Incontro oggi tra i sindacati e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo e il consigliere regionale Cosimo Borraccino (Sel). Al tavolo di discussione la questione legata al futuro dell’Ilva, un incontro che arriva proprio alla vigilia della scadenza delle manifestazioni di interesse per l’acquisto delle aziende del Gruppo.image1
All’incontro erano presenti i segretari confederali dell’Ugl, Giuseppe Carenza ed Ermenegildo Rossi, il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, e anche dai dirigenti sindacali Alessandro Calabrese e Francesco Menduni.
“L’Ugl – hanno spiegato Giuseppe Carenza, Ermenegildo Rossi e Antonio Spera – si è dichiarata d’accordo con il presidente della Regione Puglia, Michele emiliano, nel portare avanti una battaglia comune per difendere sia i 25 mila lavoratori dell’Ilva, tra diretto e indotto, sia l’ambiente per evitare che il presunto salvataggio del sito di Taranto si riveli l’ennesimo flop industriale”.
Al termine della riunione Emiliano ha spiegato che “il sindacato nel suo complesso ha posto questioni estremamente importanti sul destino della fabbrica e della comunità tarantina, si e’ fatto carico di questioni come la compatibilità tra la prosecuzione delle attività, il mantenimento dei livelli occupazionali e la salute dei cittadini. Taranto ha perso forza quando si e’ divisa. Adesso lentamente stiamo riprendendo consapevolezza che quando tutta la comunità e’ unita, e la Regione vuole ovviamente rappresentare questa unità, è più facile arrivare alla soluzione di un problema estremamente difficile”.
I sindacalisti si sono detti d’accordo con Emiliano sul coinvolgimento della Regione Puglia nella vertenza “perché solo con un fronte comune tra sindacati e Regione è possibile coniugare l’esigenza di garantire tutta la forza lavoro presente nello stabilimento di Taranto, punta di eccellenza del comparto siderurgico, con quella altrettanto fondamentale di tutelare la salute dei cittadini, senza dimenticare che l’Ilva e il suo indotto incidono per il 16-18 per cento sul pil regionale e per il 4/5per cento circa sul pil nazionale. Per l’Ugl è inoltre necessario scongiurare che l’Ilva possa finire nelle mani di chi già in passato ha dimostrato di non tenere in dovuta considerazione il destino dei lavoratori”.
Nello specifico Ermenegildo Rossi ha aggiunto: “Siamo preoccupati perché ad oggi non c’è nessuna garanzia concreta per l’Ilva. Domani sarà l’ultimo giorno utile per depositare le manifestazioni di interesse e, onestamente, abbiamo forti dubbi su quelle presentate da alcuni gruppi che, in passato, non hanno dato grosse garanzie ai lavoratori”.
“E’ inaccettabile che – conclude il sindacalista – la Regione Puglia sia stata posta in un angolo dal Governo. Ricordiamo che da Taranto parte una battaglia che proseguirà fino a quando non avremo risposte concrete sempre a tutela del lavoro, dell’ambiente e del settore siderurgico”.