“Subito confronto con Raggi e Zingaretti per rilancio Capitale”


“Pronti a presentare una piattaforma contrattuale, un vero e proprio contenitore di proposte per risollevare Roma e l’intera Regione Lazio, da un’inaccettabile situazione di degrado. Sono molteplici, infatti, le problematiche (trasporti, sanità, sicurezza sono solo alcune delle emergenze a cui rispondere in tempi stretti) che paralizzano la Capitale e penalizzano i cittadini, la loro sicurezza e tutti i loro diritti. Di fronte a tutto questo l’Ugl non resta in silenzio e scende in campo con azioni e idee concrete. Siamo pronti per un confronto diretto con il sindaco Virginia Raggi e con il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, da tempo, troppo tempo, lontano dalle esigenze di una città e di un territorio che chiedono sostegno”.

Così Fabio Verelli ( responsabile dell’Ugl Roma) e Armando Valiani (responsabile dell’Ugl Lazio) al termine degli Stati Generali dell’Ugl al Centro Congressi Cavour, a Roma. L’iniziativa, dal titolo “Il non governo della Raggi e il mal governo di Zingaretti. Andiamo oltre Idee, prospettive, comunità” ha acceso un serio e concreto confronto tra i dirigenti sindacali dell’Ugl.

Una grande assemblea che ha riunito quadri territoriali e vertici confederali per analizzare “lo scenario sociale, economico amministrativo della Capitale e della Regione conseguente all’assenza di un governo a Roma, a più di tre mesi dalla elezione del sindaco, e al mal governo della Regione Lazio. Regione e Capitale condividono, per ragioni diverse, una grave crisi con effetti devastanti sull’intera popolazione e sul mondo del lavoro”.

L’obiettivo di riunire i nostri dirigenti – concludono Verelli e Valiani – non è stato solo quello di giudicare una sconsiderata gestione amministrativa del Comune e della Regione, ma è soprattutto quello di mettere insieme le nostre idee e le nostre proposte, traducendole in un programma, in un documento che consegneremo alle istituzioni e in una serie di iniziative mirate a sollecitare le stesse ad occuparsi dei problemi reali, a riparare agli errori fin qui fatti e a rispondere alle istanze di lavoratori, pensionati e famiglie di Roma e del Lazio”.

Sono intervenuti al dibattito anche Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl e il Presidente dell’Enas Ugl, Stefano Cetica.

Per l’Ugl il contatto diretto con il  territorio è indispensabile e “il sindacato, deve, in questa fase così delicata, essere attore attivo del cambiamento di Roma. Solo agendo concretamente – ha spiegato Cetica – potremo dare risposte concrete – oltre che speranze –  alle fasce più deboli, a chi ne ha realmente bisogno”.

Proprio il patronato Enas, in stretta sinergia con l’Ugl, ha intrapreso un percorso importante nel sociale con una serie di iniziative, già avviate quest’estate a favore dei cittadini, dei lavoratori e delle donne in difficoltà. “Ascoltare ed informare i cittadini è un nostro dovere”.

 

 


Chi ha paura di Virginia Wolf ?


di Daniele Milani

 

Generalmente, quando una tornata elettorale porta al governo, nel nostro caso, di una città come Roma, una fazione politica assolutamente nuova e pertanto mai sperimentata prima, quando la massima esponente di tale fazione arriva al governo con una maggioranza bulgara (certo non di elettori ma di rappresentanti del popolo), quando la città governanta si accinge ad esalare l’ultimo respiro per i mali che la affliggono da almeno 50 anni, ci si aspetterebbe che le persone chiamate alla governance facessero a gara per ottenere un incarico, magari di prestigio non fosse altro per associare il loro nome al promesso, magnificato e atteso rinascimento.

