Elezioni Regno Unito, avanzano i conservatori

Tory strappa seggio Labour di Hartlepool

Il premier britannico Boris Johnson può sorridere: i primi risultati del voto di ieri nel Regno Unito, con la vittoria dei conservatori nelle suppletive dello storico collegio laburista inglese di Hartlepool (unico seggio nazionale in palio alla Camera dei Comuni), mette in evidenza, una volta di più, le difficoltà del Labour. Sono dati «molto incoraggianti» per noi, ha commentato Johnson. «Le nostre priorità di governo, sul rilancio del dopo pandemia, sono le priorità della gente», ha quindi aggiunto. I Tories hanno così strappato, dopo 57 anni, il collegio di Hartlepool ai laburisti, che hanno riconosciuto la sconfitta. Ad essere eletta deputata alla Camera dei Comuni è Jill Mortimer. Una vittoria che quest’ultima ha definito «davvero storica». «Sono immensamente orgogliosa – ha detto Mortimer – di essere la prima parlamentare Tory eletta ad Hartlepool da 57 anni. Non solo, sono la prima donna mai eletta parlamentare in questa città, è davvero un risultato storico. Il Labour ha dato per scontate le persone di Hartlepool per troppo tempo. L’ho sentito ripetere infinite volte e la gente ne ha abbastanza. Con questo risultato, adesso, il popolo ha parlato e ha detto chiaramente che è tempo di cambiamento». Quanto alle amministrative si attende entro domani l’esito del voto di Scozia e Galles e per il sindaco di Londra. Ma intanto è già tempo di riflessioni nel Labour, dove si parla di disfatta, mentre la sinistra interna già rimette in discussione la leadership di Keir Starmer.

Vaccini, Erdogan: «Scienza è bene comune dell’umanità»

«Turchia condividerà suo vaccino anti-Covid»

«La scienza è un bene comune dell’umanità, non devono esserci gelosie. Quando sarà pronto, la Turchia condividerà con tutti il suo vaccino contro il Covid-19». Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, intervenendo nel dibattito internazionale sull’eliminazione dei brevetti. Fin qui, in Turchia si è utilizzato il vaccino cinese Sinovac e Pfizer-BioNTech ed è stata annunciata una prossima fornitura di Sputnik

BCE: «Ripresa graduale, ma resta l’incertezza»

Confermato l’orientamento molto accomodante di politica monetaria

Secondo la Banca Centrale Europea, nonostante il contesto di «elevata incertezza», i progressi delle campagne vaccinali nell’Eurozona «dovrebbero porre le basi per un recupero dell’attività economica nel corso del 2021, sebbene per una completa ripresa sarà necessario attendere ancora qualche tempo». Per quanto riguarda la strategia di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha reso noto di confermare l’orientamento «molto accomodante» e che si aspetta che gli acquisti nell’ambito del PEPP proseguano ad un ritmo più elevato rispetto ai primi mesi del 2021. La BCE ha ribadito di essere pronta «ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per far sì che l’inflazione converga stabilmente verso l’obiettivo perseguito».

Von der Leyen: «Italia aveva ragione su Covid»

«Un successo nostra campagna vaccinazione»

«La nostra campagna di vaccinazione è un successo. Quello che conta sono le ferme e crescenti consegne di vaccini agli europei e al mondo. Ad oggi 200 milioni di vaccini sono stati distribuiti nell’UE. Sono abbastanza per vaccinare almeno la metà della popolazione adulta europea almeno una volta, al momento stiamo vaccinando 30 europei al secondo». Così, oggi, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, durante il discorso sullo Stato dell’Unione organizzato dall’Istituto Universitario Europeo di Firenze. «Qualcuno potrebbe dire – ha proseguito sull’argomento – che paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito sono stati più veloci all’inizio, ma l’Europa ha ottenuto questo successo rimanendo aperta al mondo. Mentre altri tengono per sé la produzione di vaccini, l’Europa è il principale esportatore di vaccini a livello mondiale. Finora, più di 200 milioni di dosi di vaccini prodotti in Europa sono state spedite nel resto del mondo». Poi un riconoscimento al nostro paese: «Mi ricordo bene l’inizio della pandemia e l’appello dell’Italia all’Europa. Gli italiani chiesero la solidarietà ed il coordinamento dell’Europa. L’Italia aveva ragione, l’Europa doveva intervenire. E questo è quello che abbiamo fatto». Con Mario Draghi a Roma il 21 maggio «ospiteremo il vertice sulla Salute. Dobbiamo muoverci da soluzioni ad hoc sulla pandemia ad un sistema che funzioni per tutto il mondo. Vogliamo discutere di cooperazione internazionale. Il nostro rinascimento sulla Salute inizia a Roma».

