Aspi: investimenti per 7,5 miliardi


Il piano strategico 2020-2023

Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia Spa ha approvato le linee guida del piano strategico 2020-2023, che contiene le principali direttrici di trasformazione e cambiamento della società. In particolare sono stati Programmati 7,5 miliardi di euro, tra investimenti e manutenzioni: quasi triplicati gli investimenti e in crescita del 40% le spese di manutenzione rispetto al quadriennio precedente, in linea con le interlocuzioni con il MIT. Annunciato anche un piano di assunzioni di mille persone.


Autostrade in agitazione


L’annuncio unitario non lascia troppo spazio alla fantasia. Le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal del settore delle autostrade tornano a scioperare dopo «l’ennesima grave rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da nove mesi», rottura che si è consumata «sulla clausola sociale a tutela dell’occupazione», considerando che diverse concessioni, con circa 4mila addetti, sono già scadute. Il 13 e il 14 ottobre le giornate di stop.


Casellanti, la vertenza è più aspra


Si è concluso alle 2 di lunedì 26 agosto lo sciopero di due giorni del personale dipendente della autostrade italiane, compresi i turnisti. Le organizzazioni sindacali di categoria unitariamente, dalla Cgil alla Ugl, passando per la Cisl, la Uil e la Cisal, hanno deciso di incrociare le braccia per protestare contro la rottura della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Si tratta della seconda astensione dal lavoro in poche settimane, dopo quella del 4 e del 5 agosto


Autostrade, sciopero il 4 e il 5 agosto


La data scelta potrebbe aiutare a limitare un po’ i disagi per gli automobilisti, anche se non è da escludere qualche ricaduta dallo sciopero dei casellanti della rete autostradale. Le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal hanno infatti proclamato l’astensione dal lavoro per il 4 e 5 agosto, con una articolazione di quattro ore a partire rispettivamente dalle 10, dalle 18 e dalle 22. Oggetto della protesta il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro.


Alitalia, Atlantia, ex Ilva: crescita sia la strada maestra


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

della sua comprovata capacità di mediare e di portare a casa risultati importanti in circostanze avverse. Vertenze difficili bussano alla porta e con esse il destino di decine di migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto, preoccupati per il futuro. Sto parlando di Alitalia, Atlantia e Autostrade, ex Ilva, intorno alle quali Conte ha dichiarato: «Il tema non è chi segue i dossier. Sicuramente, io insieme ai ministri competenti dobbiamo risolvere questi problemi. E cercheremo di raggiungere soluzioni condivise ed efficaci». È esattamente ciò che auspico e ciò per cui anche il sindacato sta lavorando attraverso sollecitazioni e critiche. Dalla riunione di ieri al Mise, secondo le principali sigle sindacali, tra cui l’Ugl, non sono emerse novità di rilievo o tali da riuscire a rassicurare. Fatto non irrilevante non solo perché Aitalia resta il principale vettore nazionale, la Compagnia di bandiera, ma perché il 15 luglio è la data del decollo, si spera, della newco. Si conoscono a grandi linee la composizione del consorzio acquirente, per 1 mld di euro, guidato da Fs che dovrà presentare l’offerta vincolante entro quella data, così anche le manifestazioni di interesse (Toto, Lotito e Efromovich) che dovrebbero completare il quadro. Tuttavia la compagine azionaria non è ancora chiara, mentre sono emerse indiscrezioni non incoraggianti sul piano industriale, si parla di esuberi e ridimensionamenti. In questo quadro si inscrive anche la vicenda Atlantia che, sempre secondo indiscrezioni, avrebbe dovuto presentare l’offerta strategica per Alitalia, ma al momento ciò di cui si discute è solo la revoca della sua concessione per Autostrade e dunque sembra impossibile che Atlantia possa interessarsi ad Alitalia da qui al 15 luglio. L’eventuale revoca della concessione Autostrade a sua volta ha messo in allarme lavoratori e sindacati, che hanno chiesto un incontro chiarificatore. Da fonti sindacali è stato calcolato che i lavoratori coinvolti da una revoca della concessione potrebbero essere tra i 4mila e i 5mila. Chiedere al Governo di agire con cautela non è un favore alla famiglia Benetton ma una tutela per migliaia di persone e relative famiglie. Così anche l’immunità penale per la proprietà dell’ex Ilva, Arcelor Mittal, cancellata nel decreto crescita e causa scatenante nell’immediato della cassa integrazione per 1400 lavoratori di Taranto e nel futuro prossimo, settembre, dell’abbandono dell’Italia e quindi degli impianti da parte di Arcelor, getta ombre di grande incertezza non solo per i lavoratori di Taranto, e per la bonifica, ma per tutto il tessuto industriale italiano. Alla luce degli importanti risultati ottenuti nel mercato del lavoro, della stabilità dei conti pubblici è per l’Italia arrivato il momento di capitalizzare la congiuntura positiva costruendo non le basi, ma i pilastri di un vero rilancio strutturale che, rebus sic stantibus, rischia di essere compromesso.


Autostrade, lavoro da tutelare


Nel tira e molla fra la parte pentastellata del governo, in particolare il vice premier Luigi Di Maio e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli, e la famiglia Benetton a capo di Atlantia, la società che ha in concessione una buona parte delle autostrade del nostro Paese, si inserisce il sindacato confederale. In un comunicato unitario, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal chiedono l’apertura di un tavolo presso il ministero, alla presenza anche dell’Autorità di regolamentazione dei trasporti nel comparto autostradale, per dipanare i vari nodi aperti, ad iniziar dal mantenimento dell’occupazione e dal possibile sviluppo occupazionale per i lavoratori diretti e dell’indotto. Le sigle sindacali chiedono che vengano inserite nei bandi scaduti o in scadenza «le dovute e opportune clausole di salvaguardia occupazionale» attraverso una interlocuzione fra gli organi competenti, Anac compresa.