A margine delle iniziative prese dalla nostra sindaca si è invece evidenziato un vero e proprio viaggio al termine della notte di celiniana memoria. A parte pochi intemerati che peraltro hanno occupato poltrone di basso profilo tutti quelli che sono stati chiamati alla guida di assessorati importanti o di costosissime aziende partecipate si sono o chiamati fuori addirittura prima della nomina o dimessi appena nominati

Come mai è accaduto ciò? La risposta è facile: pura e semplice paura ed in alcuni casi terror panico. Paura di quello che è successo finora, paura di quello che potrà succedere, e più semplicemente assoluta sfiducia nella tenuta politica nei confronti di coloro ai quali è affidato il governo politico della Città.

Da ultimo si potrebbe trattare anche di una persole presa di coscienza della incapacità a fronteggiare i poteri che realmente determinano i destini di Roma essendo estranei agli stessi.

E così, tra una dimissione e una mancata accettazione di nomina, la capitale d’Italia continua ad affondare sommersa dai suoi problemi e dalle sue scelte , forse sbagliate, in fase di elezione di una classe dirigente che, anche nel caso che ci occupa, non dirige alcunché.

E così accade che i tre o più porcellini non si fidano delle lusinghe del lupo cattivo ed abbandonano Virginia al suo destino. Passando per il Campidoglio ci sembra di sentire il pianto della lupa, quella vera. Ci viene da dirgli, come nel finale di un bel film di Magni, ( Scipione detto anche l’Africano) Giove si rivolse al simbolo della Città etrna “Che te piagni lupa?”.

 


Sisma, Ugl a confronto con Regione Abruzzo


Sisma, vertice presso la sede della Regione Abruzzo con le parti sociali per raccogliere proposte e valutare ogni possibile azione utile a rispondere alle esigenze delle popolazioni del Centro – Italia.

In rappresentanza dell’Ugl erano presenti all’incontro Gianna De Amicis (segretario regionale dell’Ugl Abruzzo) e Giuliana Vespa (segretario provinciale dell’Ugl Aquila).

“Durante l’incontro il Vice Presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli – ha precisato De Amicis – ha avviato un’attenta analisi sul grande lavoro che c’è da portare avanti per ridare una possibilità di riscatto ad un territorio colpito e devastato dal terremoto del 24 agosto scorso e che

porterà per sempre le cicatrici e il dolore di quella notte. E’ stata avviata una ricognizione puntuale ed esaustiva delle infrastrutture e degli immobili che necessitano di interventi di consolidamento e di adeguamenti statici e strutturali. Un’attenzione particolare – precisa la sindacalista – meritano gli

edifici scolastici per i quali la valutazione della vulnerabilità sismica è inadeguata ed è elevato il numero delle scuole a rischio che necessitano di interventi pluriennali”.

“Per quel che riguarda il settore del turismo sarà importante il calcolo del danno indiretto che consentirà di attingere a risorse per la promozione turistica”.

Proprio Vespa dell’Ugl Aquila ha messo in evidenza come sia priorità assoluta “la concessione immediata degli ammortizzatori in deroga per tutti i lavoratori che all’improvviso hanno visto interrompere la propria attività lavorativa”.

“Inoltre è stato richiesta sempre dalla Ugl – aggiunge Vespa – la sospensione immediata di tutti i licenziamenti che presumibilmente si stanno verificando in assenza, allo stato attuale, di interventi su quanti hanno perso la propria attività”.

Questi provvedimenti che furono adottati repentinamente durante il sisma dell’Aquila e risultarono fondamentali per scongiurare lo spopolamento del territorio.

Il vice presidente della Regione Abruzzo ha recepito le richieste che peraltro erano state già evidenziate nel tavolo nazionale proprio dai rappresentanti dell’Ugl Nazionale.

Il segretario UGL l’Aquila Giuliana Vespa ha inoltre evidenziato come “la disponibilità di 300 alloggi liberi del progetto C.A.S.E. potrebbero essere messi a disposizione per le famiglie che dovranno essere ospitati negli hotel della costa marchigiana. Soluzione che comporterebbe oltre ad

un notevole risparmio economico anche per la vicinanza kilometrica, di poter essere presenti per chi ha ancora attività agibile, bestiame da accudire percorrendo le distanze in poco tempo”.

