Partenza debole per l’economia italiana, a gennaio Pil fermo


Le stime della Confcommercio, unico segnale positivo arriva dall’occupazione, ma non delle ore lavorate

Inizio d’anno piatto secondo la Confcommercio per il Pil italiano. Nella consueta diffusione sull’andamento del Prodotto interno lordo mensile, l’associazione di categoria prevede infatti una crescita nulla per gennaio, dato che comporterebbe una riduzione del PIL di un decimo rispetto allo stesso mese di un anno fa. «Dopo una chiusura del 2019 all’insegna della completa stagnazione (+0,1%), con sintomi di deterioramento del quadro congiunturale, si stima un’apertura del 2020, in termini di Pil, sostanzialmente piatta», si legge infatti nell’analisi. Disegnando un quadro dell’andamento dell’ultimo periodo dei principali indicatori, la Confcommercio arriva infatti a trarre la conclusione che «l’unico elemento positivo continua ad essere rappresentato dalla crescita delle persone, ma non delle ore lavorate, impiegate nel processo produttivo». La produzione industriale a novembre ha registrato una nuova, seppur lieve, flessione congiunturale (-0,1%), comportando un calo anche a livello tendenziale (-0,6%). Per quanto riguarda invece i consumi, l’ICC (Indicatore dei Consumi della Confcommercio) a dicembre  ha registrato un +0,1% mensile ed un -0,4% annuo, confermando il perdurare della debolezza della domanda delle famiglie. Neanche dai prezzi sembrano arrivare segnali incoraggianti, la Confcommercio per il mese in corso prevede infatti una variazione nulla in termini congiunturali e un aumento dello 0,4% nei confronti del gennaio dello scorso anno, rallentando rispetto al +0,5% annuo registrato a dicembre.