Attentato in Congo


Attacco a convoglio Onu, morto ambasciatore italiano Luca Attanasio, ucciso anche il carabiniere Vittorio Iacovacci. Mattarella: «La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato»

Un attentato in Congo ha provocato la morte dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Il fatto, ha poi confermato la Farnesina, è avvenuto lunedì mattina, intorno alle 9 italiane, quando il convoglio della Monusco, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo, in cui viaggiavano tra gli altri l’ambasciatore e il militare, è stato attaccato nell’ambito, secondo le prime ricostruzioni, di un tentativo di rapimento. Attanasio, 43 anni, originario di Limbiate (Monza e Brianza) e sposato con tre figlie, è deceduto dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco all’addome: era arrivato all’ospedale di Goma in condizioni critiche. Il carabiniere Vittorio Iacovacci, in servizio presso l’ambasciata italiana del Congo dal settembre 2020, avrebbe compiuto 31 anni a marzo ed era originario di Sonnino. Si registra anche una terza vittima, l’autista del convoglio su cui viaggiavano. «Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della città di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo», le prime parole di cordoglio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Il presidente del Consiglio, Mario Draghi – si legge invece in una nota di Palazzo Chigi –, esprime profondo cordoglio del governo e suo per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, e di Vittorio Iacovacci, appuntato dei Carabinieri che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma. Il presidente del Consiglio e il governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri». Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, era a Bruxelles per il Consiglio Affari esteri dell’UE quando ha appreso la notizia: «Oggi – ha scritto su Facebook – lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle loro famiglie e ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nell’Arma dei Carabinieri». Di Maio ha poi specificato che riferirà «il prima possibile» in Parlamento. Nel 2020 Luca Attanasio aveva ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace «per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli». Dal settembre 2017 era capo missione a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, dove era stato poi riconfermato in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato in Congo.


Austria e Europa colpite al cuore dal terrorismo


L’Europa da ieri sera diventa ancora più inquieta. L’attentato «terroristico» a Vienna, dai contorni ancora non molto chiari, sta dispiegando i suoi effetti e non solo per il bilancio dei morti e delle vittime. La capitale austriaca è stata colpita al cuore da un attacco compiuto in diversi punti del centro della città, nell’ultima sera prima del lockdown, che nel Paese scattava ieri a mezzanotte. Le vittime sono cinque, 17 feriti, di cui sei in condizioni gravi. Un attentatore è stato ucciso dalla polizia, altri sono stati arrestati, ne dovrebbe restare un altro ancora in fuga che è stato descritto «pesantemente armato». Per il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, si è trattato di un «attentato terroristico». Quest’ultimo è iniziato intorno alle 20 nella Seitenstettengasse, la strada dove sorge lo Stadttempel, uno dei luoghi di culto ebraici di Vienna. Molti i colpi esplosi nei pressi della Sinagoga, che però a quell’ora era già chiusa; tra le vittime non ci sono ebrei. I terroristi si sono poi spostati in una piazza vicina, dove hanno continuato a sparare, anche quando è arrivata la polizia, che ha risposto al fuoco. Si è creata quindi una corsa dei terroristi per le vie della città, tra i vicoli e i ristoranti dove la gente, numerosa, aveva deciso di trascorrere l’ultima serata prima dell’entrata delle misure restrittive per il Covid-19.
L’attentatore ucciso, Kujtim Fejzulai, circa 20 anni, indossava una cintura esplosiva ed era cittadino austriaco seguace dell’Isis. Era stato condannato nel 2019 per aver tentato di unirsi ai combattenti dell’Isis in Siria, ma poi era stato rilasciato alla fine dell’anno scorso a causa dell’età. Avrebbe annunciato su Instagram il suo gesto, postando alcune foto. Per tutta la giornata ci sono stati fermi e perquisizioni in tutto il Paese, ai valichi con l’Austria sono stati intensificati i controlli, mentre tutta l’Europa, Italia compresa, ha espresso sentimenti di condanna per il vile attentato e di solidarietà per l’Austria. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha convocato il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza per la mattinata, mentre la sede dell’ambasciata italiana a Vienna è stata chiusa. Il governo austriaco ha decretato tre giorni di lutto nazionale, per il cancelliere federale, Sebastian Kurz, che ha deposto una corona in ricordo delle vittime, è «l’ora buia della nostra Repubblica».