 

 


Oggi Stati generali Ugl Roma e Ugl Lazio


“Oggi alle ore 15:00 presso il Centro Congressi Cavour a Roma si terranno gli Stati Generali dell’Ugl Roma e dell’Ugl Lazio alla presenza del segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, e del presidente dell’Enas, Stefano Cetica”.

Lo dichiarano in una nota il responsabile dell’Ugl Roma, Fabio Verelli, e il responsabile dell’Ugl Lazio, Armando Valiani, annunciando l’iniziativa dal titolo “Il non governo della Raggi e il mal governo di Zingaretti… Andiamo oltre Idee, prospettive, comunità”.

Una grande Assemblea che riunisce quadri territoriali e vertici confederali per analizzate “lo scenario sociale, economico amministrativo della Capitale e della Regione conseguente all’assenza di un governo a Roma, a più di tre mesi dalla elezione della Sindaca Raggi, e al mal governo della Regione Lazio, guidata da Nicola Zingaretti dal 2013. Regione e Capitale condividono, per ragioni diverse, una grave crisi con effetti devastanti sull’intera popolazione e sul mondo del lavoro”.

L’obiettivo di riunire i nostri dirigenti – concludono Verelli e Valiani – non è solo giudicare una sconsiderata gestione amministrativa del Comune e della Regione, ma è soprattutto quello di mettere insieme le nostre idee e le nostre proposte, traducendole in un programma, in un documento da consegnare alle istituzioni e in una serie di iniziative mirate a sollecitare le stesse ad occuparsi dei problemi reali, a riparare agli errori fin qui fatti e a rispondere alle istanze di lavoratori, pensionati e famiglie di Roma e del Lazio”.


Fondo Sanitario Nazionale, nuovo taglio del Governo Renzi


di Marco Colonna

 

La sinistra al governo, periodicamente, azzarda l’intenzione di introdurre il pagamento dei ticket su nuove prestazioni socio-sanitarie. E a questa consuetudine non fa difetto il premier Renzi che con il varo dei nuovi Lea (i Livelli essenziali di assistenza, attesi da 15 anni) ovvero: le cure e prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o con compartecipazione alla spesa, prefigura una nuova serie di  servizi forniti dalla sanità pubblica che a breve non saranno più gratuiti, bensì a pagamento, con grave danno per la salute (e le tasche) degli italiani. La stima prevede almeno 24 prestazioni sanitarie che dal 2017 i cittadini dovranno pagare. Qualche esempio? Si va da interventi di piccola chirurgia come l’intervento per la cataratta o per il tunnel carpale, oppure dall’ernia al dito a martello all’impianto e ricostruzione del cristallino, la cataratta fino a interventi di artroscopia ed artroplastica, ernia inguinale, ombelicale e femorale con o senza protesi, calcoli renali, ricostruzione della palpebra e altre prestazioni ambulatoriali. A farne le spese anche cittadini che sopportano malattie croniche e rare fino ad oggi esenti da ticket. I rincari dovrebbero scattare dal nuovo anno e saranno le Regioni a introdurli decidendo di far pagare ciò che finora era gratuito a causa del minor trasferimento dei fondi statali. Perchè di questo si parla da indiscrezioni di stampa: l’ennesima sforbiciata al Fondo Sanitario Nazionale, il taglio nel 2017 dei due miliardi di euro chiesti dalle Regioni e inizialmente “promessi” dal governo, 113 miliardi , rispetto ai 111 del 2016”.

“La possibilità che non siano confermati i due miliardi di euro in più nel 2017 ci preoccupa profondamente, perché metterebbe in discussione diversi aspetti cruciali per la vita dei cittadini. Anzitutto la revisione dei Lea e la loro effettiva implementazione”: afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, associazione certamente non ostile al governo.

