mesi, sono stati coinvolti in procedure di cassa integrazione non concordate. Soprattutto, è mancata qualsiasi forma di confronto con il ministero sulla questione delle concessioni e dell’assetto societario di Autostrade per l’Italia. Del resto, Aspi, benché la più importante sotto il profilo di volumi complessivi, è soltanto una delle 25 concessioni in essere attualmente.


Autostrade, Salvini: «I Benetton hanno fatto i soldi»


Il leader della Lega continua a criticare la scelta del governo

Il leader della Lega, Matteo Salvini, continua ad attaccare il governo sul dossier Autostrade. «Il video di Toninelli è surreale. Il titolo Atlantia ieri è salito del 25%, i Benetton hanno stappato perché hanno fatto i soldi», ha detto ad Agorà Estate su RaiTre. «Invece Toninelli ride come un fesso». Salvini non ha voluto replicare al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha criticato l’ex ministro dell’Interno sulla sua gestione del caso, ai tempi del governo gialloblù: «Non rispondo a Di Maio. Io mi alzo al mattino e ricevo messaggi di vita reale, di tasse». Qualche critica anche al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Doveva scegliere, ha scelto di non scegliere, come sempre».


Patto al casello


Governo e Aspi, cioè Benetton, si accordano: non è più revoca. Il premier Conte lo ha definito un successo, con il titolo Atlantia che vola in Borsa. Critica, invece, l’opposizione

«Governo compatto», «oggi si scrive una pagina di storia»: questa la narrazione che M5s e Pd hanno scelto per sugellare l’accordo tra Governo e Autostrade per l’Italia (Aspi) mirato a risolvere la questione delle concessioni, siglato alla fine di un lungo Consiglio dei Ministri, durato circa sei ore e iniziato ieri sera poco prima delle 23. I punti salienti: l’impegno di Atlantia ed Autostrade per l’Italia a garantire l’immediato passaggio del controllo di Aspi ad un soggetto a partecipazione statale come Cassa depositi e prestiti (Cdp); assicurare la scissione proporzionale di Atlantia, a cui resta un 10%, con l’uscita di Autostrade dal perimetro di Atlantia e la sua contestuale quotazione in Borsa; la rinuncia alla revoca avverrà al completamento dell’accordo transattivo. Dunque entro l’anno i Benetton perderanno l’88% di Autostrade per l’Italia? Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha risposto: «Più o meno si, sono operazioni che  hanno bisogno di un tempo che si misura nell’ordine di un anno, ma già da settembre ci sarà il primo passaggio di perdita del  controllo molto rapido». Ma se per la famiglia Benetton di «perdita» si tratta, perché in Borsa il titolo della società che controlla Autostrade per l’Italia, la holding Atlantia, facente capo alla medesima famiglia, all’apertura odierna dei mercati ha guadagnato il 21%? Perché di accordo si tratta e non più di revoca. Infatti come spiegato in una «lettera riservata» indirizzata al premier, diventata subito pubblica, dal ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, e inviata qualche ora prima che il CdM iniziasse: «Considerata la delicatezza e la complessità della questione credo sia opportuno sottoporre al Consiglio dei Ministri la percorribilità della soluzione transattiva» anche in considerazione di quanto sottolineato l’Avvocatura generale dello Stato. Ricordate le parole di lunedì scorso nell’intervista al Fatto Quotidiano del premier Conte, che quel giorno hanno fatto crollare il titolo Atlantia in Borsa (-15,5%)? «I Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati. Hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli per loro: può bastare così…Non siamo disponibili a concedere ulteriori benefici». Nel giro di due giorni: accordo e titolo Atlantia che sale al 21% in borsa. Contenti M5s e Pd, famiglia Benetton e Di Battista, tutto è bene quel che finisce.

 


Autostrade, la maggioranza è a rischio spaccatura


Il dossier mette contro il presidente del Consiglio, favorevole alla revoca della concessione ai Benetton, e Italia Viva, contraria

La maggioranza è a rischio spaccatura da settimane. Mesi, forse. In questi giorni, però, la sensazione è che sia dietro l’angolo. Al centro dello scontro (durissimo) c’è il dossier legato ad Autostrade. Questa mattina, a Palazzo Chigi, era in programma un’informativa, così da poter mettere «a conoscenza» della situazione «tutti i ministri». Poi, all’improvviso, un cambio di programma – il Consiglio dei ministri slitta alle 22, ben undici ore dopo il primo appuntamento previsto dalla tabella di marcia iniziale – che rivela come la situazione non sia così tranquilla: probabilmente il governo deve trovare una linea comune. L’incontro a Palazzo Chigi, però, non dovrebbe portare ad una soluzione definitiva. Tanti, troppi, sono i punti di scontro. Alla posizione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – il premier è intenzionato a revocare la concessione alla famiglia Benetton – si oppone Italia viva, un partito piccolo che, però, ha un peso notevole nei fragili equilibri della maggioranza: secondo Iv, una revoca costerebbe miliardi (tra i 20 e i 30) agli italiani. E il Pd, invece? Secondo fonti interne al partito, citate dalle agenzie di stampa, il Pd intende chiedere al premier di prendere una decisione, assumendosene le responsabilità. Il M5s è, ovviamente, d’accordo dall’allontanare i Benetton. Nel frattempo, la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ha invitato il premier a considerare «la delicatezza e la complessità della questione».


Autostrade, sulla revoca la maggioranza rischia di spaccarsi


Italia viva frena: «Una revoca senza titolo è un regalo ai Benetton»

Tra i tanti dossier aperti sul tavolo del governo, quello relativo ad Autostrade è sicuramente il più “pericoloso” per la tenuta della maggioranza. Attraverso diversi quotidiani – il premier ha parlato a La Stampa e al Fatto Quotidiano – il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ribadito che «i Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati». Una linea dura che, se da una parte piace al Movimento 5 stelle – più cauto, il Partito democratico: «Il governo deciderà nelle prossime ore» mettendo al centro la tutela della sicurezza dei cittadini, ha detto Roberto Morassut, sottosegretario Pd –, non troverà il sostegno di Italia viva: «I populisti chiedono da due anni la revoca della concessione ad Autostrade. Facile da dire, difficile da fare», ha commentato il leader di Iv, Matteo Renzi. «Perché se revochi senza titolo fai un regalo ai privati, ai Benetton, ai soci e apri un contenzioso miliardario». Quale soluzione seguire, dunque? «Una operazione su Atlantia con aumento di capitale e l’intervento di Cdp».