Dl Banche inserito in Legge di Stabilità


Oggi in Commissione Bilancio alla Camera il Governo ha depositato come emendamento alla Legge di Stabilità il dl banche approvato dal Consiglio dei ministri il 22 novembre.
I subemendamenti dovranno essere presentati entro venerdì mattina, come ha spiegato il presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia, per permettere alla Commissione di iniziare a votare contestualmente tutti gli emendamenti alla Legge di Stabilità.
“Il governo – ha sottolineato il viceministro dell’Economia Morando – ha avviato una approfondita verifica circa la possibilità che siano messe in atto misure in grado di ridurre gli effetti negativi del processo di risoluzione sulla componente socialmente più debole degli investitori coinvolti dal salvataggio delle 4 banche in difficoltà”, ovvero Banca Etruria, CariChieti, Cassa di Risparmio di Ferrara e Banca Marche.
“L’azzeramento del valore delle obbligazioni subordinate come tali parte del capitale di rischio – ha detto ancora il vice ministro all’Economia – costituisce un vincolo non eludibile, imposto dalla Direzione Generale competente per approvare gli interventi del fondo di risoluzione. Il Governo è tuttavia consapevole che, almeno ad una parte dei risparmiatori coinvolti, la natura dello strumento obbligazione subordinata poteva non essere perfettamente nota”.
L’inserimento del Decreto Legge ‘Salva Banche’ come emendamento alla Legge di Stabilità è decisamente “dannoso”, ha spiegato Piero Peretti, perché “così facendo si impedirà un reale dibattito di merito e gli opportuni correttivi. Tra questi ultimi, il primo è il danno inferto ai lavoratori che con il provvedimento subiranno tutti gli effetti nefasti del Jobs Act e del contratto a tutele crescenti”.
“Non dimentichiamo, infatti, che il mandato insito nel provvedimento stesso, oltre al risanamento, – ha sottolineato il sindacalista – è la vendita delle banche al miglior offerente, presumibilmente tagliando il costo del lavoro, obiettivo molto più facile con il Jobs Act e senza il ricorso ai tradizionali ammortizzatori sociali del settore”.