Ma sul tappeto non c’è solo la questione ticket e prestazioni sanitarie, con un eventuale taglio al livello di  finanziamento previsto nel 2017 sarebbero a rischio anche il rifinanziamento del fondo per i farmaci innovativi che per il 2017 non ha ancora alcuna voce di finanziamento; l’intera partita dei contratti del personale sanitario ed il rinnovo delle convenzioni dei medici di famiglia e dei pediatri di base. La sanità pubblica affidata alla gestione delle Regioni è finanziata col gettito fiscale, innanzitutto Irap ed Irpef e dall’adozione di ticket su una più vasta gamma di prestazioni forniti dalle strutture sanitarie pubbliche.

“Tolti o ridotti i trasferimenti statali, le Regioni sottoposte a piani di rientro, in particolare per quelle che stanno faticosamente cercando di uscirne, o anche per quelle in equilibrio, corrono il rischio di accumulare nuovi disavanzi di cassa. E l’effetto sui cittadini non potrebbe essere altro che un aumento delle tasse, l’ aumento dei ticket e la riduzione dell’offerta dei servizi”: ribadisce il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.

I nuovi Lea , sono arrivati con un decreto della Presidenza del consiglio dei ministri, frutto di una lunga trattativa tra l’esecutivo Renzi e le Regioni. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin , ha spiegato che: “L’allarme dei nuovi ticket è ingiustificato e che alcune cure entrano nel paniere di quelle totalmente gratis”.

Ma il ministro si è dimenticata di spiegare che “altre cure escono dal nuovo paniere e diventeranno dunque a pagamento”. E soprattutto il ministro ha omesso un particolare essenziale: l’impianto base della riforma dei Lea prevede lo spostamento di alcune prestazioni dal Day surgery, cioè la chirurgia che non richiede un ricovero, al regime ambulatoriale. La differenza non è solo di tipo medico o organizzativo. Sulle prime prestazioni non si paga il ticket, sulle seconde sì.


“Cittadini penalizzati dalle tasse, continua la mobilitazione dell’Ugl Lazio”


Armando Valiani, segretario regionale Ugl Lazio

L’Ugl Lazio continua con la raccolta firme per chiedere al governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e al Consiglio Regionale di ridurre l’aliquota fiscale per i redditi fino a 55.000 euro, come forma di tutela per le fasce più deboli.

E’ ripartita oggi, dalla periferia di Roma, la raccolta firme contro la pressione fiscale, esattamente dal V Municipio. Insieme ad Armando Valiani, responsabile regionale Ugl Lazio, anche Francesco Martire, Segretario Regionale Ugl Pensionati. L’iniziativa ha preso il via proprio dalla Capitale, nel periodo estivo estendendosi poi su tutto il territorio laziale.

“La pressione fiscale su tutta la Regione ha oltrepassato ogni limite: dobbiamo dare voce a quella fascia di popolazione che non riesce più a sopravvivere tra mutui, bollette, affitto e spese mediche, senza dimenticare il caos dei ticket ma soprattutto il loro costo. I cittadini – precisa Valiani –  non ce la fanno più a sopportare una situazione del genere, costretti oltretutto a fare i conti ogni giorno con servizi pubblici essenziali, come sanità e trasporti, che sono ormai al collasso.

Vogliamo che la Regione – aggiunge il sindacalista – dimostri finalmente di avere a cuore il futuro dei cittadini e agisca fin da subito per una vera detassazione. Il presidente Zingaretti deve ascoltarci ed aprire un confronto per trovare soluzioni concrete. Siamo stanchi di assistere solo a proclami propagandistici”.


Presidenziali USA: la banalità del confronto


di Daniele Milani

Tanto tuonò che piovve. Preceduto da un impressionante battage mediatico ( per la verità anche nella vecchia e instupidita Europa ) è andato in onda il primo atto della sfida televisiva tra i candidati alle elezioni presidenziali: sul ring, si fa per dire, l’esponente del partito democratico Mrs Clinton punto 2 e il rappresentante di quasi tutto  il partito repubblicano, il Rokerduck di New York, Mister Donald Trump.

