Sindacati e Finmeccanica hanno firmato l’ipotesi di accordo sul contratto integrativo per la completa armonizzazione dei trattamenti normativi (dagli orari di lavoro, a buste paga e permessi) dopo la trasformazione in ‘One company’, che cancella la precedente articolazione del gruppo in diverse società operative.
“Con l’ipotesi di accordo sul contratto integrativo della nuova One Company Finmeccanica – hanno detto il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, e il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici con delega a Finmeccanica, Adelmo Barbarossa, al termine dell’incontro – abbiamo compiuto il primo passo verso la necessaria armonizzazione dei trattamenti economici e normativi dei circa 27mila dipendenti italiani del Gruppo”.
“Dopo una lunga e intensa trattativa e il rush finale di questa notte – hanno spiegato -, è stata siglata l’intesa fra organizzazioni sindacali e azienda, che sarà ora sottoposta in assemblea al voto dei lavoratori di tutti i siti e stabilimenti italiani, i quali dovranno esprimere il proprio consenso entro il 15 marzo”.
Fra i contenuti “particolarmente innovativi i miglioramenti sul fronte della partecipazione – proseguono -, con la sperimentazione di un nuovo modello di gestione condivisa di percorsi e scelte industriali, e relativi al welfare, con l’introduzione di forme avanzate di telelavoro che l’Ugl Metalmeccanici ha proposto anche fra gli elementi principali della piattaforma presentata nella trattativa sul rinnovo del ccnl di categoria, per coniugare la flessibilità con la migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, resa possibile dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.
L’accordo di oggi, secondo i sindacalisti, “è un passo importante ma è solo il primo di un cammino ancora lungo e difficile, che richiede l’impegno di tutte le parti per far sì che il vasto progetto di riorganizzazione sia propulsore di un vero rilancio del Gruppo”.