Conte chiede all’opposizione di collaborare


Coronavirus, Conte: «L’opposizione contribuisca costruttivamente»

Pronta a collaborare, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, chiude, però, a un governo di unità nazionale
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha una richiesta per le forze di opposizione: «Chiedo di contribuire costruttivamente», in questa fase di emergenza, «allo sforzo messo in campo dal governo, con responsabilità e amor di patria, mettendo da parte contrapposizioni pregiudiziali o polemiche strumentali», ha detto, nel corso di un’intervista a Famiglia Cristiana. Il premier sarà accontentato: i leader dei partiti di opposizione – quello della Lega, Matteo Salvini, e quello di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su tutti – hanno espresso, a più riprese, la volontà di collaborare con l’esecutivo, assicurando di esser pronti a presentare proposte, idee, iniziative e anche qualche richiesta: parlando a La Stampa, Salvini ha invitato il governo a spendere lo spendibile: «Occorrono garanzie di investimenti illimitati», ha detto, spiegando che «quando ci sono mille morti al giorno, niente viene prima. È un problema enorme, reale e urgente. E ha due dimensioni. Una sanitaria e una economica». L’opposizione è disposta a collaborare, ma ad una condizione: niente governo di unità nazionale, come ha ribadito Meloni, al Corriere della Sera. «È possibile collaborare se si istituisce un luogo permanente di confronto», e questo «può essere solo il Parlamento». Il prossimo passo, quindi, prevede la creazione di «una unità di crisi parlamentare, un organismo — che può essere perfino la conferenza dei capigruppo, magari allargata — dove si possa fare il punto, nella quotidianità», ha spiegato. Superata l’emergenza sanitaria, quali saranno gli scenari politici? «L’ordinario è altro», ha osservato Meloni, aggiungendo che «la ricostruzione e il rilancio del Paese non sarà questione di mesi, ma di qualche anno». Dunque, ha proseguito la leader di FdI, «superata questa prima fase terribile, non si potrà continuare con la melassa, perché si tornerà alla politica, alle diverse visioni che andranno confrontate e illustrate ai cittadini che poi dovranno scegliere e dare a chi governerà un mandato lungo, stabile, certo, di cinque anni».