Sorprende, ma neanche troppo, che al di là degli argomenti che hanno poco animato il dibattito, assai noioso in verità, non ci sia stato, anche soltanto per spunto polemico, un quesito, posto dall’uno all’altra e viceversa, che potesse incidere sulla condotta di entrambi e soprattutto dei loro rispettivi partiti rispetto alla politica interna ed estera degli Stati Uniti d’ America.

Le solite banalità: la vendita delle armi , le tasse non pagate, lo stato di salute, le promesse al vento, il giudizio su Putin, neanche fosse Stalin, ecc.

Proviamo, idealmente, a porre noi qualche domanda seria. Mrs Clinton, che cosa ha da dichiarare sul suo ruolo di Segretario di Stato nella prima Amministrazione Obama ? E di più quale è il suo pensiero, diciamo, sul ruolo che hanno avuto gli Stati Uniti nel crisi Siriana? Oppure: Mister Trump quali sono i suoi rapporti con le grandi lobby affaristiche, e non solo delle armi, che da sempre condizionano la politica del suo paese?

Niente di tutto ciò; il guaio è che uno di questi due ragguardevoli personaggi, non ci interessa francamente quale, sarà, nei prossimi quattro anni, alla guida della più grande potenza del mondo.

D’altra parte di queste faccende la popolazione USA poco si interessa: non dimentichiamo che, forse l’unico Presidente che avesse una visione politica più alta e, soprattutto indipendente da poteri spesso oscuri, parliamo di Richard Nixon, è stato sottoposto a impeachement, per aver mentito su una storiella di “ spionaggio a gogo” nata da uno scoop giornalistico. Non per lo spionaggio ma per la bugia.

No contest invece per la guerra scatenata contro l’Iraq alla ricerca delle fantomatiche armi di distruzione di massa, mai trovate perché mai esistite.

Se questo è il livello, anche all’esito di questa elezione, non possiamo che raccomandarci a Dio.

God bless America, e se è permesso, anche gli altri abitanti di questo sciagurato pianeta.

 


Fs, ancora troppi dubbi su quotazione in Borsa


“Presentandoci una prima bozza del piano industriale, l’ad Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini, non ha dissipato i nostri dubbi sulla quotazione in Borsa del Gruppo, prevista per il prossimo anno”.
Così Umberto Nespoli, segretario nazionale dell’Ugl Trasporti-Attività ferroviarie al termine dell’illustrazione del piano industriale di Ferrovie dello Stato Italiane.
In attesa di comprendere meglio i possibili effetti della creazione, in collaborazione con Bus Italia e Anas, di un player di mobilità, logistica e infrastrutture in grado di competere a livello internazionale – ha precisato il sindacalista –, le modalità della quotazione restano poco trasparenti: non vorremmo che, per rendere più appetibile l’operazione, Fsi scegliesse di collocare sul mercato solo le attività di trasporto più redditizie, cedendo quindi ai privati gli utili dell’Alta Velocità e lasciando alla fiscalità generale solo gli oneri del servizio universale regionale e pendolare”.
“Come sindacato – conclude Nespoli – monitoreremo con attenzione l’evoluzione e l’attuazione del piano industriale e, certamente, non resteremo a guardare qualora si mettesse in discussione l’integrità del Gruppo Fsi, un aspetto irrinunciabile per una delle più grandi imprese italiane”.


“Escludere subito commercio ambulante dalla Bolkestein”


Chiediamo l’esclusione del commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein. Il Governo, le Regioni si carichino di questa importante responsabilità e salvino le tante piccole imprese che legano ogni loro speranza alla licenza, l’unica vera forza che permette loro di andare avanti”.

