Economia
0

Corruzione, riguarda anche i ‘comuni mortali’

Il fenomeno non interessa solo i piani alti di politica, economia e finanza. Il 7,9 per cento delle famiglie italiane è stato coinvolto in episodi corruttivi

di Caterina Mangia

Mafia Capitale, Tangentopoli, Calciopoli, P2, P3 e P4. Nei dibattiti pubblici si è soliti parlare della corruzione come di un fenomeno che riguarda principalmente i piani alti della finanza, della politica e dell’economia.
Eppure, la tendenza riguarda anche i ‘comuni mortali’: è purtroppo una tendenza in cui incappano molti italiani, un sasso su cui si inciampa anche nella vita quotidiana.
Secondo un’indagine Istat sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016, il 7,9 per cento delle famiglie italiane è stato coinvolto – in maniera diretta o indiretta – in eventi corruttivi.
Quali? Richieste di regali, favori o altro in cambio di agevolazioni e servizi.
E’ la vecchia abitudine della raccomandazione, che evidentemente non ha mai abbandonato il costume italiano, accomunando ‘poveri e ricchi’ in un  unico comportamento, e che, con i ‘chiari di luna’ derivanti dalla crisi, rappresenta al tempo stesso una tendenza riprovevole e una ‘scorciatoia’ a cui ci si appella. Con una disoccupazione – soprattutto giovanile – dilagante, non c’è da sorprendersi se la corruzione riguarda principalmente il settore lavorativo, con il 3,2 per cento delle famiglie coinvolte; in special modo, i fenomeni corruttivi riguardano il momento della ricerca di un’occupazione, dell’inizio di una nuova attività o della partecipazione a concorsi. Non si salvano nemmeno le Aule di giustizia: per quanto riguarda le cause giudiziarie, il 2,9 per cento dei nuclei familiari ha avuto una richiesta di denaro, regali o favori da parte di giudici, avvocati, pm o testimoni. Richieste di soldi o di scambi di favori sono state avanzate anche a chi ha avuto bisogno di assistenza sanitaria (2,4 per cento), di servizi erogati da uffici pubblici (2,1 per cento), di benefici assistenziali (2,7 per cento), di facilitazioni da parte delle forze dell’ordine (1 per cento) e nel settore istruzione (0,6 per cento).Insomma, in settori cruciali per la vita dei cittadini, quali sanità, occupazione, giustizia, politiche sociali e istruzione, la corruzione è ancora un’abitudine praticata.L’ulteriore aggravante riguarda il fatto che l’85 per cento delle famiglie che hanno pagato per ottenere un servizio o una facilitazione ritiene che sia stato utile per raggiungere il proprio fine. Come a dire: pagando, tutto si ottiene.

  • googleplus
  • linkedin

Ufficiostampa