Il gap con i livelli pre Covid-19 è dello 0,7%  

Nonostante l’accelerazione registrata tra il primo ed il secondo trimestre – dal +0,6% al +1,6% – il Prodotto Interno Lordo dell’area OCSE rimane al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia di coronavirus. È quanto emerge dalle stime diffuse questa mattina dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, secondo cui, tra le economie del G7 l’Italia è quella che ha riportato il tasso di crescita maggiore, dopo quello del Regno Unito. Nel nostro Paese, infatti, l’economia è crescita del 2,7%, contro il +0,2% del primo trimestre. Londra ha invece riportato un +4,8% dal +1,6% dei tre mesi prima, mentre in Germania e negli Stati Uniti il PIL è aumentato dell’1,6%, dopo il -2% ed il +1,5% registrato tra gennaio e marzo. In Francia, invece, il PIL è salito dello 0,9% e in Giappone dello 0,3%, mentre nel primo trimestre gli uffici nazionali di statistica avevano comunicato rispettivamente una variazione nulla e un calo di nove decimi di punto. Allargando lo sguardo, l’organizzazione parigina indica un aumento del 2% per l’Eurozona e dell’1,9% per l’Unione europea. Risultati che rappresentano un’inversione di tendenza rispetto alle contrazioni dello 0,3% e dello 0,1% rilevate a inizio anno. Tra il periodo precedente la pandemia e gli ultimi dati, all’interno del G7 è il Regno Unito ha riportare il gap più ampio tra le performance economiche, con il PIL che risulta inferiore ai livelli pre covid-19 del 4,4%. Segue l’Italia con un -3,8%, mentre in Francia e in Germania il PIL risulta inferiore del 3,3%. Solo gli Stati Uniti sono già tornati ai livelli precedenti la crisi sanitaria globale.