Bandiere, slogan e cartelli. Piazza SS Apostoli a Roma era invasa dalle lavoratrici e dai lavoratori del Gruppo Eni che oggi hanno scioperato e sono scesi in piazza per protestare contro il piano di dismissioni di Eni. Numerose le bandiere dell’Ugl, della Filctem-Cgil, della Femca Cisl e Uiltec-Uil e tanti gli striscioni: “No alla svendita del Gruppo Eni. Energia bene pubblico per la difesa dell’occupazione”,  “Dura la strada stretta la via senza chimica, senza energia”, e ancora “Enrico Mattei perdona loro perchè non sanno quello che fanno”.  Foto E Zanini405
“Siamo qui oggi – ha spiegato il segretario nazionale dell’Ugl Chimici, Luigi Ulgiati – per gridare a gran voce la nostra forte preoccupazione rispetto alla vendita di Versalis ad una società tra l’altro straniera. Chiediamo ad Eni di fare un passo indietro e al Governo di prendere una posizione forte in difesa di un comparto importantissimo per il nostro Paese”. (Link intervista: https://www.youtube.com/watch?v=025wnhfkZRQ&feature=youtu.be)
Tante le delegazioni Ugl provenienti da tutto il territorio nazionale e dai vari stabilimenti del Gruppo in cui è ancora in corso lo sciopero di 8 ore. Si registra fino ad ora un’adesione pari a circa il 95%.Foto E Zanini412
“È un errore strategico da parte di Eni – ha spiegato ancora Ulgiati -, e da parte del governo che non vi si oppone, la dismissione da Versalis, ciò vuol dire abbandonare la Chimica Italiana, con conseguenze devastanti in termini economici e sociali sia per il Sud sia per il Nord, ma soprattutto per il nostro sistema industriale che dipende dalla chimica in tantissimi settori. Non ha senso tale scelta in termini di lotta alla disoccupazione e di sviluppo per l’intero Paese ”.
Sostegno alle iniziative di protesta arriva dalla deputata di Forza Italia Renata Polverini, vice presidente della Commissione Lavoro e capogruppo Fi in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali: “L’alta adesione dei lavoratori allo sciopero nazionale delle aziende del gruppo Eni, indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dimostra la centralità di una vertenza che non riguarda solo il settore della chimica ma tutta l’industria italiana e le sue potenzialità di sviluppo”.
“Nelle giornate di lunedì e martedì scorso – ha aggiunto – in occasione della risoluzione a sostegno della relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati sul ‘quadrilatero della chimica’ Venezia-Porto Marghera, Mantova, Ravenna e Ferrara, in Parlamento si è colta l’occasione per sollecitare il Governo a non abbandonare un
settore strategico come quello chimico e petrolchimico. Il mantenimento di una presenza forte nel settore da parte di Eni e Versalis è, a questo proposito, essenziale e non a caso è al centro delle rivendicazioni portate oggi in Piazza SS Apostoli dalle organizzazioni sindacali che potranno contare sul sostegno di Forza Italia anche in questa battaglia”.

LA VOCE DEI LAVORATORI
Non potevamo mancare loro in piazza, i protagonisti di questa grande vertenza in difesa della chimica italiana: i lavoratori. In quel ‘contenitore’ di bandiere e striscioni c’erano i volti e le storie di tanti italiani venuti da ogni angolo del Paese per dire a gran voce “no alla svendita di Versalis” e per chiedere maggiori tutele per uno dei settori principali di questo territorio: la chimica.
“Ci sentiamo intrappolati in un tunnel senza uscita – raccontano alcuni lavoratori, iscritti dell’Ugl, che avvolti dai colori delle bandiere e riscaldati da un sole primaverile hanno esternato tutte le loro preoccupazioni in questa giornata di grande mobilitazione. “Pretendiamo attenzione in nome delle nostre famiglie e dei nostri figli”.Foto E Zanini406
“Mettere in saldo il futuro della chimica italiana è un grave autogol che non possiamo permetterci – aggiunge Sante Palladinelli, dipendente Eni di Roma – siamo davvero stanchi dell’indifferenza del Governo. Stiamo vivendo un momento di forte ansia e la presenza di tanti lavoratori in piazza ne è testimonianza. Non riusciamo a percepire nemmeno l’odore di prospettive sicure: non abbiamo alcuna garanzia né per il presente né per il futuro.
Questa politica di smembramento pilotata dall’Eni e dal Governo sta indebolendo il Paese, anzi lo sta massacrando”.
Sante è un giovane dipendente dell’Eni ma, durante la sua intervista a Metasociale ribadisce: “Penso ai miei colleghi, a chi ha famiglia e alle numerose difficoltà con cui sono, siamo costretti a convivere ogni giorno. La loro battaglia è anche la mia e, solo insieme possiamo vincerla. Non abbiamo altra scelta – conclude – uniti possiamo farcela”. (Link intervista: https://www.youtube.com/watch?v=NsyNZVzaXbg&feature=youtu.be)