Cultura
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Condizioni meteo perfette faranno scintillare la pioggia di meteore

L’estate 2018 si sta dimostrando ricca di interessanti fenomeni astronomici. Dopo l’eclissi lunare del 27 luglio, la più lunga del secolo, ora è la volta – celeste – della pioggia di stelle cadenti della notte di San Lorenzo. Un fenomeno che si verifica ogni anno, ma che stavolta sarà di particolare intensità. Le condizioni di visibilità che avranno luogo nei prossimi giorni renderanno possibile, infatti, vedere al meglio le meteore.

L’estate 2018 si sta dimostrando ricca di interessanti fenomeni astronomici. Dopo l’eclissi lunare del 27 luglio, la più lunga del secolo, ora è la volta – celeste – della pioggia di stelle cadenti della notte di San Lorenzo. Un fenomeno che si verifica ogni anno, ma che stavolta sarà di particolare intensità. Le condizioni di visibilità che avranno luogo nei prossimi giorni renderanno possibile, infatti, vedere al meglio le meteore. La corrispondenza del fenomeno con la luna nuova, che non offuscherà la visione, e l’assenza di nubi permetteranno di assistere nelle migliori condizioni al passaggio annuale della polvere di stelle, le Perseidi, ovvero lo sciame meteorico originato dalla cometa Swift-Tuttle. Se la tradizione associa il passaggio delle meteore alla notte del 10 agosto, in realtà la maggiore quantità di stelle cadenti si potrà osservare tra il 12 e il 13, scegliendo possibilmente luoghi con la minore intensità possibile di luce artificiale. In Italia questo evento astronomico è stato legato al ricordo del martirio del vescovo Lorenzo, avvenuto nel 258 dopo Cristo. La pioggia di stelle cadenti ricorda infatti le scintille dei carboni ardenti sui quali venne posto il Santo. Anche un altro evento celeste caratterizzerà l’estate in corso: un’eclissi parziale di sole attesa per il prossimo 11 agosto. Quest’ultima purtroppo però non sarà visibile in Italia, ma si osserverà solo alle latitudini più nordiche dell’Europa, dell’America e dell’Asia. Nel nostro continente sarà visibile solo nei Paesi scandinavi, in Islanda e Groenlandia e nelle aree settentrionali della Russia.

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Ufficiostampa