Atac, i mezzi in fiamme impongono la revisione del Testo Unico


Salute e sicurezza non possono basarsi solo sul rispetto del Codice della strada

Quasi ottanta mezzi andati a fuoco in due anni. È questo il resoconto di quanto successo a Roma fra il 2018 e il 2019 sul versante Atac. L’ultimo autobus ad andare a fuoco, alle prime ore del giorno di domenica, quando, fortunatamente, sul mezzo era presente il solo autista che ha cercato in ogni modo di arginare le fiamme, non riuscendovi, però. Così, mentre l’amministrazione comunale esprime una certa soddisfazione perché gli incendi si sono comunque ridotti nel corso dell’anno che si sta appena concludendo, si riapre in maniera decisa la questione sicurezza sui mezzi pubblici, una questione che investe direttamente chi opera su tali mezzi, ma anche chi ogni giorno fruisce del servizio di trasporto locale per andare a lavoro, a scuola o semplicemente per muoversi da una parte all’altra di Roma. Dovrebbe essere ormai evidente una cosa: il solo richiamo al codice della strada non è più sufficiente ad assicurare le migliori condizioni del mezzo. Servirebbe quel salto di qualità, più volte sostenuto dai sindacati, principalmente alla federazione di categoria della Ugl e da qualche sigla minore, attiva in particolare fra i macchinisti della metropolitana, vale a dire superare il grande limite del testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che non considera il mezzo di trasporto quale luogo di lavoro. Viceversa, centrando l’attenzione sul mezzo, si garantirebbe una maggiore sicurezza per tutti.


Atac in affanno


Gli effetti di quota 100 e la volontà di provare a rafforzare i servizi di mobilità cittadina. L’Atac, l’azienda di trasporto pubblico romana, è alla disperata ricerca di ben quattrocento autisti da assumere a stretto giro di posta. Un bando lampo, con scadenza all’11 ottobre, e i primi ingressi già a fine novembre. L’Atac aveva già avviato una selezione di personale nel febbraio scorso, senza però raggiungere gli obiettivi sperati. Infatti, a fronte di 250 posti disponibili, le assunzioni sono poi state soltanto 215, a causa del mancato superamento delle prove di esame, dei test psicoattitudinali ed una prova di guida. Ora, Atac ritenta, chiedendo il solo possesso del diploma di terza media, della patente di guida D e della qualifica di conducente. I tempi molto stretti fra l’annuncio e la scadenza del bando, però, potrebbero creare qualche problema nella selezione del personale richiesto.


Atac, boom di domande per la selezione pubblica da autisti


Non sappiamo se è un record; di certo, nonostante qualche difficoltà di troppo negli ultimi anni, l’Atac, l’azienda del trasporto pubblico locale di Roma, continua ad essere appetibile per molti, così come la fame di lavoro nel nostro Paese rimane alta. In soli dodici giorni, sono giunte ad Atac quasi 4mila domande (per la precisione, 3.853) per poco più di 200 posti da autisti. Le domande saranno ora vagliate da una Agenzia esterna, con i primi test previsti già nei prossimi giorni.


Atac, via libera al concordato


Giustamente soddisfatta la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ma anche il sindacato. Il via libera dei creditori al piano di Roma capitale per il salvataggio di Atac permette di mettere in sicurezza 11mila posti di lavoro. Dopo mesi di incertezza, caratterizzata da un referendum che ha avuto scarso successo fra i cittadini e dalle tante polemiche intorno alla manutenzione dei mezzi circolanti e ai rischi inquinamento per dipendenti e passeggeri delle linee metropolitane, finalmente quella che la stessa prima cittadina definisce la più grande azienda europea pubblica di trasporti torna oggettivamente a respirare. Il via libera al concordato permette, infatti, di impostare le strategie future, nella definizione delle quali è decisivo il ruolo del sindacato, con prospettive sicuramente diverse rispetto al recente passato. Serve evidentemente un grande sforzo collettivo alla luce di un debito pregresso di 1,5 miliardi di euro, ma ora si può parlare di rilancio.


Atac, entro dicembre 620 nuovi autisti


Dopo il referendum, si torna ad assumere. Passata la consultazione popolare di domenica scorsa, quando appena un romano su sei si è recato alle urne per rispondere al quesito, promosso dai radicali, sull’ingresso dei privati nel servizio di trasporto pubblico locale, Atac annuncia che presto saranno assunti 620 autisti, a fronte di 504 pensionati. Una notizia molto positiva, in quanto in controtendenza con quello che sta accadendo in molte aziende, dove il turn over viene sempre interpretato in maniera restrittiva. In questo caso, vi è invece un incremento della dotazione organica di oltre il 20%, cosa che indubbiamente avrà delle ripercussioni positive sul servizio offerto ai cittadini. La selezione del personale sarà conclusa entro il prossimo 18 dicembre, a conferma della volontà di inviare un chiaro segnale di cambiamento ai cittadini romani che, comunque, continuano a volere un servizio pubblico e, naturalmente, efficiente. Previsto anche l’acquisto di 100 mezzi.


Referendum Atac


I cittadini romani sono chiamati ad esprimersi, a titolo esclusivamente consultivo e quindi non vincolante per la Giunta capitolina, sul futuro dei trasporti locali su gomma e rotaia sotterranea, ovvero autobus e metropolitane, attualmente gestiti dall’azienda pubblica Atac. Il referendum si svolgerà dalle 8 alle 20 negli abituali seggi elettorali previa presentazione di documenti e tessera elettorale e sarà composto da due quesiti riguardanti la futura gestione, pubblica o privata, dell’azienda.