Editoriale
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All’Ugl l’alba di una nuova Europa

Una visione opposta rispetto a quella dei profeti dell’austerity di Bruxelles, fondata sul lavoro dignitoso, sulla solidarietà comunitaria, su una ricchezza diffusa. Le politiche imposte dall’Unione e più in generale il progetto ultraliberista che negli ultimi anni è stato portato avanti dall’establishment europeo ha prodotto risultati devastanti tradendo i valori sociali che originariamente erano alla stessa base del progetto comunitario, generando povertà, precarietà e disoccupazione. È arrivato il momento di voltare pagina, prima che sia troppo tardi, prima che venga definitivamente spenta l’anima della vera Europa.

di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Oggi nella nostra sede si è svolto un incontro importante, che potrebbe essere la scintilla capace di accendere la fiamma di un nuovo corso sociale e politico per tutto il Vecchio Continente. Abbiamo ospitato l’incontro fra i rappresentanti delle due più influenti forze sovraniste d’Europa, ovvero il Rassemblement National di Marine Le Pen e la Lega di Matteo Salvini, al governo nel nostro Paese. Abbiamo voluto farci promotori ed ospiti di questo incontro perché la visione politica che accomuna queste come altre forze della destra definita “populista” dai detrattori, ma in realtà autenticamente popolare, non si limita ad una difesa dei confini dall’ondata migratoria che, pur comprendendo le esigenze di solidarietà verso chi proviene da zone di guerra, negli ultimi anni ha superato il limite che il buonsenso imporrebbe, sconvolgendo economicamente, demograficamente e socialmente il continente. Questo aspetto, seppur importante, è solo una parte del problema. Quello che condividiamo è il progetto complessivo, che concerne una nuova visione dell’Europa. Una visione opposta rispetto a quella dei profeti dell’austerity di Bruxelles, fondata sul lavoro dignitoso, sulla solidarietà comunitaria, su una ricchezza diffusa. Le politiche imposte dall’Unione e più in generale il progetto ultraliberista che negli ultimi anni è stato portato avanti dall’establishment europeo ha prodotto risultati devastanti tradendo i valori sociali che originariamente erano alla stessa base del progetto comunitario, generando povertà, precarietà e disoccupazione. È arrivato il momento di voltare pagina, prima che sia troppo tardi, prima che venga definitivamente spenta l’anima della vera Europa. In molti Paesi, in primis nel nostro, stanno cambiando gli equilibri politici: i cittadini, stremati dalle politiche antisociali ed ultraliberiste, abbandonati da una sinistra sempre più asservita al grande capitale finanziario, si stanno rivolgendo alle forze che propongono un vero progetto di crescita, stabilità e sicurezza, che intendono contrastare la globalizzazione selvaggia e salvaguardare l’identità sociale e culturale dei popoli del Vecchio Continente. In Italia il cambiamento già si è insediato a Palazzo Chigi con il governo gialloblu e lo stesso sta avvenendo in altri Stati. A breve anche le stesse Istituzioni dell’Unione saranno rinnovate con le elezioni che si terranno in primavera e finalmente, ci auguriamo, l’Europa potrà essere guidata da coloro che realmente hanno a cuore le sue sorti. I due leader oggi hanno già disegnato un possibile fronte comune per questo importante appuntamento, un “fronte della libertà” che compatti tutte le forze che credono in un’Europa diversa, che rispetti il ruolo delle Nazioni, che difenda le frontiere comuni, che tuteli i valori sociali e culturali che sono a fondamento del nostro essere europei.

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