Eurozona, continua a crescere il settore privato

L’indice PMI si è attestato a 53.8 punti

Anche ad aprile l’indice PMI relativo all’attività economica del settore privato dell’Eurozona ha registrato un rafforzamento della crescita, portandosi a 53.8 punti dai 53.2 del mese precedente. Continua ad essere il manifatturiero il settore che traina la ripresa, registrando un aumento pressoché invariato rispetto al tasso record di marzo. La produzione del terziario è invece tornata a crescere dopo sette mesi consecutivi di contrazione, anche se l’incremento è stato marginale. Rimane ancora piuttosto fiacco l’afflusso di nuovi ordini.

ADIÓS COMPAÑEROS

Amministrative per la regione di Madrid: vince la destra “antichiusure”. Trionfo del Partito popolare che per governare ha bisogno dei voti di Vox. Meloni: «Ayuso ha dimostrato che si può aprire in sicurezza. Congratulazioni a Rocio Monastero e ai nostri alleati di Vox»

Molto probabilmente Enrico Letta pensava alle elezioni amministrative per la regione di Madrid e al risultato atteso favorevole alla “destra anti-lockdown”, rivelatosi poi nella tarda serata di ieri un trionfo eclatante, e al declino dell’alleanza di Governo guidata dal Psoe, quando incontrando il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha sottolineato che nella maggioranza qualcosa non funziona, esprimendo con ciò la sua «insoddisfazione per il metodo Salvini». Fatto sta che le elezioni amministrative a Madrid – partecipazione record pari a più di 11 punti percentuali di affluenza rispetto al 2019 – sono andate così: trionfo della battagliera candidata del Partito popolare, Isabel Diaz Ayuso, (più del doppio dei seggi di due anni fa e quasi vicina in termini di seggi a poter governare da sola) e il gruppo di destra Vox risultato decisivo per consentirle di continuare a governare; il crollo del Partito Socialista che va giù di 13 seggi rispetto al 2019, raggiunto da Mas Madrid, formazione progressista in crescita; tracollo dei liberali di Ciudadanos, che passa dal 19% a meno del 4. Il risultato più eclatante in termini non solo numerici è quello di Podemos e del suo ormai ex leader Pablo Iglesias, alleato di Governo del premier Sanchez, che le cronache politiche hanno sempre paragonato al M5s di Beppe Grillo per le molte posizioni politiche in comune. Iglesias, di fronte al risultato eclatante delle destre, si è dimesso da tutte le sue cariche. Lo stesso, commentando il trionfo del Partito Popolare e il risultato «insufficiente» del suo che ha recuperato solo tre seggi passando così da 7 a 10, cioè molto al di sotto delle sue aspettative, ha detto: «Quando uno non è utile deve sapersi ritirare». Lascerà probabilmente la leadership del partito a Yolanda Diaz, che lo ha sostituito come vicepremier e che è anche ministra del Lavoro nel Governo Sanchez. Prima del voto molti osservatori hanno sostenuto che queste elezioni amministrative spagnole sarebbero state foriere di scossoni politici su scala nazionale. La campagna elettorale è stata caratterizzata da un confronto molto aspro e con slogan ideologici come «comunismo o libertà» oppure «democrazia o fascismo». «Madrid ha fatto una mozione di sfiducia al “sanchismo”», ha detto Ayuso ai suoi sostenitori. «È l’inizio di un cambio rotta per tutta la Spagna», ha sostenuto la candidata di Vox Rocio Monasterio. E molto probabilmente non solo per la Spagna.