Queste le parole di Luca Malcotti, segretario nazionale dell’Ugl Terziario, dal palco allestito questa mattina nel cuore di Roma, piazza della Repubblica, per la manifestazione degli ambulanti. Quei lavoratori silenziosi ma numerosi che ogni giorno tra sacrifici e stenti portano avanti il loro lavoro. Quella parte del Paese che non ha, forse, mai protestato ma che ora sente la necessità di scendere in piazza per il futuro dei propri figli e per le loro famiglie. E questa mattina erano tutti lì, in quella piazza, per far sentire la loro voce.

Gli ambulanti contestano la direttiva Bolkestein che porterà nuove gare per l’assegnazione degli spazi aree del mercato, invece, della graduatoria fissa con posti permanenti in seguito ad assegnazione secondo la disciplina attuale.

Tale direttiva se realizzata causerà del dumping sociale, ovvero stimolerà una corsa al ribasso per quanto riguarda le tutele sociali, i diritti dei lavoratori e il livello delle retribuzioni. Abbiamo aderito a questa manifestazione perché l’Ugl ha iniziato questa battaglia già nel 2005 quando, molto probabilmente, ancora nessuno in questo Paese conosceva la direttiva e, soprattutto i pericoli che la stessa cela. Se non verrà bloccata dal maggio 2017 le licenze degli ambulanti saranno messe a bando in gare a cui potranno partecipare anche società di capitali. Così imprese e multinazionali straniere potranno mettere in ginocchio questo settore importante della nostra economia. A supportare questa assurdità anche la politica europea e nazionale assolutamente cieca e sempre contro i soggetti più vulnerabili.

I governo e le regioni devono prendere in mano la questione e chiedere che la direttiva non venga assolutamente applicata al commercio ambulante. Non servono le passerelle oggi ma azioni concrete ed incisive, altrimenti molte piccole imprese falliranno e tante, davvero tante famiglie italiane non avranno la possibilità di lavorare” (clicca qui per vedere intervista integrale ).

Attraverso questa assurda direttiva  –  racconta a La Meta Sociale Lucilla, instancabile lavoratrice (clicca qui per vedere l’intervista) i comuni potranno optare per mettere a bando le concessioni ritenute non più compatibili con l’ambiente circostante con l’unico scopo di fare cassa e di  cedere alla concorrenze delle grandi case. Il rinnovo in ogni caso avrà durata tra i 7 e i 12 anni, ma soprattutto non sarà mai automatico, quindi più si avvicinerà lo scadere dell’autorizzazione e meno valore avrà l’attività fino ad un valore prossimo allo zero. Se dovessi perdere io la licenza – conclude – resteremo senza futuro io e tutta la mia famiglia, a farne le spese sempre i più deboli”.

Sulla stessa linea d’onda Francesco Valentino dell’Ugl Terziario che sta seguendo con attenzione la vicenda: “Gli ambulanti vivono già nel precariato:  si svegliano all’alba e in silenzio affrontano tutte le difficoltà legate al loro lavoro e alla crisi che ha rallentanto il settore. Le licenze sono una sorta di buona uscita per gli anni di duro lavoro che hanno sostenuto “(clicca qui per vedere l’intervista).

Sulla questione è intervenuta – attraverso una nota stampa –  anche l’on. Renata Polverini, Vice Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati e responsabile del Dipartimento politiche del lavoro e sindacali di Forza Italia: “Se la direttiva verrà effettivamente recepita dall’Italia assisteremo alla messa a bando di tutte le licenze per il commercio su aree pubbliche entro la metà del 2017. Non è ammissibile che circa 200 mila aziende dedite ad attività ambulante rimangano senza concessione. Il governo dovrebbe farsi interprete del mantenimento di un segmento sociale fondamentale per il nostro Paese, nonché peculiare della nostra cultura. In Regione Lazio il vicepresidente del Consiglio, Francesco Storace – ha depositato lo scorso maggio una proposta che se approvata estenderebbe la durata delle concessioni comunali per i posteggi commerciali su aree pubbliche a un massimo di 50 anni”.

 


Crisi dell’Europa e ruolo del partenariato, l’Ugl apre il dibattito


Questa mattina nella sede confederale dell’Ugl, in via delle Botteghe Oscure a Roma, è stato realizzato un’interessante dibattito sul tema della “Crisi dell’Europa e del ruolo del partenariato”.

Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, Stefano Cetica, consigliere al Cese in rappresentranza dell’Ugl e Maria Rosaria Pugliese, Dirigente confederale dell’Ugl e responsabile Fondi Strutturali hanno arricchito il dibattito illustrando, ai dirigenti Ugl presenti in sala, tutte le novità legate ai Fondi Ue e al futuro e alla strategia UE 2030 – 2050.

Nello specifico, Cetica ha inaugurato il dibattito analizzando i punti salienti del progetto di parere presentato a Bruxelles in merito alle ‘Nuove misure per una governante e un’attuazione orientate allo sviluppo: valutazione dei fondi strutturali e d’investimento europei e relative raccomandazioni”.

Per il Cese vi è la necessità di una governance europea coordinata e orientata allo sviluppo e l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un’Europa rinnovata, forte e pacifica.

Il Comitato sostiene con forza la partecipazione democratica e il coinvolgimento della cittadinanza. Occorre garantire a tutti i livelli la partecipazione dei partner economici e sociali e delle organizzazioni non governative. Il Cese sostiene l’elaborazione di un codice di condotta europeo sul partenariato, inteso a fornire agli Stati membri un quadro relativo al partenariato nella pianificazione e nell’attuazione e, sottolinea che bisogna superare la regolamentazione del partenariato precisando i requisiti minimi che le autorità degli Stati membri dovranno soddisfare per non incorrere in sanzioni. Il Cese raccomanda che gli Stati membri siano tenuti a istituire efficaci sistemi di finanziamento intesi a sviluppare le capacità dei partner e invita con insistenza la Commissione a predisporre un sistema di finanziamento che contribuisca al lavoro delle reti europee di Ong. Occorre, quindi, rafforzare il coordinamento anche attraverso una nuova forma organizzativa della governance.

Per il Cese – come hanno precisato i relatori del dibattito di oggi – l’obiettivo di un’applicazione coerente del principio di partenariato è quello di promuovere la partecipazione dei soggetti interessati alla pianificazione dei soggetti interessati alla pianificazione e alla realizzazione di investimenti finanziati con fondi europei. Ciò rafforza l’impegno collettivo per gli investimenti, estende il coinvolgimento di competenze, rende più efficace l’esecuzione dei progetti, accresce la trasparenza e contribuisce a prevenire frodi ed abusi.

Focalizzando l’attenzione su questi punti (sul buon uso dei fondi europei, rispettando le scadenze e restando al passo con la programmazione per rispondere alle esigenze dell’Europa e, in particolare, dell’Italia) la Pugliese ha chiesto al Governo ‘maggiore attenzione su tale tematica precisando che in questo ambito è indispensabile il confronto con i sindacati”.

Stefano Cetica, in rappresentanza della Ugl a Bruxelles, già attraverso La Metasociale aveva espresso piena soddisfazione per l’approvazione di questo parere che focalizza l’attenzione su obiettivi ed azioni comuni utili per il rilancio dell’Europa.

Si tratta di un parere importante che  – precisa il consigliere Cetica – in qualche modo smonta i cardini dell’attuale impostazione politica ed economica europea criticando apertamente le politiche di austerità imposta anche ai paesi con un forte debito pubblico da Bruxelles”.

“Si chiedono strumenti di gestione e di decisione più democratici ed il  coinvolgimento delle parti sociali nonché l’individuazione di parametri di valutazione diversi dal PIL come da sempre chiede anche l’UGL. Considerato che questi pareri vengono elaborati nell’ambito di assemblee e gruppi di lavoro nei quali sono presenti istanze politiche ed interessi economici a volte molto distanti tra di loro, ritengo che le indicazioni emerse – a partire dal rafforzamento del piano Junker – rappresenti un buon punto di sintesi ed una indicazione forte per un cambiamento radicale delle politiche europee”.