di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

L’Unione deve essere la casa di tutti i popoli e i cittadini che ne fanno parte, di sinistra come di destra

Il recente caso degli europei di calcio, con lo scontro diplomatico-sportivo fra Germania e Ungheria sulla questione omofobia, non riguarda solo il rapporto fra sport e politica, ma consente anche una riflessione più ampia sull’attuale ruolo dell’Europa. Per quanto riguarda il primo aspetto, relativo al mondo dello sport, si nota, nell’Euro 2020 in corso, uno sgradevole tentativo di politicizzare il torneo ed orientarlo in base ai dettami ideologici della sinistra. Gli atleti incitati, se non pressati, dal mainstream a inginocchiarsi prima delle partite, come ad uso del movimento Black Lives Matter. E quelli che non intendono farlo messi alla gogna. Una forzatura: un conto è il contrasto ad ogni forma di razzismo, un altro compiere un atto dal significato “espiatorio”, che non tutti condividono né devono essere obbligati a condividere. Stessa cosa per la battaglia a colpi di arcobaleni; nessuno mette in dubbio il diritto dei cittadini europei a non subire discriminazioni sulla base del proprio orientamento sessuale, ma ciascuno deve essere libero di non condividere le battaglie del movimento Lgbtq e poter portare avanti in piena serenità valori di ispirazione conservatrice senza essere per questo a propria volta discriminato. L’impressione è che una certa parte politica – e quanto accade nel mondo del calcio, oggi al centro dell’attenzione mediatica, lo testimonia – stia tentando di portare avanti, per restare nella terminologia calcistica, una vera e propria invasione di campo nelle Istituzioni sportive e politiche dell’Europa. Ma le istituzioni devono rappresentare tutta l’Unione e tutti i cittadini, e non solo una parte di essi. Esiste, certo, un minimo comune denominatore di diritti e valori che sono alla base della nostra civiltà europea, ma, nel contesto di tali valori e tali diritti, sono legittime tanto le sensibilità progressiste quanto quelle conservatrici e bisognerebbe difendere questo concetto, che rappresenta un fondamento della democrazia. Una tutela della libertà di opinione, che, invece, ultimamente manca un po’ ovunque, Italia compresa. A testimoniarlo, anche l’intervento a gamba tesa della Chiesa contro il Ddl Zan, cosa che non si vedeva da anni, per contrastare il forte attacco ideologico in atto, intenzionato a trasformare le pur legittime visioni di una parte in un obbligo generale. L’Italia è la casa di tutti gli italiani, come l’Europa degli europei, di sinistra come di destra. Nel calcio, nello sport, nella società e nella politica. Non dobbiamo dimenticarlo.

L’Ugl al Cese

In Europa il nostro sindacato è rappresentato all’interno dell’organismo comunitario che riunisce le Parti Sociali dei 27 Paesi europei: il Comitato Economico e Sociale europeo. In questo contesto, specificamente riservato a sindacati, datori di lavoro e associazioni del terzo settore, tramite il nostro Consigliere Luigi Ulgiati, portiamo avanti le nostre battaglie relative alle materie economiche, sociali e lavorative, per un’Europa nella quale sia possibile veder valorizzate le nostre idee e le nostre proposte.