Economia
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La scuola riapre per 8,6 milioni di studenti

Il ministro Fedeli agli alunni: “Lo studio vi consente di emanciparvi, vi rende libere e liberi. È un vostro diritto. Lottate perché vi sia sempre garantito al meglio”.

di Claudia Tarantino

Oggi si sono aperte ufficialmente le lezioni e, secondo i diversi calendari regionali, nei prossimi giorni torneranno tra i banchi di scuola, sia statale che paritaria, 8,6 milioni di alunni.
A loro è indirizzato il messaggio del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che rivolge “un pensiero particolare” alle studentesse e agli studenti, ai dirigenti e al personale scolastico “delle aree del Centro Italia colpite dal sisma e di Ischia, a cui il Ministero – assicura – continuerà a garantire tutto il supporto necessario per ridurre al minimo i disagi”.
Il ministro sottolinea l’importanza del “valore della conoscenza e dell’apprendimento”, esorta gli studenti a lottare affinché il diritto allo studio venga sempre “garantito al meglio”, così che a tutti siano “offerte pari opportunità di accesso al futuro” e, tra i vari punti toccati nel suo messaggio, fa riferimento anche al calo della dispersione scolastica, sottolineando che “ogni ragazzo che lascia gli studi in anticipo è una sconfitta, un obiettivo mancato. Il Ministero è impegnato su questo fronte e per il futuro credo che l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni sia la migliore scelta che il nostro Paese possa portare avanti per garantire ad ogni giovane di avere una formazione completa, solida, il bagaglio necessario per collocarsi in modo positivo nel mondo del lavoro”.
I dati, tuttavia, registrano che l’anno scolastico 2017/2018 si apre con un leggero calo degli studenti: risultano iscritti ad una scuola statale 7.757.849 alunni, contro i 7.816.408 dello scorso anno. Il decremento più consistente riguarda quattro regioni del Sud: -13.915 in Campania, -12.141 in Sicilia, -10.106 in Puglia, -5.624 in Calabria.
Tra le novità citate dal ministro: gli esami della scuola secondaria di I grado che, a partire da quest’anno, “come previsto da uno dei decreti attuativi della recente riforma della scuola, daranno maggior peso al curriculum scolastico”, valorizzando l’impegno dimostrato nel tempo e non solo nelle prove finali; per la prima volta nelle prove nazionali Invalsi debutterà l’Inglese, per “certificare le competenze linguistiche, sulla base del quadro europeo”; nella secondaria di II grado, andrà a regime l’Alternanza Scuola-Lavoro, per la quale verrà anche introdotta la Carta che conterrà i diritti e i doveri di chi fa Alternanza.
Infine, un riferimento a chi lavora nella scuola. Per Fedeli “la loro valorizzazione e il rilancio della loro professione è molto importante per un sistema che punti sulla qualità”. Resta da vedere in che modo il Governo intenda raggiungere questi obiettivi.

 

 

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Ufficiostampa